Assicurazioni danni 2025: premi in crescita del 7,7% e conti tecnici in miglioramento. Il settore regge anche in un anno di tensioni geopolitiche


Il 2025 è stato un anno complesso per l'economia globale: conflitti regionali irrisolti, dazi commerciali in espansione, rotte marittime ridisegnate, sanzioni internazionali sempre più pervasive. Eppure, in questo scenario, il mercato assicurativo italiano ha mostrato una tenuta solida e, in alcuni comparti, una crescita significativa.
I dati Ania sull'anno 2025 restituiscono un'industria che ha saputo assorbire la pressione inflazionistica e il deterioramento del contesto geopolitico, migliorando i propri indicatori tecnici e ampliando la raccolta premi. Per il consumatore e l'impresa che si chiedono se e come proteggersi dai rischi della vita quotidiana e dell'attività economica, comprendere questi numeri aiuta a fare scelte più consapevoli.
- Il mercato assicurativo danni non-auto cresce e migliora la propria redditività. Con premi a 25,2 miliardi (+7,7%), un combined ratio all'83,3% e un saldo tecnico positivo per 3,2 miliardi, il 2025 certifica la solidità strutturale del settore, anche in un contesto macroeconomico e geopolitico difficile. Per il consumatore, significa avere a disposizione un mercato competitivo e stabile su cui fare affidamento.
- Salute, infortuni e tutela legale sono i rami in maggiore espansione per i privati. La spesa sanitaria privata degli italiani supera i 48 miliardi l'anno, di cui il 90% pagato direttamente di tasca propria: uno dei valori più alti d'Europa. Le polizze malattia, infortuni e tutela legale offrono coperture concrete e sempre più accessibili per chi vuole ridurre questo rischio finanziario.
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Sommario
Il mercato danni non-auto: premi a 25,2 miliardi, crescita del 7,7%
I premi contabilizzati nei rami danni diversi dal settore auto, che esclude quindi RC auto, veicoli marittimi e corpi veicoli terrestri, hanno raggiunto nel 2025 i 25,2 miliardi di euro, in crescita del 7,7% rispetto all'anno precedente, calcolata a perimetro di imprese omogeneo. L'incidenza di questi rami sul totale dei premi danni è salita dal 57,1% del 2024 al 57,8% del 2025, confermando una tendenza pluriennale verso la diversificazione del portafoglio assicurativo italiano lontano dalla sola RC auto.
I rami che hanno trainato la crescita con tassi pari o superiori alla media di settore sono stati: incendio ed elementi naturali (+17,1%), credito (+27,6%), corpi veicoli ferroviari (+44,1%), malattia (+11,6%), assistenza (+9,7%) e corpi veicoli aerei (+8,7%). Crescono in misura più contenuta anche RC generale (+2,5%), infortuni (+3,1%), corpi veicoli marittimi (+3,2%), tutela legale (+4,9%) e perdite pecuniarie (+5,3%). In controtendenza solo i rami RC aeromobili (-3,9%) e merci trasportate (-3,1%).
La salute dei conti: combined ratio all'83,3%, saldo tecnico in aumento
Sul fronte della redditività tecnica, il 2025 registra un miglioramento diffuso. Il combined ratio, l'indicatore che misura l'efficienza complessiva del portafoglio assicurativo sommando expense ratio e loss ratio, si è attestato all'83,3%, in miglioramento rispetto all'85,3% del 2024. Un valore strutturalmente solido, che segnala come le compagnie stiano raccogliendo premi superiori agli oneri sostenuti per sinistri e gestione.
Nel dettaglio, il loss ratio di competenza, il rapporto tra il costo dei sinistri e i premi di competenza, è migliorato dal 57,4% del 2024 al 56,0% del 2025, nonostante un aumento dei costi dei sinistri del 3,7% in valore assoluto. Il miglioramento è stato possibile grazie a una crescita dei premi di competenza superiore all'incremento dei costi, confermando che la dinamica tariffaria ha saputo anticipare l'inflazione dei sinistri.
