logo Facile.it
Serve assistenza?02 55 55 5

Conto corrente, cosa accade in caso di decesso del correntista?

Pubblicato il 06-07-2023 | Aggiornato il 11-05-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
parola esperto conti decesso correntista cosa fare

Il conto corrente è uno strumento finanziario intestato ad uno o più titolari per la gestione del denaro. Come sappiamo è identificato dalle coordinate bancarie Iban che permettono di gestirlo agevolmente. 

La vita è comunque imprevedibile, ed è bene sapere cosa fare in caso di morte del correntista, o di uno dei correntisti ( in caso di conto cointestato).

Conti Correnti: trova il più vantaggioso

Gli adempimenti da seguire, infatti, sono diversi così come le pratiche fiscali e burocratiche da portare avanti dopo la morte di una persona per permettere la successione dell’eredità. Tra questi ci sono, appunto, diverse procedure che riguardano il conto corrente proprio perché anche quest’ultimo rientra nell’asse ereditario. L’eredità, infatti, è composta da tutto il patrimonio del defunto, quindi sia i debiti che i crediti. Nel patrimonio rientrano anche i cosiddetti beni mobili, come il conto corrente che il più delle volte costituisce una parte importante di un’eredità. Il contenuto, quindi, insieme ad eventuali titoli, spetta, in proporzione alla quota ereditaria, a tutti gli eredi.

Allora quali sono i passaggi da seguire subito dopo la morte del correntista? E cosa fare nel caso in cui il conto corrente è cointestato?

Sicuramente tra le diverse procedure da compiere la prima in assoluto e forse la più urgente è quella relativa alla comunicazione in banca del decesso del correntista.

Una volta ricevuta questa comunicazione l’istituto di credito dovrà attenersi a delle regole molto precise, così da assicurare che la successione avvenga nel modo più corretto possibile e senza alcun errore.

Qual è il tempo massimo entro cui si deve comunicare alla banca la morte di una persona?

La comunicazione alla banca della morte del correntista va fatta nel tempo massimo di un anno. La normativa parla chiaro: quando muore una persona entro 12 mesi dalla data del decesso bisogna recarsi all'Agenzia delle Entrate e compilare un apposito modulo da consegnare all’istituto di credito in cui la persona morta era titolare di conto corrente.

Come effettuare la comunicazione

La comunicazione alla banca della morte del correntista può essere fatta sia di persona che attraverso l’invio di una raccomandata a/r.

Cosa succede dopo la comunicazione

Bisogna distinguere due casi: se la persona scomparsa è l’unica intestataria del conto corrente oppure se il conto era cointestato.

Nel primo caso la normativa prevede che i conti correnti del defunto e gli altri eventuali patrimoni in banca vengano subito ‘congelati’ finchè l’erede o gli eredi non presentano la dichiarazione di successione fatta.  Si tratta di un ‘blocco cautelativo’, per la banca stessa ma anche per gli eredi per evitare eventuali rischi di appropriazioni indebite di denaro da parte di un erede piuttosto di un altro o per scongiurare rischi di frodi.

In caso di conto corrente cointestato quando muore uno dei titolari, il titolare superstite dovrà sempre comunicare alla banca l’avvenuto decesso.

Bisogna però a questo punto distinguere due ipotesi e cioè se si tratta di conto corrente cointestato a firma congiunta o disgiunta. E questo perché l’iter che la banca dovrà seguire sarà diversa a seconda dell’uno o dell’altro caso.

Se a firma disgiunta la banca ‘congelerà’ la quota riconducibile al correntista defunto in attesa dell’individuazione degli eredi. L’altro correntista, invece, potrà continuare a fare operazioni, ma entro i limiti della quota di patrimonio che gli spetta. Dopo la presentazione della dichiarazione di successione e dell’accettazione di eredità, la banca potrà avviare l’iter di trasferimento delle quote del conto a favore degli aventi diritto.

Se, invece, il conto corrente cointestato è a firma congiunta, quando cioè tutte le operazioni possono essere messe in atto solo con la sottoscrizione di entrambi i titolari, nel momento in cui viene a mancare un titolare le somme contenute nel conto saranno ‘congelate’ dalla banca stessa e, in questo caso, neppure il correntista superstite potrà eseguire alcuna operazione. Lo scopo è chiaro: la banca dovrà prima individuare chi sono gli eredi e le relative quote che spettano a ciascuno.

Anche quando i conti correnti sono cointestati dovrà essere effettuata la dichiarazione di successione, da parte degli eredi, sempre entro il limite massimo di un anno dal giorno della morte del de cuius. C’è, però, un’eccezione: la dichiarazione non sarà necessaria quando, trattandosi del coniuge o di parenti in linea retta, il patrimonio ereditario complessivo non supera i 100mila euro.

Il blocco diventerà definitivo quando la banca riceve il certificato di morte originale, che si può richiedere e ottenere in Comune, in attesa di verificare gli eredi.

Gli altri passaggi necessari in questa fase saranno:

la consegna alla banca di tutti i prodotti correlati e quindi de egli eventuali assegni non utilizzati, della carta bancomat e della carta di credito.

La successione

La divisione dei fondi presenti sul conto segue esattamente la successione ereditaria, così come prescritta dalla legge o dal testamento del defunto.

