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Multe: quando e perché scatta la prescrizione?

persona al telefono mentre guida

Le 3 cose da sapere

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    Il termine di notifica è il tempo per comunicare l'atto al destinatario.

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    Il termine di notifica è il tempo per comunicare l'atto al destinatario.

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    La durata della prescrizione è il tempo per far valere un diritto.

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    La durata della prescrizione è il tempo per far valere un diritto.

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    La prescrizione estingue per inattività; decadenza per mancato esercizio nei termini.

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    La prescrizione estingue per inattività; decadenza per mancato esercizio nei termini.

Le multe stradali non rimangono esigibili per sempre: la legge prevede termini precisi entro cui le sanzioni possono essere notificate e riscosse. La prescrizione delle multe stabilisce dopo quanto tempo una sanzione non può più essere reclamata, mentre la decadenza riguarda la tempestività della notifica del verbale. 

Conoscere queste regole è fondamentale per sapere quando una multa può essere annullata, quali sono i termini da rispettare e come tutelarsi in caso di notifiche tardive o solleciti.

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Sommario

Cos’è la prescrizione delle multe e cosa prevede la legge

La prescrizione delle multe è il limite di tempo oltre il quale la sanzione non è più esigibile. L’art. 209 del Codice della Strada fissa la prescrizione a 5 anni, pari a 60 mesi. Il conteggio riparte a ogni notifica o sollecito ricevuto. In assenza di atti notificatori, una multa non pagata dopo 5 anni va in prescrizione.

La prescrizione si applica anche alle cartelle esattoriali riferite alle sanzioni del Codice della Strada. Le cartelle seguono gli stessi termini quinquennali. La ricezione di una cartella o di un sollecito interrompe il termine di 60 mesi e fa ripartire il conteggio dalla data della notifica. 

La prescrizione opera quando non arrivano atti per 5 anni. Se entro i 60 mesi si riceve un sollecito, la prescrizione si calcola da quel nuovo invio. Questa regola vale per tutte le multe stradali e per la cartella esattoriale della multa dopo 5 anni, salvo interruzione per notifica.

Prescrizione multe 2026: termini aggiornati e tempistiche

La prescrizione delle multe rimane pari a 5 anni a partire dalla data dell’infrazione, per gli automobilisti, nell’ambito del procedimento tra comuni e Agenzia delle Entrate-Riscossione. I termini non cambiano rispetto alle regole già in vigore. Il principio resta quello della prescrizione quinquennale e dell’interruzione con ogni atto notificato.

Argomento Dettagli
Prescrizione multe 5 anni dalla data dell’infrazione
Interruzione prescrizione Ogni atto notificato (verbale, sollecito, cartella) fa ripartire i 5 anni
Decorrenza Dalla data dell’infrazione (o dall’ultima notifica ricevuta)
Prescrizione senza notifiche Se non arriva alcun atto, la multa si prescrive dopo 5 anni
Cartella esattoriale Soggetta agli stessi termini di prescrizione (5 anni)
Differenza prescrizione Termine entro cui l’ente può riscuotere (5 anni)
Differenza decadenza Termine entro cui deve essere notificata la multa
Termine notifica verbale 90 giorni dalla violazione
Mancata notifica entro 90 giorni Possibile annullamento con ricorso (giudice di pace o prefetto)
Multe con contestazione immediata Notificate subito (es. doppia fila, telefono, cinture)
Notifica differita Entro 90 giorni se non contestata sul posto
Autovelox Notifica entro 90 giorni dalla violazione
Ricorso autovelox Possibile se notifica oltre 90 giorni o per tolleranza strumentale
Auto a noleggio 60 giorni per comunicazione dati + 90 giorni per notifica al conducente
Limite complessivo noleggio Oltre i termini → multa impugnabile

Durata e decorrenza della prescrizione

La durata della prescrizione è di 5 anni. Il conteggio decorre dall’infrazione per gli automobilisti, ma ogni notifica o sollecito fa ripartire i 60 mesi dalla nuova comunicazione. Se non arriva alcun atto, la multa si prescrive allo spirare dei 5 anni. Questa regola si applica anche in caso di cartella esattoriale della multa, che deve rispettare i medesimi termini.

Differenza tra prescrizione e decadenza

La prescrizione multe riguarda i 5 anni entro i quali l’ente può riscuotere la sanzione, salvo interruzioni. La decadenza riguarda i termini di notifica del verbale. Il termine notifica multa è di 90 giorni dalla violazione. Oltre 90 giorni si può chiedere l’annullamento, con ricorso al giudice di pace o al prefetto. La decadenza è legata alla tempestività della notifica; la prescrizione alla durata complessiva del credito.

Esempi pratici e casi più comuni

Le multe contestate sul posto, come parcheggio in doppia fila, uso del telefono alla guida o mancato uso delle cinture, vengono notificate immediatamente e non pongono problemi sui 90 giorni. Quando non è possibile notificare sul posto, per motivi di sicurezza o assenza del conducente, la notifica deve arrivare entro 90 giorni dalla violazione.

