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Come evitare il pignoramento del conto corrente?

Pubblicato il 16-05-2018 | Aggiornato il 06-12-2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
conti news come evitare il pignoramento del conto corrente

La crisi economica e lavorativa ha avuto un forte impatto sul bilancio delle famiglie, costringendole a richiedere prestiti difficili da restituire.

Purtroppo in molti casi si rischia il pignoramento del conto corrente, del conto desposito o del libretto postale. Ecco come evitare l’esecuzione forzata e mettersi al riparo da spiacevoli conseguenze.

Conti Correnti: trova il più vantaggioso
Conti Correnti: trova il più vantaggioso

Quando c’è da restituire un prestito, i creditori cercano di individuare innanzitutto i conti correnti intestati al debitore, che rappresentano, al contrario della casa e dell’auto, una fonte di immediata liquidità. Non tutti sanno che grazie alla ricerca telematica dei beni pignorabili, e dei rapporti aperti presso istituti di credito e postali, i creditori possono scoprire facilmente tanto dove si trovano, quanto l’esatto ammontare delle vostre risorse finanziarie. La nuova procedura infatti, prevede che il Presidente del Tribunale, verificato il diritto a procedere al pignoramento, possa accedere in via diretta e gratuita all’anagrafe tributaria per conoscere i redditi del debitore, e all’anagrafe finanziaria per individuare i conti correnti aperti e le relative movimentazioni.

La prima cosa da fare per evitare il pignoramento del conto corrente, è cercare un accordo extragiudiziale con il creditore prima di giungere all’esecuzione forzata. Ciò significa che, ricevuta la lettera di sollecito del pagamento, bisogna mobilitarsi subito nominando un avvocato. Quest’ultimo, in base alle vostre possibilità economiche, può proporre una soluzione transattiva, come la restituzione del debito dilazionata in rate. Chi riceve un titolo esecutivo (una cambiale, una sentenza o un’ordinanza di condanna, oppure un decreto ingiuntivo non opposto) invece, dovrà affrontare una causa legale.

Il pignoramento del conto corrente è anche definito presso terzi, perché ha lo scopo di prelevare la somma oggetto del debito, nei limiti di quest’ultimo, presso istituti bancari, postali, società finanziarie, datori di lavoro o istituti di previdenza. Questa forma di esecuzione non è limitata ai conti correnti, ma si estende ai conti deposito, alle carte di credito, ai libretti postali, ai crediti da lavoro e alla pensione.

Per evitarla alcuni debitori svuotano il conto, e ne aprono contemporaneamente uno presso banca diversa. Tale strategia però non sempre è efficace, poiché la ricerca telematica finalizzata ad individuare i rapporti aperti, può essere effettuata in ogni momento. Inoltre i debitori intestatari di altri beni come case e auto, possono rischiare comunque l’esecuzione immobiliare o mobiliare. Portare il conto in rosso anziché svuotarlo lo rende inutilizzabile: in tal caso è preferibile aprire una linea di credito e operare con essa, prelevando i liquidi presenti nel conto fino a mantenerlo al limite del fido. Il pignoramento viene evitato con maggior facilità versando il denaro presente, o in arrivo sul conto, verso il conto corrente di un amico o di un famigliare. Chi sceglie di cointestare il conto invece, vedrà operare il pignoramento solo fino alla concorrenza del 50% delle somme disponibili. Se si è giunti alla notifica del titolo esecutivo, la soluzione ideale resta il cercare soluzioni transattive tramite il proprio avvocato. Spesso in questo modo, si raggiunge un accordo che soddisfa entrambe le parti.

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