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Come evitare le tasse sui conti correnti bancari fra i 5 e 15 mila euro

Gli italiani mediamente tengono sul proprio conto corrente 18.000 euro e, in totale, secondo gli ultimi dati forniti dall'Associazione Bancaria Italiana, sono depositati 1.600 miliardi.

Però non tutti si rendono conto del fatto che quei soldi non solo non rendono nulla, ma vengono gradualmente erosi da varie spese, addebitate da banche e fisco, oppure dall'inflazione, per quanto sia bassa (ad Agosto 2020 intorno allo 0,6% su base annua).

Zero spese

Alcune spese sono evitabili con qualche accorgimento: è il caso, soprattutto, dell'imposta di bollo di 34,20 euro, che si paga per legge sulle giacenze medie annuali che superano i 5.000 euro. Mentre altre spese addebitate dalle banche si possono schivare scegliendo, su siti di comparazione come Facile.it, i conti online che sono davvero - se si sta attenti - senza spese (si aprono in pochi minuti sul web), visto che quelli ordinari possono costare, a una famiglia media, più 100 euro l'anno.

La giacenza media

Dedichiamoci all'imposta di bollo. Prima di tutto, occorre avere chiaro che cosa si intende per giacenza media. Calcolarla non è difficile: si utilizzano i dati inclusi in un periodo prestabilito che, quasi sempre, coincide con l'anno solare (1 gennaio - 31 dicembre); dopodiché si calcola una media ponderata delle somme depositate o prelevate dall'intestatario. In sostanza, le banche comunicano all'Agenzia delle Entrate la giacenza media, dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365 (i giorni dell'anno). Queste si deducono dal saldo attivo/passivo in un determinato giorno (in caso di un saldo negativo, il valore da attribuire è zero).

Gli escamotage legali

Come evitare di pagare quei 34,20 euro? Se siete tra coloro che conservano sul conto una cifra intorno a quella media citata, ci sono alcuni escamotage che consentono di risparmiare senza, ovviamente, violare la legge. Per esempio, se avete sul conto 9.000 euro, potete aprirne un altro, tra quelli a zero spese, sui cui depositare la metà, in modo da scendere in entrambi i casi sotto i 5.000. In alternativa, si può investire l'importo che supera i 5.000 euro in buoni postali o titoli di Stato a breve termine, sui quali si paga un'imposta compensata dal piccolo rendimento (inesistente sui conti correnti). Chi arriva ai 15.000 euro depositati, può distribuirli su 3 conti, di quelli senza spese; oppure può investire nei vari modi consigliati prima la somma eccedente i 5.000.

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pubblicato da il 14 settembre 2020

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