Le rilevazioni con autovelox rientrano tra i casi con notifica differita. La notifica multa autovelox deve arrivare entro 90 giorni dalla violazione. Se il verbale arriva oltre i 90 giorni, si può valutare il ricorso multa oltre 90 giorni per chiedere l’annullamento. Il margine di tolleranza dei dispositivi, previsto per compensare errori strumentali, può essere un ulteriore motivo di ricorso.

Per le auto a noleggio, l’azienda di autonoleggio ha fino a 60 giorni per comunicare i dati del conducente all’autorità. L’ente ha poi ulteriori 90 giorni per notificare il verbale al guidatore. Solo oltre questo limite la multa può essere considerata prescritta ai fini della notifica e diventa impugnabile.

Multa notificata in ritardo: cosa succede dopo 90 giorni

La notifica oltre 90 giorni permette di impugnare il verbale. La legge richiede di considerare la data della violazione come riferimento iniziale, non la data di accertamento o compilazione del verbale. L’annullamento deve essere disposto dal giudice di pace. Conviene attivarsi con ricorso se la multa è arrivata oltre i 90 giorni.

Cosa prevede la legge sui termini di notifica

Il termine notifica multa è fissato in 90 giorni dalla violazione. Dopo quanto arriva una multa dipende dal canale di rilevazione. Se la contestazione non avviene sul posto, la notifica deve comunque rispettare i 90 giorni. Superato il termine, si può chiedere l’annullamento in giudizio. La valutazione formale spetta al giudice di pace.

Quando il ritardo è giustificato

La contestazione differita è ammessa quando non è possibile fermare il veicolo o contestare l’infrazione in sicurezza, oppure se il conducente è assente. In queste situazioni la notifica segue la procedura a distanza. La comunicazione deve comunque essere inviata entro 90 giorni dalla violazione per restare valida.

Quando la multa è da considerarsi nulla

La multa può essere considerata nulla se la notifica arriva oltre 90 giorni. In questi casi è possibile chiedere l’annullamento con ricorso. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha 2 anni di tempo per notificare la violazione; oltre i 2 anni la multa viene considerata nulla e può essere cancellata. Se non arrivano notifiche o solleciti per 5 anni, la sanzione si prescrive e non è più dovuta.

Cosa fare se la multa è prescritta

La prescrizione scatta se per 5 anni non sono stati notificati atti relativi alla sanzione. In presenza di notifiche, il termine di 60 mesi riparte dalla data dell’ultimo sollecito. Se la multa è prescritta o notificata in ritardo oltre 90 giorni, si può chiedere l’annullamento.

Come verificare se una multa è prescritta

  • Verifica la data della violazione e la data di notifica del verbale. Se sono passati più di 90 giorni, valuta il ricorso per decadenza della notifica.
  • Controlla se, dopo la prima notifica, sono arrivati solleciti. Ogni sollecito interrompe la prescrizione e fa ripartire i 60 mesi.
  • Conta 5 anni senza alcun atto notificato. Una multa non pagata dopo 5 anni va in prescrizione.
  • Applica le stesse verifiche anche alla cartella esattoriale, perché i termini sono uguali.

Come presentare l’istanza di annullamento

  • Ricorso al prefetto: presentazione entro 60 giorni dalla ricezione del verbale. La competenza è della prefettura della zona dell’infrazione. Il ricorso è gratuito e può essere inviato di persona o con raccomandata A/R.
  • Contenuti minimi: riferimenti della multa, dati personali, dichiarazione con le motivazioni (prescrizione o notifica oltre 90 giorni), copia del documento d’identità e del codice fiscale.
  • Esito del prefetto: può annullare la multa o rigettare il ricorso. In caso di rigetto, si applica un’ammenda pari al doppio dell’importo della sanzione.
  • Ricorso al giudice di pace: presentazione entro 30 giorni dalla notifica. I costi dipendono dal valore della multa: 43 euro fino a 1.100 euro; 98 euro fino a 5.200 euro; 237 euro oltre 5.200 euro.

Domande frequenti sulla prescrizione delle multe

Quando e come fare ricorso?

Il ricorso si presenta quando la notifica supera i 90 giorni, quando sono passati 5 anni senza atti, o quando esistono vizi di forma nel verbale (targa errata, verbale incompleto o illeggibile). Il ricorso al prefetto va presentato entro 60 giorni dalla notifica ed è gratuito. Il ricorso al giudice di pace va presentato entro 30 giorni; l’annullamento è disposto dal giudice. In caso di multa notificata oltre 90 giorni, è consigliabile attivarsi con un ricorso mirato.

Cosa si rischia pagando dopo la prescrizione?

Il pagamento della multa non permette l’accesso ad alcun ricorso. Una volta versato l’importo, non si può ottenere la prescrizione o la cancellazione integrale della sanzione. In alcuni casi è possibile solo una riduzione fino al 30%, a condizioni specifiche. Il pagamento esclude quindi la possibilità di far valere la prescrizione maturata.

Come cambia la prescrizione con le multe digitali?

Il procedimento di riscossione è passato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per gli automobilisti la prescrizione rimane invariata. La condizione resta pari a 5 anni a partire dalla data dell’infrazione, con interruzione in caso di notifica o sollecito. I termini di notifica a 90 giorni continuano a valere per la validità del verbale, anche per le rilevazioni da autovelox.

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19 mar 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

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