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Come capire che la cinghia di distribuzione deve essere sostituita

La cinghia di distribuzione assicura il perfetto funzionamento dell’intera struttura del motore, e rappresenta quindi una componente fondamentale del cuore di qualsiasi automobile. D’altro canto, una sua eventuale rottura può causare dei gravi danni ad altri elementi, tra i quali la pompa dell’acqua o le valvole, e questo comporterà, inevitabilmente, di dover sostituire l’intero propulsore. Si capisce perciò facilmente quanto sia importante tenere monitorato lo stato di salute della cinghia, ed essere in grado di capire quando è il momento di sostituirla per anticiparne il deterioramento. Questo significa anche che si tratta di un componente fondamentale da monitorare nel caso di acquisto o di valutaizione di auto usate. Di seguito cercheremo proprio di fornire una trattazione completa a questo argomento, oltre a fornire qualche consiglio che potrebbe rivelarsi utile.

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Sommario:

Il ruolo fondamentale della cinghia di distribuzione

Innanzitutto, illustriamo meglio il ruolo preciso che riveste questo elemento che abbiamo definito di primaria importanza, vedendo come si colloca all’interno dell’anatomia del motore e del suo funzionamento.
Si tratta di una componente in materiale plastico, elastico abbastanza da poter resistere al continuo stress al quale è sottoposta. Infatti, gli sbalzi improvvisi e drastici di temperatura che deve sopportare sono continui, e deve mantenersi in costante tensione.

La funzione della cinghia, infatti, è quella di stabilire e mantenere una sincronia tra l’albero motore e l’albero a camme, che si muovono a ritmi diversi (precisamente, il primo alla metà della velocità dell’altro). Il secondo è il responsabile della regolazione del movimento di pistoni e valvole e, talvolta, anche dell’entrata in funzione della pompa dell’acqua, che assolve il compito del raffreddamento del motore.

Si tratta quindi di un ruolo di rilievo che la cinghia assolve all’interno del propulsore, e questo giustifica perché la sua lacerazione provochi nella quasi totalità dei casi dei danni davvero ingenti, quali la rottura delle valvole e dei pistoni, quella dell’albero motore e, a volte, anche quella della pompa dell’acqua. Oltre al pericolo che un danno improvviso di questa entità può provocare, la diretta conseguenza sarà un conto davvero salato da pagare al meccanico. Questa prospettiva rappresenta un ulteriore deterrente per prestare la dovuta attenzione allo stato di salute della cinghia di distribuzione, per evitare di incappare in una spesa stellare e correre inutili rischi.

La soluzione migliore per evitare tutto ciò è quella di attenersi scrupolosamente alle istruzioni elargite dalla casa produttrice del veicolo che guidiamo.

Come capire quando cambiare la cinghia di distribuzione

È possibile trovare tutte le indicazioni di cui si ha bisogno per mantenere in sicurezza la propria esperienza di guida e l’integrità della cinghia di distribuzione della propria vettura semplicemente consultando il libretto di manutenzione, ricevuto insieme all’auto al momento del suo acquisto. In passato, infatti, le case produttrici installavano sui loro veicoli le cosiddette cinghie rumorose che, una volta raggiunto uno stato di usura al limite, avvertivano il conducente che era giunto il momento della sostituzione.
In ogni caso, anche se ogni casa automobilistica fornisce le sue linee guida, generalmente si possono stabilire dei parametri grossomodo universali: la cinghia andrebbe cambiata ogni 5-6 anni circa, e più o meno dopo aver percorso tra i 100mila e i 180mila chilometri.

Si tratta quindi di un organo sicuramente più delicato della catena di distribuzione, e infatti le differenze tra cinghia e catena di distribuzione sono da ricercare nella resistenza meccanica e nella durata della catena, maggiori, ma anche nei costi della cinghia, assolutamente più bassi rispetto alla controparte metallica.

Cinghia di distribuzione usurata: quali sono le principali cause

Se non sottoposta a cadenzati controlli (circa ogni 30mila chilometri) e alla sostituzione nei momenti opportuni, la cinghia di distribuzione può facilmente andare incontro ad un progressivo deterioramento, al quale possono contribuire diversi fattori. Tra di essi, particolarmente insidiosi possono essere dei corpi estranei che creano delle irregolarità nella sua tensione. Un elemento da tenere in considerazione sono le pulegge: se non sono allineate correttamente o sono danneggiate, è facile che insorgano problemi riguardanti la cinghia. È inoltre necessario verificare che i cuscinetti tendicinghia non siano rovinati. Infine, un altro fattore critico può essere un eccessivo surriscaldamento del motore.

Sottoponendo la cinghia a screening periodici, secondo quanto raccomandato, si potranno identificare queste anomalie, e il meccanico potrà intervenire sostituendo la cinghia prima che si rompa completamente.</p>

Come capire quando è il momento di sostituire la cinghia di distribuzione

Veniamo ora al nodo centrale del nostro articolo, cercando di capire quando deve essere cambiata la cinghia di distribuzione. Purtroppo questa operazione presenta un inconveniente: la cinghia non manifesta alcun segno di cedimento prima di lacerarsi irreparabilmente, perciò è impossibile intuire se ci siano delle anomalie o se sia usurata fino quasi al punto di rottura senza l’aiuto di un meccanico. Ecco perché i controlli periodici sono così importanti e devono essere eseguiti ogni 30mila chilometri percorsi.

Ci sono tuttavia dei piccoli segnali che possono metterci in allarme sulla presenza di qualche potenziale danno. Ad esempio, se avvertiamo un fischio acuto quando acceleriamo, questo potrebbe significare che le fibre che compongono la cinghia stanno iniziando a sfilacciarsi, e sta per cominciare un processo di deterioramento. Un rumore di sferragliamento proveniente dal motore, invece, potrebbe indicare che la cinghia si è allentata. Infine, se in fase di avviamento avvertiamo una sorta di squittio, probabilmente il problema riguarda il tendicinghia, non più in grado di esercitare la tensione adeguata.

In tutti questi casi, la mossa più saggia è quella di recarsi dal proprio meccanico prima possibile, per evitare che il danno diventi irreparabile e la spesa da sostenere più alta.

Qualche ultimo consiglio sulla manutenzione

Come dicevamo in precedenza, il controllo periodico della cinghia di distribuzione è un’operazione imprescindibile, di fondamentale importanza per la salute del motore, dell’intero veicolo, e per la sicurezza della nostra circolazione. Ciononostante, questo tipo di screening non viene generalmente eseguito spesso quanto si dovrebbe, anzi la manutenzione della cinghia è un dovere che viene spesso trascurato, o comunque al quale non viene dedicata la giusta scrupolosità. Ciò non significa che non se ne riconosca l’importanza, ma il più delle volte ci sono motivazioni di altro tipo. Ad esempio, le garanzie che forniscono le case produttrici sono davvero a lungo termine, motivo per cui si tende a dimenticarsi che a un certo punto arriverà il momento di sostituire la cinghia. In altri casi, si percorre durante l’anno una distanza esigua abbastanza da ritenere che non sia il caso di provvedere ad un controllo, né tanto meno di accollarsi una spesa ingente come quella di una sostituzione a fronte di un utilizzo moderato del veicolo.

Nell’effettuare questo ragionamento, tuttavia, non si considera un elemento fondamentale: sebbene cambiare la cinghia di distribuzione comporti una spesa non da poco, una sua rottura per incuria potrebbe danneggiare anche altre componenti del motore, portando il conto del meccanico a lievitare fino a 3 o 4 volte tanto. In pratica, sostituendo una cinghia usurata, si sta già risparmiando.

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