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Conti correnti, quanti se ne possono avere?

8 ago 2022 | 6 min di lettura | Pubblicato da Giusy I.

conti expert speaks quanti conti correnti si possono avere

Le famiglie italiane, spesso per forza di cose, sono diventate più attente al bilancio domestico, alle entrate e alle uscite dal proprio portafoglio. Tra crisi economica e impennata dell’inflazione è diventato, infatti, sempre più difficile tenere sotto controllo (e in attivo) il proprio conto corrente.

Di fronte a scenari economici e politici tutt’altro che rassicuranti, gli italiani continuano, comunque, a risparmiare, cercando di tutelare quanto più possibile i propri guadagni. Esistono dei modi per tutelarsi?

Uno di questi è sicuramente l’apertura di un secondo conto corrente. Molti penseranno che ciò equivalga a raddoppiare le spese. Non sempre è così e a volte i vantaggi superano gli svantaggi. Vediamo perché

Conti Correnti: trova il più vantaggioso

Cos’è il conto corrente

Cominciamo con il ricordare che cosa è un conto corrente, o spesso abbreviato come C/C. Si tratta di un importante strumento finanziario fornito dalle banche con cui possiamo effettuare diverse operazioni: ricevere lo stipendio o la pensione, gestire i propri risparmi mettendoli al sicuro da eventuali furti, effettuare pagamenti ed eventualmente investimenti. Il più delle volte è necessario aprire un C/C, in quanto è l’unico modo per ricevere, ad esempio, un mutuo, un finanziamento o l’accredito dello stipendio o la pensione. Sono diversi i casi in cui è preferibile avere anche un secondo conto corrente. Vediamo quali.

Cosa dice la legge

Cominciamo rispondendo ad un interrogativo che spesso si pongono in tanti. Si può avere intestati più conti correnti? Certo! La legge non pone limiti! Si può essere titolari di un conto corrente sia presso la stessa banca che in istituti diversi. Non c’è un limite massimo.

Quando aprire un secondo conto corrente

Le motivazioni possono essere differenti e le più disparate. Per esempio, gli imprenditori sono obbligati a disporre di un secondo conto corrente in quanto devono differenziare la gestione familiare da quella aziendale sulla quale possono esserci dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le attività professionali, invece, non hanno quest’obbligo, tuttavia è preferibile distinguere i conti in modo da poter rispondere prontamente ad eventuali richieste di chiarimento da parte del Fisco. Magari si può decidere di utilizzare un secondo conto corrente per accantonare i risparmi, oppure aprire il conto in un altro istituto in modo che non tutti siano a conoscenza della propria storia patrimoniale. A volte l’apertura di un nuovo conto corrente è “obbligato” dallo stesso istituto di credito per la richiesta di un finanziamento.

Bail-in

Aprire più conti correnti può avere anche un doppio scopo e cioè voler proteggersi (in caso di depositi elevati) da un eventuale fallimento del proprio istituto di credito. I depositi, infatti, sono garantiti dal FITD ( Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) fino a 100mila euro.

Aprire un secondo conto corrente può far sì che su ciascun C/C non si raggiungano i 100mila euro evitando, così, le conseguenze della norma sul bail-in delle banche, ossia un prelievo forzoso finalizzato al salvataggio dell’istituto di credito se questo dovesse trovarsi in difficoltà.

Banca d’Italia, infatti, fa sapere che "la soglia di protezione di 100mila euro è calcolata sull'ammontare riferibile a ciascun singolo depositante per singola banca, indipendentemente dal numero di depositi a suo nome presso di essa".

Ciò vuol dire che se un correntista ha due depositi presso la stessa banca (rispettivamente di 100mila e 50mila euro, per un totale di 150mila euro), l'ammontare protetto sarà pari a 100mila euro; la parte eccedente (in questo caso pari a 50mila euro) potrà essere assoggettata a bail-in.

Se, invece, si hanno due depositi, rispettivamente di 100mila e 120mila euro, presso due diverse banche (poste in liquidazione o risoluzione), la protezione coprirà tutti e due i depositi fino a 100mila euro; il bail-in si applicherà solo al secondo deposito, per la parte che supera i 100mila euro, ossia 20mila euro.

