Sostituzione dell'olio del cambio: quando effettuarla e come eseguirla nella maniera corretta

Il funzionamento corretto e ottimale di un’auto richiede l’intervento di innumerevoli componenti, meccaniche ed elettriche, alcune delle quali si servono di un apposito liquido con determinate qualità per poter svolgere il loro lavoro con la massima efficienza. Tuttavia, la vita di queste sostanze non è infinita, e a lungo andare, il trascorrere del tempo e l’usura ne determinano il deterioramento e la perdita delle caratteristiche che li rendono così fondamentali.

Tra questi liquidi, troviamo anche l’olio del cambio che, esattamente come tutti gli altri, va incontro a questo processo di decadimento (sebbene in maniera molto più lenta e graduale rispetto, ad esempio, all’olio motore) e necessita, quindi, di essere sostituito. In questo articolo cercheremo proprio di capire quando occorre eseguire questa sostituzione per evitare che il veicolo possa riportare dei danni, e come operarla.

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Sommario

Sostituzione dell’olio del cambio: quando è il momento

Quella della sostituzione dell’olio del cambio è un’evenienza cui molti automobilisti non pensano, perché la maggior parte delle volte l’attenzione ricade sui liquidi che devono essere cambiati più di frequente, per via della rapida perdita di qualità che subiscono. In effetti, si tratta di un intervento considerato di manutenzione straordinaria, anche perché, grazie al miglioramento degli standard dei prodotti commerciali, oggi le vetture moderne (come quelle che si possono trovare navigando su una qualsiasi pagina di offerte auto, come la seguente: https://www.facile.it/auto/risultati.html) dispongono di componenti molto meglio progettati e realizzati, che in sé sono meno predisposti a una facile usura. Lo stesso si dica per i liquidi che scorrono nei circuiti delle auto. Motivo per cui, nei cambi manuali delle macchine odierne, il cambio dell’olio non viene nemmeno considerato.

In effetti, se un possessore di una vettura a cambio manuale consultasse il libretto di manutenzione della propria auto, molto probabilmente non troverebbe nessuna indicazione in merito alla sostituzione dell’olio del cambio, a meno che non si presentino delle perdite o situazioni particolari, ad esempio una trasmissione che produce dei forti rumori. Il discorso cambia, invece, per le auto con cambio automatico. In questi casi, vengono fornite dalla casa produttrice delle istruzioni ben precise che, solitamente, invitano a effettuare il cambio almeno ogni 80mila chilometri percorsi. La differenza di trattamento origina dal funzionamento di questi due tipi di trasmissione: il cambio automatico è un sistema più sofisticato che, funzionando sempre allo stesso regime e grazie a movimenti molto limitati, necessita di maggiori attenzioni e di un monitoraggio costante, oltre che di poter contare sul perfetto funzionamento di ogni sua parte, incluso il lubrificante. Infatti si serve dell’ausilio del convertitore di coppia (un meccanismo che si appoggia alla coppia del motore per controllare il cambio di marcia), fatto che rende irreversibile un eventuale malfunzionamento. Ciò significa che, quando non si riesce a inserire un rapporto, non c’è modo di rimediare manualmente (al contrario, con il cambio manuale, sulle macchine datate, si poteva ricorrere alla doppietta per sopperire a una frizione capricciosa).

Olio del cambio: come effettuare la sostituzione

Quando si presenta la necessità effettiva di intervenire con la sostituzione dell’olio del cambio, ecco che entra in gioco un’ulteriore differenza rispetto a quella che si opera sull’olio motore: se quest’ultima si rivela piuttosto semplice anche per i non addetti ai lavori, la prima non lo è altrettanto e, anzi, richiede una manodopera professionale. Quindi è caldamente consigliato di non prendere l’iniziativa di provare ad eseguire in autonomia questa operazione se non si è esperti, perché sussiste il rischio di provocare al veicolo dei danni che potrebbero pesare anche gravemente sulle proprie tasche. In ogni caso, di seguito viene descritta la procedura da seguire su una macchina a cambio manuale.

Il primo passo rivela già le difficoltà dell’operare da soli, in quanto consiste nel sollevare la macchina, per fare ciò occorre un ponte, attrezzo che difficilmente si trova in una comune cantina. Una volta posizionato il veicolo, occorre scaricare l’olio esausto: quindi bisogna trovare il tappo, posto nella parte inferiore della scatola del cambio, e svitarlo. Quando tutto il vecchio lubrificante è stato asportato, basta riavvitare il tappo e cercare l’altro dado, che invece si trova in corrispondenza della porzione superiore della scatola del cambio, svitare anche questo e riempire il recipiente con il liquido nuovo.

Per quanto concerne le vetture a cambio automatico, richiedere la prestazione di un meccanico professionista presso un’officina autorizzata diventa obbligatorio. Prima di tutto, a differenza della scatola del cambio manuale, il cambio automatico non è altrettanto facile da individuare. Il suo aspetto può variare tantissimo in base allo specifico modello di veicolo, e soprattutto di incorre in un’ulteriore complicazione: è necessario lavare gli ingranaggi. Quindi, in questo caso, il semplice svuotamento del recipiente che viene poi colmato di liquido nuovo, non è sufficiente, in quanto occorrono altre operazioni intermedie estremamente delicate per chi non è un esperto: lo smontaggio del cambio e la pulizia. Tali passaggi sono essenziali per evitare che l’impianto subisca dei danni che potrebbero essere provocati da residui metallici che inevitabilmente si formano per via del continuo attrito tra le ruote dentate. Queste azioni possono essere portate a termine in modo efficace e privo di rischi soltanto da professionisti che possiedono le adeguate competenze e la specifica attrezzatura.

Scegliere l’olio giusto per la propria auto

Un altro aspetto importante da tenere presente, se si decide di effettuare la sostituzione dell’olio del cambio in autonomia, riguarda la scelta del prodotto da immettere nel recipiente. Infatti, prima di andare a colpo sicuro su un determinato tipo di lubrificante, occorre tenere presente che queste sostanze non si acquistano indifferentemente, in quanto ci sono delle tipologie di olio adatte a determinati veicoli e non ad altri. Bisogna quindi, prima di tutto, assicurarsi che l’articolo selezionato sia compatibile con il modello della propria macchina.

In commercio esiste una sigla specifica che identifica l’olio del cambio, ovvero GL. Questa poi viene seguita da un numero, che può variare tra 1 e 5, indicativo del grado di viscosità (crescente man mano che aumentano i numeri) del lubrificante. L’unico modo di orientarsi è quello di consultare il libretto di manutenzione della propria auto per verificare con quali liquidi ci sia compatibilità. Ci sono, inoltre, delle regole generali che si possono tenere a mente per maggiore facilità. Ad esempio, non bisogna mai immettere un olio con viscosità minore di quella richiesta, ad esempio un GL-3 in un cambio che richiede un lubrificante GL-4 o GL-5, poiché aumenterebbe l’attrito tra le diverse componenti, sottoponendole a un processo di usura e degrado più rapido. Allo stesso modo, non bisogna mai utilizzare un GL-5 al posto di un GL-3, perché risulterà più probabile uno slittamento delle marce.

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