Usura sopravvenuta carta di credito: come riconoscerla e ottenere un rimborso
7 gen 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

La tua carta di credito è diventata troppo onerosa? Se gli interessi applicati al fido sono aumentati nel tempo, potrebbe essere un caso di usura sopravvenuta, ossia il superamento dei tassi d’interesse stabiliti dalla legge.
In questo approfondimento, Facile.it, sito che confronta le principali carte di credito disponibili sul mercato, ti spiega se la finanziaria ha agito correttamente, i criteri per calcolare l’eventuale usura, le modalità per richiedere un rimborso e le possibilità di annullare il contratto.
Sommario
Cos’è l’usura sopravvenuta sulla carta di credito
Per definizione, l’usura sopravvenuta sulla carta di credito, si verifica quando un tasso d’interesse, inizialmente legale - la cui percentuale rientra nella soglia stabilita dalla Banca d’Italia - diventa usurario nel tempo a causa delle fluttuazioni del mercato.
Nella prassi, numerose contestazioni da parte dei clienti nei confronti di banche o società finanziarie, riguardano l’aumento dei tassi d’interesse e le modalità di calcolo degli interessi stessi. Le opposizioni riguardano perlopiù l’anatocismo bancario e, nel caso delle carte di credito, l’improvviso superamento dei tassi d’interesse pattuiti, che comporta un significativo aumento dell’onerosità del credito per il consumatore.
Per comprendere bene quando e perché si verifica l’usura sopravvenuta, è utile distinguere questa situazione dall’usura originaria, per scoprire come e quando gli interessi superano i limiti consentiti dalla legge ed opporsi eventualmente all’operato della banca.
Differenza tra usura originaria e usura sopravvenuta
L’usura è originaria quando il tasso d’interesse applicato alla carta di credito supera il tasso soglia stabilito dalla legge, già al momento della stipula del contratto. In questi casi il contratto con la banca è immediatamente illecito e le clausole che prevedono gli interessi usurari si considerano di fatto nulle.
Al contrario, l’usura sopravvenuta si verifica quando il tasso pattuito in origine rientra nella soglia legale, ma la supera in un momento successivo, cioè durante lo svolgimento del contratto (dopo alcuni mesi o, in alcuni casi, anche dopo anni). Questo avviene in genere a causa delle fluttuazioni del mercato, ma può accadere anche a seguito di adeguamenti contrattuali.
Quando il superamento dei tassi soglia è illecito
Non sempre l’aumento dei tassi d’interesse applicati alle carte di credito configura un illecito. Il superamento del tasso soglia diventa illecito quando il tasso applicato eccede i limiti stabiliti dalla legge, calcolati sul Tasso Effettivo Globale (TEG) rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia.
Vediamo nel dettaglio le fattispecie in cui può parlarsi di usura:
- nelle ipotesi di usura originaria, il superamento della soglia legale al momento della stipula del contratto, comporta la nullità della clausola relativa agli interessi e l’obbligo, per la banca, di rimborsare gli interessi indebitamente pagati dal cliente;
- se l’usura è sopravvenuta rispetto alla stipula del contratto, la nullità del contratto e della clausola relativa agli interesse non scatta in automatico. Tuttavia, gli interessi che eccedono il tasso soglia diventano inopponibili: la banca non può pretenderli dal cliente. Se questi interessi sono stati già pagati, il consumatore ha diritto al rimborso della parte eccedente, ottenendo così tutela senza dover annullare l’intero contratto.
In sostanza, pur trattandosi di usura, nel secondo caso (usura sopravvenuta) per la giurisprudenza (Cassazione, 19 ottobre 2017, n. 24675) il contratto non viene invalidato e il tasso pattuito inizialmente resta valido.
Come verificare se la carta di credito è usuraria
Per verificare se una carta di credito è usuraria, può essere necessario rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto bancario o a un'associazione di consumatori. Quello che bisogna fare, infatti, è confrontare il costo effettivo del credito applicato dalla banca con i tassi soglia anti-usura stabiliti dalla legge.
In Italia, è la Legge 108/1996 a prevedere un limite oltre il quale gli interessi configurano l’usura. Tale limite si calcola ogni tre mesi in base ai Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) rilevati dalla Banca d’Italia e pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
I tassi soglia e i valori TEGM aggiornati, per ogni trimestre, sono reperibili sul sito ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e consultabili periodicamente. Le soglie indicate rappresentano il parametro per valutare l’illiceità del tasso applicato.
I tassi d’interesse e gli oneri da considerare nel calcolo
Valutare se un tasso è potenzialmente usurario, vuol dire guardare a tutti gli oneri e le spese che determinano il costo complessivo del credito, non solo al TAN (Tasso Annuo Nominale).
Difatti, la legge prevede che nel calcolo dell’onere totale del finanziamento, si tenga conto di tutti gli elementi economici. Tra questi elementi (costi) rientrano:
- gli interessi corrispettivi;
- interessi di mora o penali, se previsti;
- commissioni e spese a qualsiasi titolo collegate al credito (ad esempio, la commissione di massimo scoperto, gli oneri di gestione, il canone canoni).
In sintesi, queste voci devono essere incluse nella determinazione del Tasso Effettivo Globale (TEG), confrontato con la soglia anti-usura. Per accertare che la carta utilizzata è usuraria bisogna sommare tutti i costi e verificare se il risultato è superiore al tasso soglia rilevato per la categoria delle “aperture di credito” o del “credito revolving”.
Rimborso degli interessi non dovuti e annullamento del contratto relativo alla carta di credito
Se l’usura sopravvenuta della carta viene accertata, il consumatore ha diritto a specifiche tutele. Come è stato chiarito, la nullità riguarda esclusivamente la clausola relativa agli interessi oltre il limite legale, che diventano inopponibili alla banca. Gli interessi già pagati oltre la soglia possono essere rimborsati, senza necessità di annullare l’intero contratto.
Per ottenere il rimborso si può agire giudizialmente, tramite un’azione davanti al tribunale, oppure stragiudizialmente, meglio se assistiti da un avvocato, facendo apposita richiesta alla banca e allegando la documentazione dei pagamenti effettuati, con il calcolo degli interessi eccedenti.
Anche se il contratto resta valido, la banca è tenuta a restituire quanto percepito oltre i limiti consentiti e, se necessario, adeguare i tassi a valori legali o contrattualmente corretti.
In conclusione, l'accertamento dell'usura sopravvenuta della carta, pur non determinando l’invalidità del contratto, garantisce al consumatore il diritto al rimborso degli interessi indebitamente pagati, tutelando il costo effettivo del credito senza compromettere le altre condizioni contrattuali.

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.
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