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Conti: cosa fare se non si riesce a pagare il mutuo?

4 apr 2023 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giusy I.

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Non c’è che dire, il 2022 è stato davvero un annus horribilis per gli italiani alle prese con l’inflazione alle stelle, il caro bollette e soprattutto con le  rate dei mutui sempre più care che incidono sui risparmi del conto corrente.

In particolare le difficoltà sono state maggiori per chi ha in essere un mutuo a tasso variabile e si è trovato a fare i conti con tassi di interesse schizzati a livelli che ormai non si vedevano più dal 2014.

Conti Correnti: trova il più vantaggioso

L’ultimo rialzo, quello dello scorso 16 marzo, è stato il sesto in meno di 10 mesi, da quando cioè la Bce ha messo la parola fine alla politica dei tassi zero. E la linea della Banca centrale non sembra affatto voler cambiare in un prossimo futuro: per frenare l’inflazione, anche nel 2023, tirerà dritto continuando ad alzare i tassi. Una mossa questa che significa un ulteriore aumento delle rate mensili dei mutui a tasso variabile.

Vediamo allora quali possono essere le strade da percorrere se si è in difficoltà nel pagamento del mutuo.

La rinegoziazione del mutuo

Una misura stabilita nell’ultima Legge di Bilancio è quella della rinegoziazione del mutuo con la propria banca che permette di passare da un mutuo a tasso variabile ad uno fisso senza ulteriori costi aggiuntivi. La rinegoziazione, in pratica, consiste nel modificare i termini precedentemente stabiliti con la banca con cui si è deciso originariamente di sottoscrivere il mutuo, al fine di trarre delle condizioni più vantaggiose.

Può usufruire di questa agevolazione chi possiede un reddito Isee sotto i 35mila euro e un finanziamento inferiore a 200mila euro. Inoltre bisogna essere in regola con il pagamento delle rate.

Con tale rinegoziazione si potrà passare ad un mutuo a tasso fisso che utilizza come tasso l’Eurirs di durata più vicina a quella residua del mutuo a cui sarà sommato lo spread previsto inizialmente nel vecchio mutuo.

In base ad un emendamento previsto nella Legge di Bilancio 2023 la banca sarà tenuta ad accogliere la nostra richiesta di passaggio da un mutuo a tasso variabile a uno fisso.

Cambiare il calcolo dell’ammortamento

Un’opzione alternativa per alleggerire la rata del mutuo potrebbe essere anche quella di modificare la durata del periodo di ammortamento, allungandolo in modo da far diminuire la rata. Anche in questo caso bisognerà rinegoziare con la banca che può non accettare.

La surroga

Un’altra soluzione che potrebbe essere valutata è quella della surroga, cioè il passaggio del proprio mutuo ad un’altra banca per ottenere condizioni migliori rispetto a quelle che si hanno attualmente. Questa operazione è totalmente gratuita e le banche non potranno applicare alcuna commissione.

La surroga di un mutuo permette di cambiare oltre che la durata anche la tipologia di tasso. L’importante è non cambiare l’importo del mutuo ipotecario precedentemente fissato.

Il consiglio è quello di richiedere più preventivi a diverse banche in modo da capire quale offre condizioni più vantaggiose per il trasferimento del proprio mutuo ad un altro istituto di credito. La richiesta di surroga va inoltrata alla banca con cui si è stipulato il mutuo originario, con un preavviso di almeno 30 giorni. In base alla normativa bancaria la banca in cui è stato inizialmente stipulato il mutuo dovrà obbligatoriamente concedere il trasferimento ad altra banca. In caso contrario, cioè se la banca si oppone al trasferimento, il cliente puoi chiedere un risarcimento. Nel momento in cui il trasferimento viene concesso dalla banca originaria bisognerà necessariamente sottoscrivere un nuovo contratto con il nuovo istituto di credito prescelto.

Per l’operazione di surroga sarà necessario presentare alla nuova banca  tutta una serie di documenti. Tra questi:  la carta di identità, il codice fiscale, lo stato di famiglia e la documentazione che attesti la condizione reddituale del futuro cliente.

Allo stesso tempo gli istituti con i quali si è sottoscritto il contratto di mutuo tenderanno a rinegoziare le condizioni contrattuali proprio per evitare di perdere il cliente attraverso l’operazione di surroga.

La sospensione

Un aiuto alle famiglie in difficoltà arriva anche da un Fondo ad hoc messo a punto dallo Stato che permette di “congelare” il mutuo per diversi mesi.

Stiamo parlando del cosiddetto Fondo Gasparrini che è stato previsto nella legge finanziaria nel 2007, poi prorogato, causa pandemia da Coronavirus, fino a dicembre 2023. Questo fondo garantisce la sospensione del pagamento delle rate fino a un massimo di 18 mesi e riguarda solo i mutui per l’acquisto dell’abitazione principale e non di lusso.

La domanda per accedere a questo fondo va presentata alla banca che ha concesso il mutuo e devono verificarsi determinate condizioni “negative”: invalidità civile non inferiore all’80%, morte, perdita o sospensione temporanea del lavoro, riduzione dell’orario di lavoro. Il reddito Isee non deve superare i 30mila euro.

Nel caso di liberi professionisti o lavoratori autonomi, basterà dimostrare di aver subito un effettivo calo del fatturato superiore al 33% su base trimestrale.

Inoltre, sarà possibile accedere al Fondo solo se si ha contratto un mutuo massimo di 400mila euro.

Per fare richiesta di sospensione delle rate “va compilato e consegnato alla propria banca – spiega il sito del Tesoro – il modulo per la richiesta della sospensione che viene pubblicato anche da Consap (società in house del Ministero dell’economia e delle Finanze e gestore del fondo)”, oltre che sul sito del Mef stesso.

Una volta ottenuto il diritto d'accesso, si potrà avere un supporto fino “al 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione”, sottolinea il Mef,  più lo stop al pagamento delle rate.

Quest'ultimo caso è previsto anche per i mutui già ammessi ai benefici del Fondo, purchè abbiano ricominciato a pagare le rate del mutuo negli ultimi tre mesi.

Autore
facile.it/publishers/giusy-iorlano

Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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