Sarà necessario notificare alla banca una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che risulta essere necessaria per stabilire chi siano gli eredi ed in quale misura. Questa documentazione può essere richiesta direttamente all’anagrafe del Comune di appartenenza.

Inoltre, qualora ci siano, andranno allegate alla dichiarazione anche le disposizioni testamentarie. In questo modo si fornirà alla banca tutte le indicazioni precise sulla successione.

In caso di eredità particolarmente cospicue, parliamo di cifre che superano il milione di euro, la banca potrebbe richiedere anche la dichiarazione di successione. Si tratta, quest’ultimo, comunque di un parametro che può variare tra i diversi istituti di credito.

Lo sblocco del conto corrente

Ottenere lo sblocco del conto corrente da parte della banca è importante perché, come ben si può immaginare, senza di esso non si potrà effettuare alcuna operazione. Si manterranno attive, invece, solamente quelle operazioni che erano state autorizzate in vita dal titolare, come ad esempio il pagamento delle bollette.

Dopo aver presentato tutta la documentazione con la quale si attesta chi siano gli eredi e le rispettive quote, l’istituto di credito provvederà a liquidare direttamente gli eredi, laddove si proceda con la chiusura del conto, secondo le tempistiche contrattuali previste. Come stabilito dal Codice Civile l’operazione si dovrà concludere nel tempo massimo di sei mesi.

Cosa succede dopo lo sblocco del conto corrente da parte della banca

Tutta questa serie di precauzioni che vengono adottate dalla banca hanno un unico scopo: quello, cioè, di assicurare che l’eredità presente sul conto corrente venga divisa in maniera equa tra i vari eredi. A seguito dello sblocco, gli eredi possono prendere diverse decisioni: possono richiedere la chiusura del conto corrente con la relativa liquidazione oppure possono scegliere di mantenerlo in vita. In quest’ultimo caso, è bene ricordare che devono essere d’accordo tutti gli eredi: ognuno di loro, infatti, subentra nella posizione del defunto rispetto alla propria quota e ognuno dovrà avere cura di utilizzare solo e soltanto quanto gli spetta.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

Argomenti in evidenza

Informazioni e dettagli su alcuni degli argomenti più rilevanti nel mondo dei conti.

Ultime notizie Conti

pubblicato il 6 maggio 2026
Gli italiani primi in Europa per risparmio e denaro lasciato in banca
Gli italiani primi in Europa per risparmio e denaro lasciato in banca
Gli italiani sono cittadini d'Europa virtuosi quando si tratta di risparmio, con il più alto tasso di denaro lasciato nei conti correnti. A dirlo sono gli ultimi dati Eurostat relativi all'ultimo trimestre 2025. Parallelamente è aumentato il potere d'acquisto, che nello stesso periodo ha registrato il miglior incremento rispetto ad altri paesi in UE. In Italia, al contempo, si investe poco. I dati aggiornati su Facile.it.

Guide ai conti

pubblicato il 23 aprile 2026
Tricount: cos'è e come funziona
Tricount: cos'è e come funziona
Tricount è l'app gratuita che semplifica la divisione delle spese tra amici e coinquilini, facendo tutti i calcoli difficili al posto tuo.
pubblicato il 23 aprile 2026
Merito creditizio: cos'è e come migliorarlo
Merito creditizio: cos'è e come migliorarlo
Il merito creditizio è una valutazione utilizzata dalle banche per misurare il rischio di insolvenza di un cliente. Questo parametro determina l'approvazione di un prestito e definisce le condizioni economiche applicate al contratto.
pubblicato il 22 aprile 2026
Wise: come funzionano il conto e la carta
Wise: come funzionano il conto e la carta
Wise è una soluzione fintech per gestire denaro multivaluta, inviare pagamenti internazionali e spendere all’estero con costi trasparenti.
pubblicato il 22 aprile 2026
PagoPA e CBILL: guida al risparmio sulle commissioni
PagoPA e CBILL: guida al risparmio sulle commissioni
I sistemi PagoPA e CBILL sono i pilastri fondamentali per gestire i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione e i gestori di servizi. Le commissioni cambiano in base al metodo che si sceglie, per questo è utile conoscere i canali utilizzare per risparmiare o azzerare i costi.
pubblicato il 21 aprile 2026
Klarna, Scalapay o PayPal: guida al "paga a rate" vantaggioso
Klarna, Scalapay o PayPal: guida al "paga a rate" vantaggioso
Vuoi comprare quello che desideri e pagarlo un po' alla volta senza costi aggiuntivi? Questa guida mette a confronto Klarna, Scalapay e PayPal, spiegando le nuove regole del 2026 nate per proteggere chi acquista. Leggi l'articolo per scoprire quale app scegliere e come gestire le tue spese in modo semplice e sicuro.
pubblicato il 21 aprile 2026
Guida a Splitwise: come gestire e dividere le spese
Guida a Splitwise: come gestire e dividere le spese
Splitwise è l'app gratuita che ti aiuta a dividere le spese con amici e coinquilini in modo semplice e senza errori. Grazie ai suoi calcoli automatici, saprai sempre chi deve dare soldi a chi, eliminando ogni stress durante viaggi o cene di gruppo. Scopri come configurarla e semplificare la gestione dei tuoi conti quotidiani in pochi clic!