Tasso di cambio carta di credito all'estero: a quanto ammonta e cosa include
26 gen 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

Stai per intraprendere un viaggio all’estero e userai la tua carta di credito? Nei paesi extra- UE, consistema monetario e valuta diversa dall’euro, devi fare molta attenzione. Mentre fai acquisti, infatti, devi considerare il tasso di cambio applicato dalla banca o dal circuito della tua carta, che può incidere sull’importo finale addebitato. Facile.it ti spiega tutto in questo approfondimento dedicato alle carte di credito e ai viaggi oltre frontiera.
Sommario
Cos’è il tasso di cambio?
Per definizione, il tasso di cambio è il rapporto di prezzo tra due valute diverse. Indica quante unità di una valuta sono necessarie per acquistare una sola unità in una valuta differente: ad esempio, quanti euro servono per acquistare una lira turca (EUR/YTL).
Il valore del tasso di cambio viene stabilito sui mercati valutari, determinando il costo di beni e servizi scambiati tra paesi che utilizzano ciascuno la propria moneta. Non si tratta però di un valore fisso, bensì dinamico e variabile in base all’andamento di domanda e offerta, dei tassi d’interesse e di altri fattori economici.
Nel dettaglio, il tasso di cambio sulla carta di credito rappresenta il costo applicato quando si usa la medesima carta in un paese avente valuta diversa dall’euro (questo, naturalmente, per chi risiede in un paese UEM, appartenente all’Unione Economica Monetaria europea).
Per questo motivo, chi non è già titolare di carte di credito per pagare in divisa straniera, deve conoscere a quanto ammonta il tasso di cambio e sapere esattamente cosa include, in modo da evitare sorprese sugli importi finali addebitati o sulle trattenute..
Oltre al valore della moneta estera, infatti, la banca o il circuito della carta possono applicare commissioni che rendono il costo complessivo delle transazioni più elevato. Di seguito, vediamo a quanto ammonta il tasso di cambio sulle carte all’estero e tutte le spese incluse.
A quanto ammonta il tasso di cambio quando paghi in valuta estera
Quando si paga in valuta estera con carta di credito, il tasso di cambio non è un valore unico e fisso, ma composto da due elementi principali:
- il tasso di cambio del circuito (Visa/Mastercard/American Express)
- il margine o la maggiorazione della banca o dell’istituto emittente.
Tuttavia, la maggior parte delle carte di credito Visa, delle carte di credito Mastercard e delle carte di credito American Express, applica un tasso compreso in media tra l’1% e il 3%.
Quanto agli elementi costitutivi, iniziando dal tasso del circuito, quest’ultimo viene determinato quotidianamente dai principali mercati valutari e rappresenta il valore di riferimento per la conversione della valuta. Si tratta del tasso effettivo utilizzato per la conversione di base, e può essere verificato sui siti ufficiali degli stessi circuiti.
La maggiorazione bancaria, invece, rappresenta un onere aggiuntivo dovuto per l’operazione di conversione. In genere si aggira attorno all’1,8%, eppure esistono carte di credito gratuite sul piano delle maggiorazioni, ad esempio Carta You di Advanzia Bank, come esistono d’altra parte carte di credito con oneri superiori al 3%.
Ecco, nel dettaglio, cosa include il tasso di cambio sulla carta di credito all’estero.
Cosa include il tasso di cambio (commissioni, altri oneri)
Come abbiamo visto, il tasso di cambio è composto da più elementi e varia in base ad alcuni fattori, anche in relazione al circuiti di pagamento delle carte di credito.
Perciò, il suo valore integrale non si limita alla conversione tra due valute, ma include più costiche incidono sull’importo finale, ovvero sull’addebito relativo alla carta di credito a saldo o alla carta di credito revolving - a rate.
Dunque, oltre al tasso di riferimento, può essere applicata una commissione di conversione di valuta, un onere extra, di tipo amministrativo, dovuto alla banca o al circuito per il solo fatto di aver eseguito la conversione.
