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Investire sui BTP: un mini-vademecum per i risparmiatori

18 ott 2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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La corsa agli acquisti degli ultimi Buoni del Tesoro poliennali (BTP Valore) conferma che gli italiani sono interessati a investire comprando i titoli di Stato tricolori. 

In particolare, l'ultima emissione è risultata particolarmente interessante grazie a una novità introdotta. Ma quanto rendono e, soprattutto, quando conviene acquistarli? 

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Cittadini e creditori

Di certo, lo Stato ci conta. Perché è preferibile essere debitori dei propri cittadini, che tendono a conservare i titoli di stato fino alla scadenza, piuttosto che di creditori stranieri, pronti a riscuotere in qualsiasi momento. Tanto più che lo Stato è indebitato: a giugno 2023 il debito pubblico era di 2.840 miliardi di euro.

Oltre 17 miliardi

Fatto sta che l’ultima emissione - BTP Valore - proposta tra il 2 e il 6 ottobre 2023, è apparsa particolarmente interessante. Infatti sono stati raccolti 17.190,004 milioni di euro (18,19 miliardi nelle vendita precedente).

L’offerta, riservata (da un minimo di 1.000 euro) solo ai piccoli risparmiatori, prevede il tasso minimo al 4,10%. Inoltre per la prima volta gli interessi saranno pagati con cedole trimestrali invece di semestrali, in base a tassi prefissati e crescenti.

Cinque anni

Inoltre questo BTP dura un anno in più (5 in tutto) rispetto a quello precedente. Sul rendimento è applicata la solita tassazione agevolata per i titoli di Stato (12,5%) e l’esenzione dalle imposte di successione. 

Infine, offre un premio extra finale a chi lo terrà fino alla scadenza (seconda settimana di ottobre 2028), sebbene si possa vendere prima il buono (senza premio).

Diversificare il portafoglio

Quindi è bene investire in questo modo? Ne scrive su WallStreetItalia il consulente finanziario Alessandro Busnelli: "Non è un cattivo investimento, ma deve essere portato avanti con moderazione". In quale modo? Busnelli sostiene che "la regola numero uno è diversificare il portafoglio anche su altri titoli di Stato europei e americani, e obbligazioni societarie europee e americane. Ma soprattutto, è fondamentale non investire mai in BTP con una percentuale superiore al 10% del proprio patrimonio".

Le obbligazioni

Questo perché ci sono "centinaia di società e aziende che hanno obbligazioni con rendimenti nettamente migliori rispetto a quelli dello Stato italiano", quindi "puntare su un ETF obbligazionario societario si può considerare una scelta più efficiente rispetto all’investimento sul singolo BTP, ma avere un BTP nel proprio portafoglio è utile alla diversificazione del portafoglio".

I rendimenti

È opportuno ricordare che ​​le obbligazioni (bond in inglese) sono titoli di debito emessi da società o enti pubblici allo scopo di raccogliere direttamente tra i risparmiatori (a condizioni più convenienti rispetto ai prestiti bancari) capitali da investire

Mentre un ETF obbligazionario è un fondo che investe su un determinato indice obbligazionario, cercando di replicarne i rendimenti (le quote possono essere acquistate e vendute in Borsa, come se fossero azioni).

I conti deposito

Sul Corriere Economia, Gabriele Petrucciani segnala che, per "chi ha la possibilità di bloccare i propri capitali per un periodo di tempo medio-lungo", una valida alternativa può essere il deposito vincolato: "Negli ultimi mesi, il mercato ha aggiornati i tassi attivi offerti alla clientela e sui 5 anni si arriva anche al 5,4% lordo (4% netto)". Scegliendo scadenze più lunghe - 10, 15 e 20 anni - si può arrivare, rispettivamente, al 5%, 6% e 7% di interessi.

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