In arrivo l'euro digitale: la moneta elettronica dell'EU

In arrivo l'euro digitale: la moneta elettronica dell'EU

La strada verso l’euro digitale è aperta. Con quali opportunità e rischi?

La Commissione europea e la Banca centrale (BCE) stanno analizzando le questioni politiche, giuridiche e tecniche legate all’eventuale introduzione di questa valuta.

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Che cos'è

Sul sito della BCE si legge che sarebbe come le banconote, ma in forma digitale: una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema (la BCE e le banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro) accessibile a tutti, cittadini e imprese. L’Eurosistema continuerà ad assicurare a tutti i cittadini dell’area dell’euro accesso al contante. Un euro digitale affiancherebbe il contante senza sostituirlo, amplierando la scelta su come pagare e rendendo più facile farlo, contribuendo all’accessibilità e all’inclusione.

La consultazione nell'UE

Come scrive Roberto Culicchi (consulente di DWF, fornitore globale leader di servizi legali e commerciali integrati) su Agendadigitale.eu, la consultazione aperta dalla Commissione Europea mira a raccogliere opinioni sul ruolo dell’euro digitale nei pagamenti al dettaglio e nell’economia digitale dell’UE, sul suo impatto sul settore finanziario e sulla stabilità finanziaria, nonché sugli aspetti relativi alle norme antiriciclaggio e alla protezione dei dati.

No agli effetti indesiderati

L'obiettivo, dichiarato già nel Luglio 2021 dalla presidente della BCE Christine Lagarde, è quello di assicurare che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma di moneta più sicura: la moneta della banca centrale. Inoltre, si vogliono prevenire attività illecite e scongiurare effetti indesiderati sulla stabilità finanziaria e sulla politica monetaria. Una proposta di legge dovrebbe essere pronta entro i primi mesi del 2023.

Quali sono i timori

Nell'UE - scrive Culicchi - si teme che, qualora una parte consistente dei depositi nell’area dell’euro fosse denominata in valute digitali emesse e controllate da multinazionali private, con legami deboli con la nostra valuta, la sovranità monetaria, finanziaria e normativa europea potrebbe essere indebolita. Inoltre il diffondersi di strumenti di pagamento innovativi che fanno leva sull’utilizzo di tecnologie controllate da operatori non bancari esporrebbe il sistema a forti minacce esterne, incluse quelle informatiche.

I naturali punti di sbocco

Culicchi però sottolinea che Fabio Panetta - membro del Comitato esecutivo della BCE e presidente della task force dell’Eurosistema - ha sostenuto recentemente: I pagamenti online e nei punti di vendita fisici, così come quelli da persona a persona, rappresentino i naturali punti di sbocco per l’impiego di un euro digitale. Potrebbe poi essere utilizzato per i pagamenti da/o verso le amministrazioni pubbliche, ad esempio per erogare prestazioni sociali o per versare le imposte.

Maggiore autonomia europea

Il consulente di DWF sostiene poi che con l'euro digitale si garantirebbe una maggiore autonomia europea a livello di transazioni finanziarie transnazionali che l'Europa da anni va cercando e che potrebbe essere soddisfatta proprio dalla creazione di una valuta digitale emessa dall’UE. Non va infatti dimenticato che oggi una larga maggioranza delle transazioni transnazionali avviene ancora in dollari USA.

Un'opportunità da non perdere

In conclusione, secondo Culicchi, con l'adozione di giuste precauzioni l'Europa non potrà non cogliere l'opportunità offerta dalla creazione di un euro digitale. Non farlo potrebbe infatti significare voler rinunciare a priori a rivestire un ruolo attivo nella configurazione di un nuovo sistema finanziario che è probabilmente destinato ad avere effetti profondi sull’intera società.

Il ruolo di Usa e Cina

Altrove cosa succede? Gli Stati Uniti non hanno ancora chiarito pubblicamente la loro linea. Mentre in Cina la questione è sul tappeto dal 2014, quando la banca centrale ha cominciato a studiare il bitcoin. Lo yuan digitale, detto e-CNY, è già usato in alcune regioni della Cina; alla fine del 2021, oltre 260 milioni di cinesi avevano conti in e-CNY, con transazioni totali arrivate quasi al valore di 12 miliardi di euro.

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pubblicato da il 16 maggio 2022

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