Accredito stipendi e pensioni

La legge dispone che devono essere versati su conto corrente bancario o postale tutti gli stipendi o le pensioni oltre i mille euro.

Anche in questo caso, comunque, si è liberi di poter scegliere di aprire un secondo conto corrente per altre attività o per questioni personali.

Un vantaggio importante in questi casi si può avere in caso di pignoramento del conto corrente. Per i lavoratori dipendenti, infatti, se il conto viene usato solo per l’accredito dello stipendio, sono previsti dei limiti per garantire un ‘minimo vitale’ per soddisfare le proprie esigenze giornaliere.

Imposta di bollo

I conti correnti prevedono un’imposta di bollo annuale di 34,20 euro per giacenze uguali o superiori a 5mila euro, aprirne un secondo consente di ridurre la giacenza media così da non pagare, appunto, l’imposta di bollo annuale.

In famiglia

Al conto corrente personale nelle famiglie viene sempre più scelto di avere anche un secondo conto cointestato da utilizzare, spesso, per le spese domestiche e per gestire meglio le entrate e le uscite. Avere più conti, separando i risparmi dalle spese correnti, aiuta, quindi, a tenere più facilmente traccia delle uscite e migliora la gestione delle proprie finanze. Se si possiede un conto cointestato è, dunque, utile averne uno personale. E’, comunque, bene sapere che i risparmi presenti vengono divisi al 50% in caso di due cointestatari. Inoltre, un secondo conto può essere un utile ‘salvadanaio’ dove depositare i soldi per far fronte a spese fisse e non rischiare di ritrovarsi sprovvisti al momento del pagamento.

Investimenti

Avere un secondo conto corrente può essere utile per gestire più comodamente i titoli di credito ed eventuali altri investimenti. Dunque, un conto da utilizzare esclusivamente per i propri investimenti. Inoltre, bisogna anche tener presente che avere un secondo conto con diverse caratteristiche rispetto al primo può consentire di avere un più ampio ventaglio di operazioni disponibili.

Acquisti online e in viaggio

Infine, è consigliabile possedere un conto corrente sul quale vengono depositati dei fondi destinati esclusivamente agli acquisti online o da utilizzare mentre si viaggia, in modo da mettersi al sicuro da eventuali truffe. Ancora, un rischio che accade più spesso di quanto possiate immaginare: potrebbe capitare di perdere, mentre si è in viaggio, una carta di credito. In caso di secondo conto si avrebbe subito a disposizione quella legata al secondo conto.

Conviene avere più conti correnti?

Un limite al numero di rapporti bancari, come abbiamo detto, non c’è. Ciò che bisogna considerare è, dunque, la convenienza nell’avere più conti correnti intestati. Quanto conviene alle nostre tasche?

Già possedere un conto corrente significa dover sostenere delle spese: quelle di gestione e l’imposta di bollo. Avere due conti significherebbe raddoppiare le spese. Non è sempre detto. Spesso alcuni istituti prevedono bonus all'ingresso. Sicuramente si tratta di una ulteriore motivazione per aprirne un secondo.

Avere due conti con caratteristiche diverse, inoltre, può permettere di fare operazioni diverse in modo più economico.

Da un punto di vista fiscale l’apertura di diversi conti correnti non comporta spiegazioni mentre potrebbero essere richiesti chiarimenti riguardo bonifici ricevuti o versamenti di contanti. In caso di anomalie potrebbe anche scattare un accertamento fiscale. Ma questo è quello che può accadere normalmente anche con un solo conto corrente. Inoltre, anche i dati di un eventuale secondo conto corrente saranno rintracciabili.

Oltre all’Agenzia delle Entrate, infatti, le informazioni presenti nell’Anagrafe dei rapporti finanziari possono essere consultate anche dai privati in caso di una procedura giudiziale di recupero crediti. In questo caso questi soggetti possono avere accesso all’archivio dopo il consenso da parte del Tribunale. Questa operazione sarà autorizzata dopo la notifica dell’atto di precetto al debitore.

Sarà, dunque, possibile, attraverso l’Anagrafe dei rapporti finanziari, conoscere i numeri di conto corrente e gli istituti di credito presso cui si trovano. Con questo accertamento, comunque, non verrà resa nota la giacenza.

Autore
giusy-iorlano

Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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