Arbitro Assicurativo: quasi 1.500 ricorsi nei primi 4 mesi, ecco quali sono le controversie più frequenti


Lanciato il 15 gennaio 2026, l'Arbitro Assicurativo rappresenta una delle principali novità nel panorama della tutela dei consumatori in ambito assicurativo. Nato per offrire una soluzione più rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice ordinario, il nuovo organismo gestito sotto la supervisione di IVASS ha già attirato l'attenzione di migliaia di assicurati.
A pochi mesi dalla sua entrata in funzione, sono stati resi noti i primi dati sull'utilizzo dello strumento. Pur in assenza di decisioni definitive, il numero di ricorsi presentati e la loro distribuzione consentono di tracciare un primo bilancio dell'iniziativa e di comprendere quali siano le controversie che più frequentemente portano clienti e compagnie davanti all'Arbitro.
- L'Arbitro Assicurativo parte con numeri importanti: nei primi quattro mesi di attività sono stati presentati quasi 1.500 ricorsi, segnale di un forte interesse da parte dei consumatori verso strumenti alternativi al contenzioso giudiziario.
- Le controversie non riguardano solo l'RC Auto: oltre la metà dei ricorsi interessa il ramo danni, mentre il 31% riguarda l'RC Auto e il 15% le polizze vita, a conferma dell'ampio utilizzo dello strumento in diversi ambiti assicurativi.
- È ancora presto per valutare i risultati: non sono ancora disponibili dati ufficiali sugli esiti dei ricorsi, poiché i tempi previsti per le decisioni dell'Arbitro possono arrivare fino a 180 giorni, prorogabili nei casi più complessi.
Sommario
Cos'è l'Arbitro Assicurativo e come funziona
L'Arbitro Assicurativo (AAS) è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie in materia assicurativa, introdotto per consentire a consumatori e imprese di risolvere alcune dispute senza dover necessariamente ricorrere al tribunale. Lo strumento è operativo dal 15 gennaio 2026 ed è gestito da un Collegio indipendente composto da cinque membri.
Il ricorso può essere presentato esclusivamente online e non richiede l'assistenza obbligatoria di un avvocato. Prima di rivolgersi all'Arbitro, è necessario aver già presentato un reclamo alla compagnia assicurativa o all'intermediario e non aver ricevuto risposta entro 45 giorni, oppure aver ricevuto una risposta ritenuta insoddisfacente.
L'accesso al servizio prevede un contributo di 20 euro, che viene restituito in caso di accoglimento del ricorso.
Quanti ricorsi sono arrivati nei primi quattro mesi
Veronica Fucile, Direttore in staff al Capo del Servizio Tutela del Consumatore di IVASS, ha fatto il punto della situazione dei primi quattro mesi di attuazione dell’arbitrato assicurativo durante un evento pubblico dedicato al settore assicurativo.
I primi numeri disponibili mostrano un interesse significativo da parte degli assicurati: al 12 maggio 2026 sono stati ricevuti 1.499 ricorsi.
Si tratta di un dato rilevante per uno strumento di recente introduzione, che conferma l'esistenza di una domanda concreta di meccanismi alternativi alla giustizia ordinaria per la gestione delle controversie assicurative.
Quali sono le controversie più frequenti
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la distribuzione dei ricorsi tra i diversi rami assicurativi. I dati preliminari mostrano che:
- il 54% dei ricorsi riguarda il ramo danni;
- il 31% interessa l'RC Auto;
- il 15% coinvolge il ramo vita.
Il comparto danni comprende una pluralità di coperture, tra cui polizze casa, viaggi, infortuni e altre assicurazioni non auto. Il dato evidenzia come le controversie sottoposte all'Arbitro non siano concentrate esclusivamente sull'RC Auto, che storicamente rappresenta una delle aree con il maggior numero di reclami nel settore assicurativo.
Questa distribuzione suggerisce che il nuovo organismo stia intercettando esigenze di tutela trasversali a diversi comparti assicurativi.
Chi finisce più spesso davanti all'Arbitro
Le compagnie assicurative risultano essere i principali destinatari dei ricorsi. Secondo i dati IVASS:
- l'85% dei ricorsi è stato presentato contro imprese di assicurazione;
- il 10% riguarda casi con più controparti;
- il 5% coinvolge intermediari assicurativi.
Questo dato conferma che le controversie riguardano prevalentemente il rapporto diretto tra cliente e compagnia, mentre una quota più limitata interessa broker, agenti o altri intermediari del settore.
Sempre più consumatori presentano ricorso senza avvocato
Uno degli obiettivi dichiarati dell'Arbitro Assicurativo era rendere più semplice l'accesso alla tutela dei propri diritti.
I primi numeri sembrano confermare questa tendenza: il 71% dei ricorrenti ha presentato il ricorso senza assistenza legale. Inoltre, il 91% dei ricorsi proviene da consumatori, mentre solo il 9% è stato presentato da soggetti non consumatori.
Il dato evidenzia come la procedura online e i costi contenuti stiano favorendo l'utilizzo diretto dello strumento da parte degli assicurati, riducendo le barriere di accesso che spesso caratterizzano il contenzioso giudiziario tradizionale.
Perché non ci sono ancora dati sugli esiti dei ricorsi
Se il numero di ricorsi è già significativo, è ancora troppo presto per tracciare un bilancio sui risultati ottenuti dai consumatori.
Il regolamento prevede infatti che il Collegio decida sui ricorsi entro 180 giorni dalla presentazione, con la possibilità di prorogare il termine di ulteriori 90 giorni nei casi più complessi.
Poiché l'operatività dell'Arbitro è iniziata il 15 gennaio 2026, le prime decisioni definitive stanno iniziando a maturare soltanto ora. Di conseguenza non sono ancora disponibili statistiche ufficiali sul numero di ricorsi accolti, respinti o definiti con esiti favorevoli ai consumatori.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
La vera prova dell'efficacia dell'Arbitro Assicurativo arriverà con la pubblicazione delle prime decisioni e dei primi orientamenti interpretativi.
Secondo IVASS, l'obiettivo è duplice: offrire una tutela più accessibile ai consumatori e contribuire alla formazione di una giurisprudenza arbitrale capace di orientare i comportamenti degli operatori del mercato assicurativo.
Se i numeri registrati nei primi mesi dovessero confermarsi nel tempo, la soluzione arbitrale potrebbe diventare uno strumento centrale nella gestione delle controversie assicurative, analogamente a quanto avvenuto negli anni per altri sistemi di risoluzione alternativa delle controversie in ambito bancario e finanziario.
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