Il saldo tecnico del portafoglio diretto è risultato positivo per 3,2 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,7 miliardi del 2024. I rami che hanno contribuito maggiormente al saldo positivo sono:
- infortuni (754 milioni),
- RC generale (677 milioni),
- incendio (361 milioni, in netto miglioramento rispetto al dato negativo del 2024),
- malattia (315 milioni),
- assistenza (281 milioni),
- tutela legale (252 milioni).
Il risultato del conto tecnico complessivo, comprensivo della riassicurazione e degli utili degli investimenti, si è attestato a 2,8 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l'anno precedente.
Malattia e assistenza: i rami che crescono di più con i privati
Tra i rami che meritano maggiore attenzione per chi valuta una polizza personale, malattia e assistenza registrano le dinamiche più interessanti. Il ramo malattia, che include le polizze sanitarie individuali e collettive a copertura di visite, ricoveri, esami diagnostici e interventi chirurgici, segna una crescita dei premi dell'11,6%, con un loss ratio in miglioramento dal 70,9% del 2024 al 67,2% del 2025. Un dato che segnala una buona sostenibilità tecnica del comparto, a fronte di una domanda in crescita alimentata dall'aumento della spesa sanitaria privata delle famiglie.
Il dato macro è eloquente: secondo elaborazioni Ania su dati MEF e OCSE, la spesa sanitaria totale in Italia ha raggiunto 190,4 miliardi di euro nel 2025, di cui 48,9 miliardi (circa il 25,7%) finanziati con risorse private. Circa il 90% di questa componente privata è ancora pagata direttamente di tasca propria dai cittadini (out of pocket), a fronte di medie europee molto più basse, dove fondi sanitari e assicurazioni private coprono quote molto più rilevanti. Uno spazio di crescita enorme per le polizze salute, che il mercato sta progressivamente iniziando a colmare.
Il ramo assistenza (+9,7%) cresce anch'esso in modo sostenuto: si tratta delle coperture che garantiscono supporto in caso di emergenza o necessità durante i viaggi, i trasferimenti o la vita quotidiana, dall'assistenza stradale alla sostituzione temporanea di un veicolo, fino ai servizi di telemedicina sempre più integrati nelle polizze moderne.
Infortuni e tutela legale: coperture sempre più rilevanti
Due rami che meritano attenzione per i privati sono gli infortuni e la tutela legale. Il ramo infortuni, che copre il danno fisico conseguente a eventi accidentali, sia in ambito lavorativo che extraprofessionale, ha registrato una crescita dei premi del 3,1% e si conferma uno dei comparti più redditizi con un saldo tecnico di 754 milioni di euro. È una polizza spesso sottovalutata, ma particolarmente utile per chi esercita attività sportive, lavori manuali o non dispone di adeguate coperture previdenziali in caso di invalidità.
La tutela legale (+4,9%) è invece un ramo in costante espansione, sostenuto dalla crescente complessità normativa e dal costo sempre più elevato delle controversie legali. Copre le spese per difendersi in giudizio o agire legalmente contro terzi in caso di sinistri, controversie contrattuali, problemi con il datore di lavoro o dispute condominiali. Con circa 286 milioni di euro di premi e un saldo tecnico positivo per 252 milioni, è una delle garanzie con il miglior equilibrio tra costo per l'assicurato e utilità concreta.
Le spese di gestione: stabili al 31,9%, con differenze tra i rami
Un elemento da tenere in considerazione quando si sceglie una polizza è il peso delle spese di gestione, che si riflette indirettamente sulle condizioni offerte all'assicurato. Nel 2025 le spese di gestione del portafoglio danni non-auto hanno raggiunto 8 miliardi di euro, con un'incidenza stabile sui premi al 31,9%. La componente più rilevante rimane quella delle provvigioni (22,3%), seguita dalle altre spese di acquisizione (4,4%) e da quelle di amministrazione (5,1%).
I rami con l'expense ratio più elevato sono tutela legale (40,4%), perdite pecuniarie (38%) e infortuni (36%), a riflettere la complessità dei processi di distribuzione e gestione di questi prodotti. All'opposto, i rami che pesano meno in termini di spese di gestione sono i corpi veicoli ferroviari (13,1%), aerei (15,5%) e marittimi (18,9%), dove la concentrazione della clientela e la standardizzazione delle polizze abbattono i costi distributivi.
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