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Carta di credito cointestata: come e quando si può richiedere

Pubblicato il 24-11-2025 | Aggiornato il 23-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
Mano che tiene carta di credito

Vuoi cointestare una carta di credito? Diverse coppie, sposate o conviventi, nonché alcuni soci in affari, considerano questa un'operazione utile per gestire spese condivise ricorrenti o saltuarie, avendo pari diritti di accesso al credito, pari responsabilità e la possibilità di gestire ogni aspetto relativo alla carta in condivisione, dal monitoraggio dei movimenti all’impostazione di limiti, fino alle richieste di assistenza. 

In questa guida Facile.it**, comparatore di** carte di credito e altri prodotti bancari, ti spiega tutto quello che devi sapere su questo argomento.

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Sommario

Carte di credito o di debito in condivisione

Una valida alternativa alla carta di credito cointestata è, come detto poc’anzi, aprire un conto corrente con IBAN condiviso tra più intestatari. In questo modo, una volta aperto il conto - che di norma comprende almeno una carta di debito o una carta di credito - è possibile richiedere alla banca una seconda carta di credito o una seconda carta di debito collegata allo stesso conto.

Ciascun cointestatario potrà così utilizzare la propria carta in piena autonomia, pur operando sul medesimo rapporto bancario. Diverso è il caso della carta prepagata ricaricabile con IBAN, poiché, per antonomasia, è uno strumento di pagamento nominativo con un unico titolare, anche se è collegata a un conto corrente che può essere cointestato.

In conclusione, non è possibile avere una carta di credito comune - o in condivisione - come non si possono avere carte di debito, ricaricabili o carte con IBAN cointestate. Si tratta sempre di carte nominative che, in quanto tali, possono avere un solo intestatario. 

Richiedere e ottenere più carte, ciascuna intestata a persone diverse ma collegate a un unico conto cointestato, è invece possibile ed è la soluzione scelta dalla maggior parte di chi ha la necessità di gestire spese comuni mantenendo, un’autonomia operativa per ogni utilizzatore.

3 Valide alternative alla carta cointestata di credito

Il grande limite dell’impossibilità di cointestare una carta di credito riguarda innanzitutto la sicurezza, ma anche gli aspetti tecnici, operativi e gestionali.  La carta, infatti, è una sola e risulta facile immaginare le difficoltà che si incontrerebbero nell’autorizzare operazioni semplici come prelievi o pagamenti tramite POS, non solo in Italia ma anche all’estero, se i codici di autorizzazione arrivassero esclusivamente sullo smartphone di uno dei cointestatari. In una situazione del genere, l’utilizzo condiviso sarebbe complesso, se non addirittura impraticabile. Abbiamo però visto che esistono valide alternative, che riepiloghiamo di seguito:

Aprire un conto corrente cointestato con IBAN condiviso

È la soluzione più diffusa. Permette di ottenere una carta per ciascun intestatario (di debito o di credito), ognuna con credenziali e sistemi di sicurezza personali, ma tutte collegate allo stesso conto.

Richiedere carte di credito aggiuntive collegate allo stesso conto

Alcune banche consentono di ottenere carte di credito aggiuntive, intestate a persone diverse ma riferite al medesimo conto. Ogni utilizzatore ha la sua carta, pur senza una vera “cointestazione”.

Utilizzare carte di debito supplementari

Quasi tutte le banche permettono di associare al conto più carte di debito, ciascuna autonoma e con propri codici di sicurezza, gestibili dai singoli intestatari.

Condividere una sola carta di credito

È possibile dare a un’altra persona la carta già in dotazione, ma in questo caso bisogna condividere anche tutte le credenziali, i codici di sicurezza e, se necessario, il cellulare sul quale arrivano gli OTP o le notifiche, per il tempo necessario all’utilizzo della carta. Questa soluzione è meno sicura e richiede molta fiducia reciproca.

Autore
eleonora d angelo

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.

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