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Monopattini elettrici, obbligo di targa e assicurazione con multe fino a 400 euro da maggio

Pubblicato il 27-04-2026 | Aggiornato il 19-05-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
ragazzi sul monopattino

Novità per chi utilizza i monopattini elettrici in Italia. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di una vera e propria svolta nella gestione della micromobilità urbana. Stiamo parlando dell’introduzione dell’obbligo di targa e assicurazione Rc che segna un passaggio importante: questi mezzi, fino a oggi considerati leggeri e quasi “informali”, entrano in una dimensione più regolamentata, simile a quella degli altri veicoli.

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  • Arrivano targa obbligatoria e assicurazione Rc per i monopattini elettrici, con nuove regole già avviate e scadenze tra maggio e luglio 2026.
  • Chi non si adegua rischia multe fino a 400 euro, oltre a possibili sanzioni più pesanti e controlli rafforzati nelle città.
  • Cambiano anche modalità di utilizzo, costi e responsabilità: di seguito i dettagli pratici da conoscere per evitare problemi e continuare a circolare senza rischi.
In sintesi

Sommario

La novità è entrata in vigore con decreto il 18 marzo scorso. Le direzioni del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), su richiesta dell’Ania (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) per motivi tecnico-organizzativi, hanno rinviato al 16 luglio l’obbligo di assicurazione Rc per i monopattini elettrici in Italia. Resta invece fissato al 17 maggio l’obbligo per i proprietari di applicare il contrassegno.

Sul sito del Mimit sono state pubblicate le Faq riguardanti l’assicurazione obbligatoria per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. 

A partire da queste date chi utilizza un monopattino elettrico dovrà adeguarsi per evitare sanzioni da 100fino a 400 euro.

Cosa prevede la nuova normativa

La nuova regolamentazione introduce due obblighi principali: la presenza di una targa identificativa e la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Si tratta di requisiti che cambiano profondamente l’utilizzo quotidiano dei monopattini elettrici.

La targa targa (contrassegno anche detta ‘targhino’),sarà legata al proprietario (non al mezzo) e andrà applicata sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo. Si tratterà di un adesivo plastificato non rimovibile (la rimozione lo distrugge) da applicare in modo visibile sul mezzo. 

Prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione, il contrassegno avrà forma rettangolare (5x6 centimetri), con sei caratteri alfanumerici su due righe. Le lettere: da B a Z, escluse A, E, I, O, Q, U. I numeri: da 2 a 9. Servirà a identificare, dunque, in modo univoco il mezzo, rendendo possibile risalire al proprietario in caso di incidenti o infrazioni. Questo elemento è particolarmente rilevante in ambito urbano, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo di sinistri che coinvolgono monopattini.

L’assicurazione, invece, ha l’obiettivo di coprire eventuali danni causati a terzi. Fino a oggi, chi provocava un incidente con un monopattino rischiava di dover pagare di tasca propria. Con l’introduzione dell’obbligo assicurativo, il sistema si allinea a quello già previsto per altri veicoli, offrendo maggiori garanzie sia agli utenti sia alle vittime di incidenti. Ovviamente restano confermati l’obbligo del casco e le norme di circolazione vigenti quali gli indicatori luminosi. I monopattini devono essere equipaggiati, infatti, con indicatori luminosi di svolta e di freno su entrambe le ruote. 

Resta vietata la circolazione sui marciapiedi e contromano. Il limite di velocità è di 20 km/h nelle strade urbane e 6 km/h nelle aree pedonali.

Tra i requisiti tecnici i monopattini devono essere dotati di indicatori di direzione (frecce) e luce del freno su entrambi gli assi. E marcatura CE visibile. Se il mezzo non è conforme alle specifiche tecniche, la multa può variare da 200 a 800 euro con rischio di confisca del veicolo.

Perché arrivano targa e assicurazione

L’introduzione di queste misure non è casuale. Negli ultimi anni, i monopattini elettrici hanno conosciuto una diffusione rapidissima, soprattutto nelle grandi città. Questo boom ha portato con sé anche alcune criticità, in particolare legate alla sicurezza stradale.

