Rottamare l'auto di un defunto: come fare, documenti necessari e costi

Nella vita purtroppo può accadere di perdere una persona cara e di doversi trovare ad affrontare conseguenze concrete a cui mai avremmo pensato di dover badare. È il caso della rottamazione dell'auto di un defunto, situazione che a un primo sguardo può apparire ingarbugliata, ma che con la nostra guida proveremo a districare, fornendovi consigli utili per concludere rapidamente la procedura.

Sommario:

Che cos'è la rottamazione dell'auto

La prima cosa da fare, può sembrare banale, è cercare di verificare lo stato di salute del veicolo. Se la macchina mantiene una sua funzionalità, può diventare appetibile per il mercato dell'usato. Altrimenti, se la vettura non ha più nessun futuro, si dovrà procedere alla sua rottamazione avendo cura di osservare tutti i passaggi necessari.

Rottamazione auto: come funziona

La rottamazione fa parte di un processo più ampio che mira a svecchiare il parco auto di un paese, concedendo bonus per l'acquisto di veicoli nuovi a fronte dello smantellamento di quelli obsoleti con un conseguente miglioramento in termini di emissioni inquinanti. A fianco di questa direttiva vi è la necessità di reperire e riutilizzare componenti che possano essere reinseriti nel ciclo produttivo. Un'automobile vecchia consuma tanto carburante, molto di più di una di recente immatricolazione, e soprattutto ha un impatto ambientale che non può essere minimamente paragonato a una nuova.

Le auto vecchie sono solitamente di fascia Euro 0, segmento che racchiude tutte quelle vetture immatricolate in data precedente al 31 dicembre 1992. I motori che vi sono montati utilizzano benzine al piombo e non posseggono alcun tipo di sistema di filtraggio delle emissioni di scarico. Un'automobile di questo tipo, a meno che non abbia un valore storico, comporta più problemi che vantaggi tanto che ne è vietato il transito in molte città italiane. E non finisce qui perché ai costi diretti o indiretti a cui abbiamo fatto riferimento, ne esistono altri che non consideriamo, ma che potrebbero farci decidere di rottamare una vettura.

Quando rottamare un'auto

Se ci si trova ad ereditare una vettura Euro 0, Euro 1, Euro 2 o Euro 3, può essere sicuramente opportuno valutare una rottamazione, e anche considerare l'acquisto di una vettura ibrida o un'auto elettrica. A maggior ragione, in sede di rottamazione può essere bene valutare queste auto, che possono aiutare a risparmiare sensibilmente sui consumi, e quindi sul costo della benzina, nel corso del tempo.

Rottamazione auto: una questione di sicurezza

Oltre agli aspetti che abbiamo citato ci sono delle ragioni legate alla sicurezza sulla strada. È del tutto evidente che mezzi più anziani possano essere soggetti più facilmente a guasti, anche catastrofici, che mettono potenzialmente a repentaglio il guidatore e anche gli altri utenti della strada.

Un guasto ai freni può causare danni incalcolabili sia sotto il punto di vista materiale che su quello dell'incolumità degli occupanti dei veicoli che si trovano a transitare nei pressi di un veicolo non più efficiente. Prima di incorrere in conseguenze permanenti, è saggio procedere alla rottamazione del mezzo e guardarsi intorno per trovare qualche offerta di auto nuove,km0 o usata interessante.

Rottamazione auto di un defunto: cosa fare

Appurato che il mezzo di proprietà del proprio caro defunto non ha più quelle caratteristiche di efficienza necessarie per poterlo mettere su strada, potrete procedere alla sua rottamazione. Ovviamente vi dovrete rivolgere a centri specializzati che accolgono queste auto, considerate veri e propri rifiuti speciali.

Rottamazione auto di un defunto: documenti personali necessari

Il primo documento necessario è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio ovvero un modulo in cui si attesta, sotto la propria responsabilità, di essere l'erede del defunto e di poter procedere nel percorso burocratico che abbiamo scelto. A questo si accompagna il certificato di morte del parente defunto, atto che si può richiedere presso l'Ufficio dello Stato Civile di ogni Comune italiano o - in alcuni casi - anche in modalità digitale. Infine servirà presentare il documento di identità dell'erede.

Rottamazione auto di un defunto: i documenti del mezzo

Oltre ai documenti personali che abbiamo elencato nel paragrafo precedente, servirà avere con sé atti legati all'automezzo. E parliamo del certificato di proprietà dell'auto e del libretto di circolazione. Solitamente i due documenti si possono reperire all'interno dell'autovettura, ma se non si trovano si dovrà procedere a richiederne i duplicati tramite la Motorizzazione Civile o utilizzando i servizi dell'Automobil Club d'Italia. Infine, si dovrà portare con sé le due targhe del veicolo (quella posizionata anteriormente e quella situata sul posteriore).

Rottamazione auto di un defunto: come ottenere il certificato di rottamazione

L'obiettivo connesso a questo procedimento è quello di ottenere il certificato di rottamazione di un veicolo di proprietà del parente defunto e la sua rimozione dal Pubblico Registro Automobilistico. Solo con questi due atti vi sarà permesso, in caso di acquisto di auto nuova, di accedere ai bonus previsti dallo Stato Italiano. Se non avete mezzi da rottamare, e volete comunque risparmiare, una buona idea potrebbe essere quella di confrontare le offerte di auto nuove, di occasioni km0 o usate in vendita su Facile.it nella sezione Auto.

I costi della rottamazione di un auto di un defunto

Prima considerazione da fare è relativa a un aspetto che spesso non consideriamo, ma che ci troveremo sicuramente ad affrontare ovvero i costi relativi al trasporto del mezzo obsoleto. Il viaggio andrà fatto in assoluta sicurezza pertanto è consigliato non prendere iniziative personali al solo fine di risparmiare. Anche in questo caso le conseguenze potrebbero essere molto più salate rispetto a sostenere il costo di un mezzo che venga a ritirare l'automobile direttamente al domicilio della persona scomparsa.

I costi della documentazione per la rottamazione

Una volta portata l'automobile presso il centro autorizzato alla rottamazione ci possiamo concentrare sui costi necessari per concludere la procedura. Non si tratta di costi altissimi, ma è bene tenerne conto. La prima voce di spesa è rappresentata dall'imposta di bollo che è pari a 32 euro se si ha a disposizione il certificato di proprietà del veicolo.
Se non lo si ha a disposizione si dovrà ricorrere al modello NP3C. Si tratta di un documento della modulistica del Pubblico Registro Automobilistico che riporta la nota libera che regola molti casi come l'attestazione del possesso o l'eventuale trasferimento di un mezzo. In questo caso il costo sarà di 48 euro a cui si dovranno necessariamente aggiungere 13,50 euro come diritti di segreteria all'Automobil Club d'Italia. Il conto è presto fatto: se dovrete ricorrere al modello NP3C il costo complessivo dei certificati, per concludere la rottamazione dell'auto di un parente defunto, ammonterà a 61,50 euro.

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