In alcuni casi si applicano oneri ulteriori, per le operazioni effettuate fuori dall’area euro o per tipi di transazioni specifiche (ad esempio, per il prelievo di contante all’estero).
Inoltre, a questi costi, può sommarsi la c.d. conversione dinamica della valuta (DCC), se si sceglie di pagare in euro anziché nella moneta locale.
Non di rado, infatti, gli esercenti nei paesi extra-UE accettano pagamenti in euro, poiché il tasso di cambio rende tale operazione conveniente soprattutto per loro. La conversione dinamica non applica il tasso di circuito, ma un tasso stabilito dal fornitore del servizio, spesso, molto meno favorevole con margini che possono risultare anche fuori mercato.
Quando viene applicato il tasso di cambio
Purtroppo, il tasso di cambio non viene quasi mai calcolato al momento dell’acquisto. Ovvero, non è possibile conoscere l’importo esatto dell’addebito al momento della transazione e dell’emissione dello scontrino.
Questo perché la conversione si calcola quando l’operazione viene effettivamente processata dalla banca o dal circuito, e ciò può avvenire anche diversi giorni dopo il pagamento. Cosa avviene, dunque?
Consultando la lista movimenti della carta si noteranno uno o più importi trattenuti o “in sospeso” (dipende dal numero delle transazioni eseguite) e solo quando l’emittente riceverà i dati completi della transazione sarà visibile l’importo esatto dell’addebito nell’estratto conto.
In sostanza, il tasso applicato è quello in vigore nel giorno in cui il circuito converte l’operazione nella moneta nazionale (in euro), che può differire dal tasso che era in vigore il giorno in cui è stata eseguita la transazione, a causa delle oscillazioni dei mercati valutari.
Che tasso di cambio applica la tua carta di credito
Per conoscere il tasso di cambio applicato dalla carta di credito all’estero devi consultare il sito ufficiale della tua banca o del circuito di riferimento della tua carta.
Visa, Mastercard, American Express e altri circuiti, aggiornano quotidianamente i tassi in vigore e mettono a disposizione degli utenti strumenti online utili per restare sempre aggiornati.
Visa e Mastercard, ad esempio, offrono un calcolatore online dei tassi di cambio in cui inserire valuta, importo e data del pagamento, per ricevere informazioni sulla conversione. American Express invece, come altri emittenti, fornisce indicazioni nei fogli informativi delle carte di credito.
In caso di dubbi o se le informazioni sul tasso di cambio e sulle commissioni applicate risultano poco chiare, è sempre consigliabile contattare l’assistenza clienti della banca o dell’istituto emittente della carta.
In questo modo si possono ottenere dettagli precisi sulle condizioni applicate, chiarire eventuali costi nascosti e fare scelte più consapevoli quando si effettuano pagamenti o prelievi in valuta estera.
Come evitare gli addebiti aggiuntivi sulla carta di credito dovuti al cambio di valuta
Se vuoi evitare addebiti indesiderati e troppo onerosi mentre fai acquisti all’estero, devi confrontare diversi prodotti e richiedere una carta di credito che non applichi commissioni sul cambio di valuta. Inoltre, oggi esistono conti correnti con cambio di valuta gratuito, come il conto corrente online Revolut, che consente di effettuare operazioni all’estero senza maggiorazioni sul tasso di cambio, fino a un certo limite mensile.
È importante, inoltre, tenersi aggiornati sui tassi di cambio e sulle commissioni applicate dalla propria banca, consultando i fogli informativi, i termini contrattuali o gli strumenti online dei circuiti di pagamento.
Altrettanto essenziale è evitare la conversione dinamica (DCC): quando all’estero viene proposto di pagare in euro anziché nella valuta locale. agare nella moneta estera garantisce l’applicazione del tasso di cambio del circuito della carta, generalmente più conveniente, mentre la DCC comporta spesso tassi sfavorevoli e costi aggiuntivi nascosti.

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.
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