Incidenti, comportamenti scorretti e difficoltà nell’identificare i responsabili hanno spinto le istituzioni a intervenire. L’obiettivo è creare un sistema più ordinato e sicuro, in cui ogni mezzo sia tracciabile e ogni utente sia responsabilizzato.

Non va sottovalutato anche il tema dell’equità. Altri veicoli, come auto e moto, sono già soggetti a obblighi simili. Estendere queste regole ai monopattini significa uniformare il quadro normativo e ridurre le disparità.

Le multe: fino a 400 euro per chi non si adegua

Uno degli aspetti più discussi riguarda le sanzioni. Chi circola senza targa o senza assicurazione rischia multe che possono arrivare fino a 400 euro. Una cifra significativa, soprattutto se si considera che molti utenti utilizzano il monopattino per brevi spostamenti quotidiani. Se la targa è contraffatta o alterata, si rischia anche il sequestro amministrativo del mezzo

Le sanzioni non saranno solo teoriche. I controlli, secondo le prime indicazioni, verranno intensificati soprattutto nelle aree urbane più trafficate. Questo significa che ignorare la normativa potrebbe avere conseguenze immediate.

Oltre alla multa, in alcuni casi potrebbe essere previsto anche il fermo del mezzo. Una misura che renderebbe ancora più evidente la volontà di far rispettare le nuove regole.

Come mettersi in regola

Adeguarsi alla nuova normativa sarà fondamentale per continuare a utilizzare il monopattino senza problemi. 

Il primo passo sarà ottenere la targa, associata al mezzo e al proprietario, che si richiede online sul Portale dell’Automobilista tramite Spid/Cie. I costi per la targa sono abbastanza esigui: circa 8,66 euro, a cui vanno aggiunti l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione, per un totale di circa 33-38euro se fatto in autonomia. Rivolgendosi a un'agenzia di pratiche auto, il costo può salire a circa 60-70euro.

Il sistema è aperto a tutti i cittadini maggiorenni. Ma possono richiedere il contrassegno per i monopattini anche i minori che abbiano compiuto 14 anni. In questo caso, però, la domanda dovrà essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Per quanto riguarda l’assicurazione, sarà necessario scegliere una polizza che copra la responsabilità civile verso terzi. Diverse compagnie stanno già preparando offerte specifiche per i monopattini elettrici, con costi che dovrebbero essere relativamente contenuti, tra 30 e 50 euro annui. Opzioni più complete con tutela legale o infortuni possono arrivare a 150 euro.

Se il monopattino è usato da più persone (es. familiari), è importante verificare se la polizza Rc copre tutti i conducenti o solo l’intestatario: in caso contrario, un sinistro causato da chi non è incluso potrebbe non essere coperto.

La copertura minima prevista è quella stabilita dalla legge: 6,45 milioni di euro per danni alle persone e 1,3 milioni per danni alle cose, come per auto e moto.

Il diritto di rivalsa consente all’assicurazione di recuperare dal responsabile quanto pagato se vengono violate gravemente le condizioni di polizza o il Codice della Strada (ad esempio guida in stato di ebbrezza, senza casco o con passeggero non consentito). In questi casi, la rivalsa può colpire il proprietario o il conducente.

È possibile però richiedere una clausola di rinuncia alla rivalsa, che limita o esclude questo rischio: per questo è fondamentale leggere attentamente le condizioni prima di sottoscrivere la polizza.

Il ruolo delle aziende di sharing

Un capitolo a parte riguarda i servizi di sharing. Per chi utilizza monopattini in sharing, la situazione sarà più semplice rispetto ai proprietari privati. Gli obblighi saranno, infatti, gestiti direttamente dall’operatore, riducendo le incombenze per l’utente finale.

Per queste realtà, l’impatto sarà significativo ma gestibile, grazie a strutture organizzative già consolidate. Anzi, in alcuni casi, le nuove norme potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo, rafforzando la fiducia degli utenti.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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