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Pagare a rate con la carta di credito, ecco come funziona

6 mar 2023 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giusy I.

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Non tutti lo sanno, ma i possessori di un conto corrente possono effettuare degli acquisti e pagarli in un secondo momento, in comode rate, senza dover per forza richiedere un finanziamento.

Vediamo, dunque, di approfondire più nel dettaglio l’uso ed il funzionamento della carta di credito a rate.

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Quando si parla di carta di credito, infatti, subito si pensa a quelle carte elettroniche che consentono di fare acquisti senza dover utilizzare i contanti o di prelevare denaro liquido dai distributori ATM (Automated Teller Machine). Non tutti invece pensano alla carta di credito come ad una sorta di finanziamento, uno strumento, cioè, per effettuare degli acquisti e pagarli successivamente a rate.

Cos’è e come funziona una carta di credito

Si tratta di un particolare tipo di carta di pagamento che dà la possibilità a chi la utilizza di pagare i propri acquisti in un secondo momento. Di solito nei primi dieci-quindici giorni del mese successivo agli acquisti. Anche per questo motivo questo tipo di carta è anche detto “pay later”, paga dopo, appunto

Una carta di credito, di qualunque tipo essa sia, può essere utilizzata anche per prelevare soldi contanti dagli ATM. Si tratta questa di una scelta di solito effettuata quando non si hanno più soldi sul proprio conto corrente e si ha necessità di prelevare del contante. Il consiglio, invece, è sempre quello di scegliere di prelevare al bancomat perché il prelievo effettuato con la carta di credito comporta l’applicazione immediata di tassi di interesse non di poco conto al momento del prelievo di contante.

La carta di credito è invece, come detto, particolarmente indicata per gli acquisti, soprattutto quelli online. Anche per motivi di sicurezza grazie ad un sistema molto solido basato sulla combinazione di tre elementi (la data di scadenza, il numero a 16 cifre e il codice CVC2/CVV2). Alcune carte hanno, inoltre, delle sicurezze in più come la password temporanea (OTP).

Tutte le carte di credito hanno, poi, un fido: le versioni più economiche di solito non vanno oltre i 1.500 euro, altre, invece, possono arrivare fino a tremila euro. Di cosa si tratta, di preciso?

Di un limite di spesa che viene anticipato dall’istituto di credito ma che non può essere superato. Proprio in relazione alla presenza del fido sarà possibile fare acquisti anche per importi che, in quel momento, non sono presenti sul proprio conto corrente.

Questi importi dovranno, comunque, essere restituiti. Nel caso in cui il correntista non dovesse farlo, perché, ad esempio, in rosso sul proprio conto corrente, la carta verrà bloccata dalla banca stessa e non potrà essere più utilizzata finchè non sarà versato l’intero importo dovuto.

Differenza tra carta di credito a saldo e carta revolving

Con la prima ci si riferisce alla più classica definizione di carta di credito, quella cioè che somma le varie spese effettuate nell’arco di un mese per poi detrarle direttamente dal conto corrente bancario ad essa collegato. Queste carte hanno di solito un massimale giornaliero per prelevare e un limite mensile, in media pari ad una cifra che va dai 1500 ai tremila euro, oltre il quale la carta di credito non potrà essere utilizzata. Questa quota verrà rinnovata il mese successivo. In questo modo, di fatto, la banca metterà a disposizione del cliente ogni mese una certa cifra stabilita che potrà essere spesa per poi essere restituita, senza interessi, nella prima metà del mese successivo.

Con il secondo tipo di carta, e cioè quella a rate (o revolving) si avrà la possibilità di ripagare a rate le spese effettuate nel corso di un mese. In questo caso l’istituto di credito concede un vero e proprio prestito al cliente, affidandogli sulla carta una determinata somma di denaro che potrà essere speso e restituito in diverse rate. Questo tipo di servizio non è però gratuito. Di solito è prevista l’aggiunta di interessi (che variano a seconda del numero di rate prescelte, ndr). In alcuni casi è previsto che il cliente possa aggiungere ogni mese la cifra che ritiene opportuno (anche l’intero debito), accelerando in questo modo la restituzione dell’intera somma presa ‘in prestito’ dall’istituto di credito. Ovviamente, man mano che verrà restituito il debito si ricostituirà l’ammontare di denaro a disposizione sulla propria carta.

Vi è poi un altro tipo di carta, molto più flessibile, che è quella di credito a opzione. Questo tipo di carta è molto comoda perchè permette al titolare di scegliere se procedere con l’addebito il mese successivo o pagare a rate. Si potranno rateizzare spese di importo di solito compreso tra 250 e 5mila euro (sempre nei limiti di disponibilità della carta, ndr), da tre fino a venti rate, con l'applicazione di una commissione già stabilita e che sarà diversa a seconda dell'importo e del numero di rate scelte. Ogni rata include una quota capitale e una quota interessi: la prima va a ripristinare il plafond assegnato alla carta. La carta prevede comunque un tetto minimo e massimo di fido che sarà concesso dalla banca.

La modalità di rimborso potrà essere cambiata di solito entro l'ultimo giorno lavorativo del mese direttamente dall’ istituto bancario via Internet, dall'App Mobile Banking, chiamando il servizio clienti, presso gli ATM oppure recandosi in filiale.

I costi della carta di credito

I costi della carta di credito variano da un istituto bancario all’altro. Dipendono comunque dal canone mensile o annuale e dalle commissioni per i prelievi eseguiti presso l’ATM. Possono costituire dei costi anche l’addebito delle utenze e l’invio dell’estratto conto cartaceo.

In ogni caso, per comprendere nel dettaglio i costi è opportuno leggere le informative della banca a cui si sta richiedendo l’emissione della carta di credito.

C’è da sottolineare che l’istituto di credito di solito si riserva la valutazione dei requisiti necessari alla concessione dei finanziamenti e delle carte nonchè dei massimali di spesa da assegnare alle stesse. Per poter richiedere una carta di credito bisognerà avere determinati requisiti, tra cui quello del merito creditizio che prevede, per esempio che il richiedente non abbia già contratto debiti con altre carte o abbia, nella sua storia creditizia, finanziamenti non saldati.

Autore
giusy-iorlano

Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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