Il settore assicurativo nel 2026: tra solidità finanziaria e miglioramento della customer experience


In un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche e fluttuazioni dei mercati energetici, il settore assicurativo nazionale dimostra una resilienza superiore alle attese. Se da un lato la stabilità macrofinanziaria del Paese rimane esposta a rischi internazionali, dall’altro le compagnie hanno saputo consolidare la propria posizione attraverso una gestione oculata degli attivi e un miglioramento dei flussi di cassa.
Oltre ai numeri puramente finanziari, emerge un dato sociale e operativo di rilievo: la capacità del settore di rispondere alle istanze dei clienti in tempi brevi, riducendo le frizioni e il contenzioso. Questa doppia anima — solidità del capitale e qualità del servizio — definisce il profilo di un mercato che ha superato le criticità post-pandemia e le anomalie legate agli eventi atmosferici estremi degli anni passati.
- Solidità Patrimoniale: il settore mantiene un indice di solvibilità medio del 258% e una redditività (ROE) del 14%, confermando la sua capacità di resistere a shock esterni.
- Fiducia nel Ramo Vita: si osserva una decisa ripresa della raccolta premi (+8%) e un crollo dei riscatti anticipati, segno di una rinnovata stabilità del risparmio assicurativo.
- Miglioramento del Servizio: i reclami dei consumatori sono in calo, specialmente nel ramo Vita (-15,4% per le italiane), con tempi di risposta alle istanze più rapidi e processi di liquidazione più efficienti.
Sommario
Solvibilità e gestione del rischio: i pilastri della stabilità
La Banca d’Italia ha pubblicato sul suo sito il Rapporto sulla stabilità finanziaria, il primo del 2026.
La fotografia del settore, scattata ad aprile 2026, mostra indici di patrimonializzazione estremamente rassicuranti. Il Solvency Ratio medio si attesta al 258%, garantendo una copertura delle passività ampiamente superiore ai requisiti minimi di legge. La struttura degli attivi rimane prudentemente orientata ai titoli di Stato (52% del totale), sebbene si noti un lieve incremento dell'esposizione azionaria, salita al 15%.
Un elemento di attenzione per i prossimi mesi è rappresentato dalle minusvalenze latenti sui titoli a reddito fisso, influenzate dal rialzo dei rendimenti seguito alle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, la redditività complessiva del settore rimane solida, con un ROE (Return on Equity) che ha raggiunto il 14% a fine 2025. Tale risultato è stato agevolato anche da misure normative specifiche che hanno permesso alle imprese di attenuare l’impatto delle oscillazioni temporanee di mercato sulla valutazione dei titoli in portafoglio.
Il rilancio della raccolta e la frenata dei riscatti
Secondo il rapporto della Banca d’Italia, Il 2025 ha segnato il definitivo ritorno alla crescita per la raccolta premi. Il comparto Vita ha registrato un incremento dell'8%, trainato anche dal ritorno in positivo del saldo netto dei prodotti unit-linked dopo un biennio di sofferenza. Ancora più significativo è il dato sui riscatti anticipati: il rapporto tra riscatti e premi è sceso drasticamente al 67%, contro il 77% del dicembre 2024. Questo rallentamento indica una ritrovata fiducia dei risparmiatori verso le polizze come strumento di investimento e protezione a lungo termine.
Anche il ramo Danni continua la sua espansione (+7%), beneficiando di una migliore efficienza tecnica. Il combined ratio, indicatore chiave che misura l’onerosità dei sinistri e delle spese di gestione rispetto ai premi raccolti, è migliorato scendendo al 93%.
Questa efficienza operativa si traduce in una maggiore capacità delle imprese di generare margini senza dover necessariamente aumentare la pressione tariffaria sugli assicurati.
Reclami in calo: la svolta nel comparto Vita
Oltre alle performance finanziarie, il 2025 ha evidenziato un miglioramento nel dialogo tra compagnie e assicurati. Il numero totale dei reclami ricevuti dalle imprese che operano in Italia è diminuito del 5,4% rispetto all'anno precedente.
Analizzando i diversi comparti, spicca la flessione registrata nel comparto Vita, dove le proteste dei consumatori sono diminuite del 15,4% per le imprese italiane e del 9,8% per quelle estere.
Sebbene la maggior parte delle lamentele resti concentrata nell'area RC Auto (47,5% del totale), il calo generalizzato dei reclami verso le compagnie nazionali (-9,5%) testimonia uno sforzo collettivo verso una maggiore trasparenza e chiarezza contrattuale.
Al contrario, le imprese estere hanno visto un aumento delle rimostranze (+15,3%), specialmente nei rami danni, evidenziando una differenza qualitativa nella gestione locale del cliente.
Efficienza liquidativa e gestione degli eventi atmosferici
Una delle ragioni principali del calo dei reclami è il riassorbimento delle criticità operative legate agli eventi atmosferici estremi del 2023. Quel periodo aveva causato una concentrazione anomala di sinistri che aveva messo sotto stress i processi di liquidazione nel 2024. Con il ritorno alla normalità operativa nel 2025, i tempi di risposta delle imprese si sono sensibilmente accorciati: la media è oggi di soli 21 giorni, meno della metà rispetto al termine massimo di 45 giorni stabilito dalla normativa vigente.
La qualità della gestione emerge anche dall'esito delle istanze: circa il 30% dei reclami viene accolto dalle compagnie, mentre l'8% si conclude con una transazione amichevole. Questo dimostra un approccio meno conflittuale e più orientato alla risoluzione del problema, un fattore determinante per la tenuta reputazionale dell'intero sistema assicurativo nel corso del 2026.
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