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Assicurazioni, 5 miliardi di liti irrisolte tra automobilisti e compagnie assicurative

Pubblicato il 02-02-2021 | Aggiornato il 25-03-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
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Assicurazioni versus automobilisti, storie che ancora troppo spesso vanno a finire nelle aule dei tribunali italiani.
Anche se le cause pendenti relative al ramo rc auto sono in calo (grazie anche alla pandemia da Coronavirus) resta ancora alta la cifra accantonata dalle compagnie assicurative per le liti ferme davanti a un giudice.

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È quanto emerge dall’ultimo bollettino dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che sottolinea come a fine 2019 le cause civili e penali ancora ferme nei tribunali sono oltre 220mila (221.453 per la precisione, ndr).

Certo, un numero in calo rispetto al 2018 e ancora di più rispetto al 2010, ma che comunque porta ad una cifra enorme accantonata dalle compagnie assicurative.

L’Ivass stima, infatti, riserve per 5,3 miliardi di euro che saranno usate, in buona parte, per risarcire gli automobilisti che hanno subito danni fisici o le loro famiglie in caso di persone morte in un incidente stradale.

Alla buona notizia che il numero di contenziosi è in costante riduzione purtroppo non corrisponde una diminuzione relativa ai tempi della giustizia che continuano ad essere ancora troppo lunghi. "L’elevato numero di cause pendenti, soprattutto quelle ultra-quinquennali, è dovuto alla elevata durata dei processi -scrive l‘Ivass nel suo bollettino - Questa determina forti disagi per i danneggiati e richiede l’accantonamento per un lungo periodo di risorse finanziarie per coprire il pagamento dei sinistri".

Tra le regioni in cui sono maggiormente concentrate le cause civili vi sono ancora la Campania (40,3%) - in particolare a Napoli (26%) - e il Lazio (13,3%) per un importo a riserva sinistri di 1,8 miliardi di euro. In particolare, in Campania sono oltre 84 mila le cause pendenti, di cui 54.340 solo a Napoli "dove si registra la maggiore incidenza a livello nazionale dei sinistri oggetto di approfondimento per rischio frode".

Sempre a fine 2019, risultano pendenti 1.927 cause penali, in diminuzione del 27,6% rispetto al 2018. L’importo a riserva è quasi esclusivamente riferito a contenziosi con danni a persona.

E il Covid non è stato d’aiuto, anzi, si può dire sia stata una grande occasione persa. Nonostante, infatti, durante i mesi di lockdown siano diminuiti gli incidenti stradali di circa il 30,5% (dati, questi, della Polizia Stradale, ndr) viste le restrizioni nei movimenti, non si è riusciti a smaltire le moltissime cause in corso. E questo perché anche i tribunali hanno lavorato ad un ritmo più lento non riuscendo di conseguenza a chiudere i tanti, troppi, contenziosi ancora aperti e che quindi sono slittati al 2021.

Lo stop, o comunque il rallentamento dei tribunali ha, dunque, allungato le tempistiche per ottenere i risarcimenti, che già in tempi normali non erano proprio veloci.

Tante liti pendenti, dunque, che ingolfano la macchina della giustizia ma che a loro volta generano un valore di riserva che influisce sul costo del premio annuale dell’assicurazione. "Il lento smontamento del contenzioso pendente di fatto penalizza i danneggiati – sottolinea l’Istituto di vigilanza - gli assicurati, le imprese e l’amministrazione della Giustizia. Per questa ragione l’Ivass ha effettuato nel tempo un monitoraggio sulle imprese, che ha concorso a produrre una maggiore sensibilità del mercato al governo del fenomeno del contenzioso assicurativo e alla sua deflazione."

Ma perché gli automobilisti e le compagnie assicurative litigano?

Le cause di litigio tra compagnie e assicurati vertono di solito sulla "responsabilità di chi ha causato il sinistro" e sulla "quantificazione del danno", spiega l’Ivass a Facile.it.

Le cause pendenti al 31 dicembre 2019, per la stragrande maggioranza, hanno per oggetto danni alla persona.

Con riferimento al 2019 (dati che troviamo sul bollettino sul contenzioso), le compagnie hanno posto a riserva, a fronte del contenzioso civile di I grado, circa 4,7 miliardi di euro, di cui 3,8 miliardi di euro (81%) riguardano proprio le cause con danni alla persona.

Per le cause civili di II e III grado, le compagnie hanno posto a riserva 423 milioni di euro, di cui 370 milioni di euro (87%) riferibili sempre a cause con danni alla persona.

La transazione tra le parti è lo strumento più utilizzato per risolvere le cause

Nel 2019, il 59% del valore delle cause civili di I grado è stato chiuso con transazione. Per il 32% con soccombenza dell'impresa e per l'8,7% con esiti favorevoli all'impresa; il numero delle cause con rinuncia agli atti di giudizio, ad esito delle attività antifrode svolte dalle imprese, è stato del 14%.

"I dati sul contenzioso evidenziano una significativa conflittualità nel settore dell’assicurazione obbligatoria r.c. auto e natanti" sottolinea l’Ivass.

Ciò ha determinato un elevato numero di cause pendenti, soprattutto di quelle che superano i cinque anni, che finiscono per incidere sulle tasche dei consumatori in quanto incidono "anche sul livello dei premi attuali, influenzati negativamente dai ritardati pagamenti sui sinistri degli anni precedenti e dal potenziale ritardo nell’applicazione al responsabile del sinistro del malus", l’indicatore della classe di rischio.

E a ciò bisogna aggiungere il fatto che non sempre chi protesta si vede accogliere il suo reclamo.

Tempi lunghi anche nel settore penale dove però si ricorre meno rispetto a quello civile. Per il contenzioso penale, infatti, nel 2019 sono complessivamente circa 2 mila le cause pendenti per le quali le compagnie hanno previsto a riserva 250 milioni, di cui 236 milioni relativi a cause con danni a persona (94% del totale).

Quasi la metà, dunque, rispetto a quelle relative a cause civili. Anche le cause penali, così come quelle civili, risultano in calo rispetto all’anno precedente ma continuano a presentare tempi lunghi di chiusura. Al giudice penale, infatti, si ricorre quasi esclusivamente per contenziosi con danni a persona.

Insomma un vero e proprio "tesoretto" è bloccato. Per garantire il buon funzionamento del sistema assicurativo e la tutela dei consumatori sono sempre più le associazioni degli utenti che chiedono di ragionare su incentivi fiscali alle compagnie per convincerle a liquidare le somme dovute, soprattutto in quelle cause in cui i precedenti sono favorevoli ai clienti. In questo modo potrebbe diminuirebbe il carico per i tribunali e aumentare allo stesso tempo la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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