Caro carburante: l'allarme dei gestori sui costi occulti delle commissioni POS


I pagamenti con carte fisiche o virtuali, eseguiti via POS, migliorano la sicurezza e la tracciabilità delle transazioni. Al contempo, però, gravano sul bilancio dei benzinai a causa delle commissioni applicate.
Secondo FAIB, Federazione Italiana Benzinai, gli oneri bancari erodono fino al 50% del margine operativo, fermo a pochi centesimi al litro. Quanto incide questo sul caro carburante? Come bilanciare l’utilità dei digital payments e le spese sostenute dai gestori?
Facile.it, leader in Italia per il confronto di carte di credito e carte prepagate, fa il punto della situazione e riporta l’opinione dei rappresentanti di settore
Sommario
Caro carburante e tensioni globali: il peso dell'instabilità sui prezzi
In questo momento storico l’attenzione degli italiani è incentrata sull’inflazione, sui rincari di beni e servizi e, in particolare, sul caro carburante. Da settimane a questa parte, il costo del pieno è tornato sotto i riflettori a causa di un mercato energetico sempre più imprevedibile e oneroso.
Nonostante una lieve discesa delle quotazioni del greggio nelle ultime ore, il quadro internazionale mostra segni di volatilità. Le tensioni in Medio Oriente, e l'incertezza costante nell'area del Golfo Persico, tengono i mercati in allerta, pronti a reagire a ogni minimo avviso di escalation bellica.
Per gli automobilisti italiani, significa vivere in un contesto di incertezza, dove il costo dei carburanti rischia di subire ulteriori impennate improvvise. Dietro queste dinamiche, però, si nasconde una realtà complessa che erode anche i guadagni dei benzinai.
Gran parte del prezzo praticato dalle stazioni di servizio è composto da accise e imposte, gravato ulteriormente dalle commissioni sui pagamenti con carta. Secondo FAIB, la Federazione Italiana Benzinai i gestori degli impianti hanno margini di manovra molto ridotti, spesso quantificabili in 3-4 centesimi al litro a fronte di costi di gestione fissi sempre più pesanti.
Il nodo commissioni: quando il digitale "mangia" il profitto del gestore
Da un lato gli automobilisti, che pagano cara l’inflazione ma possono risparmiare con le carte carburante oppure usando carte di credito che prevedono sconti carburante.
Dall’altro i benzinai, con margini di guadagno ridotti al minimo a causa di tasse, imposte e commissioni bancarie sui pagamenti con carta.
Il vero nodo infatti non sono i pagamenti digitali in sé ma, sostiene la FAIB, il costo sproporzionato degli oneri bancari. Basti pensare che su un rifornimento medio di 70 euro, le commissioni applicate - che oscillano tra lo 0,8% e l'1,6% - arrivano a incidere per circa 70 centesimi.
Considerando che il margine lordo del gestore su quella stessa vendita supera di poco i 2 euro, le spese di transazione finiscono per assorbire fino al 50% del profitto operativo, in alcuni casi anche oltre.
Si crea così un paradosso insostenibile: il gestore, impossibilitato a determinare liberamente il prezzo del carburante o a traslare il costo della commissione sul cliente finale, si ritrova a subire una compressione economica che minaccia la sopravvivenza dei piccoli impianti e delle stazioni di servizio a presidio territoriale.
Pagamenti digitali: un passo avanti necessario per la sicurezza degli impianti
Oggi i pagamenti elettronici coprono oltre il 70% delle transazioni presso le stazioni di servizio. Rappresentano uno strumento comodo per gli automobilisti e un'evoluzione positiva, in termini di sicurezza, per la categoria dei benzinai.
Come evidenziato da Paolo Benvenuti, presidente FAIB, l’abbandono graduale del contante ha segnato una svolta importante per la tutela personale: gestire ingenti somme di denaro in orari prolungati e in aree spesso isolate esponeva infatti i lavoratori a rischi concreti di rapine e aggressioni violente.
La digitalizzazione è:
- da un lato, un fondamentale strumento di modernità;
- dall'altro, un fattore che garantisce maggiore tracciabilità e trasparenza nelle operazioni quotidiane.
I gestori riconoscono pienamente il valore di questo cambiamento, che ha reso il luogo di lavoro un ambiente molto più protetto per i titolari e per i dipendenti.
Tuttavia, proprio a fronte di questi investimenti in sicurezza e tecnologia, i gestori chiedono ora che tale innovazione sia accompagnata da una reale sostenibilità economica.
- La diffusione dei pagamenti digitali, che supera il 70% delle transazioni, ha aumentato la sicurezza dei gestori, ma il costo delle commissioni è diventato insostenibile.
- Le commissioni sulle transazioni, variabili tra lo 0,8% e l'1,6%, arrivano ad assorbire fino al 50% del margine su ogni rifornimento, che resta fermo a soli 3-4 centesimi al litro.
- I benzinai, impossibilitati a trasferire questi costi sul prezzo finale - gravato per oltre il 60% da tasse e accise - rischiano la chiusura.
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