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Taglio IRPEF e sconti fiscali su aumenti e premi: cosa cambierà in busta paga nel 2026

8 gen 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Carmela Di Matteo

donna sorridente con documento

Con l'ultima Legge di Bilancio, sono entrati in vigore diverse importanti novità fiscali per i lavoratori e pensionati: tra queste, rientrano ad esempio la detassazione dei premi di produttività, il taglio dell'IRPEF, la riduzione delle imposte su aumenti contrattuali e lavoro notturno. 

Le misure, destinate a ridurre il cuneo fiscale e aumentare il reddito netto, impattano su milioni di contribuenti: spieghiamo, dunque, come funzionano e chi ne beneficia.

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Cosa cambia con il taglio IRPEF nel 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio modifica la struttura dell’IRPEF per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio:

  • l’aliquota del secondo scaglione IRPEF (che si applica alla parte di reddito tra 28.000 € e 50.000 € lordi) scende dal 35% al 33%
  • le altre aliquote rimangono invariate (23% per il primo scaglione e 43% per il terzo).

Gli scaglioni IRPEF dopo l'ultima Legge di Bilancio

Reddito imponibile annuo (€) Aliquota IRPEF fino al 2025 Aliquota IRPEF dal 2026
0 – 28.000 23% 23%
28.001 – 50.000 35% 33%
Oltre 50.000 43% 43%

Effetti concreti sulla busta paga

La riduzione dell’aliquota significa più netto in busta paga per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati. Secondo le simulazioni, chi nel 2026 avrà un reddito di 50.000 € può beneficiare di un risparmio fiscale fino a circa 440 € annui rispetto alla situazione precedente, con effetti positivi sulla capacità di spesa e sul risparmio familiare.

L’entità dell’effetto dipende naturalmente dal profilo reddituale: più elevato è il reddito nel secondo scaglione, maggiore sarà il beneficio netto percepito.

Aumenti contrattuali tassati al 5%

Un'altra importante novità riguarda gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi. Gli aumenti corrisposti nel 2026, se derivanti da contratti firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, saranno tassati con un’imposta sostitutiva del 5%, sostituendo Irpef e addizionali regionali e comunali. 

La misura riguarda i lavoratori del settore privato che nel 2025 hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro. È prevista la possibilità di rinuncia scritta da parte del lavoratore, qualora preferisca applicare il regime ordinario. 

Detassazione premi di produttività: come funziona

L'ultima Legge di Bilancio ha introdotto anche una forte agevolazione fiscale sui premi di produttività erogati ai lavoratori dipendenti: i premi di produttività verranno tassati con una imposta sostitutiva dell’1% (invece del regime ordinario IRPEF). Il limite massimo agevolabile è 5.000 € lordi annui per lavoratore.

L’agevolazione si applica ai lavoratori con reddito complessivo annuo non superiore a 80.000 €.

Premi di produttività dopo l'ultima Legge di Bilancio

Elemento Regime precedente Regime 2026‑2027
Aliquota fiscale sui premi 5% (precedente agevolato) 1% imposta sostitutiva
Limite agevolabile 3.000 € circa 5.000 €
Reddito massimo lavoratore variabile ≤ 80.000 €

Turni, notti e lavoro festivo tassati al 15%

Per il solo periodo d’imposta 2026, le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per il lavoro a turni potranno beneficiare di una tassazione agevolata al 15%, entro il limite di 1.500 euro annui. La misura si applica ai lavoratori del settore privato con reddito 2025 fino a 40.000 euro, e non riguarda i compensi che sostituiscono la retribuzione ordinaria. Anche in questo caso, è prevista la possibilità di rinunciare al regime agevolato.

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