Cambiamento climatico e assicurazioni: come potrebbero cambiare le polizze vita e salute


Il cambiamento climatico potrebbe modificare anche il modo in cui vengono valutati i rischi nelle assicurazioni vita e salute. A evidenziarlo è il rapporto Eiopa, che esamina come i cambiamenti climatici potrebbero influenzare le compagnie di assicurazione e di fondi pensione aziendali. Il caldo estremo è identificato come il principale rischio di responsabilità legato al clima per questi settori. Gli impatti finanziari attuali restano limitati grazie a fattori compensativi, all'ampia copertura sanitaria del settore pubblico e alla diversificazione del portafoglio, ma si prevede che i rischi aumenteranno nei prossimi decenni.
- Oggi Eiopa considera ancora limitato l'impatto finanziario del cambiamento climatico sulle assicurazioni vita e salute, ma ritiene che il rischio possa aumentare nei prossimi decenni.
- Assicurazioni sanitarie, coperture per perdita di reddito e alcune polizze vita sono tra i prodotti potenzialmente più esposti all'aumento di mortalità e malattie provocato dal clima.
- In futuro le compagnie potrebbero intervenire su premi, prestazioni o disponibilità delle coperture, con possibili conseguenze sull'accessibilità delle assicurazioni; prevenzione e adattamento possono però contribuire a contenere il rischio.
Sommario
Il cambiamento climatico diventa un rischio anche per le assicurazioni
Malattie e ricoveri potrebbero aumentare i sinistri sanitari
Il clima potrebbe entrare sempre di più nel calcolo dei rischi
Assicurazioni sanitarie: quanto pesa la spesa privata in Europa?
Prevenzione e assicurazioni potrebbero diventare sempre più collegate
Il cambiamento climatico diventa un rischio anche per le assicurazioni
C’è una forte connessione tra il cambiamento climatico e la salute. Dopo aver approfondito gli effetti del cambiamento climatico sulla salute e sulla mortalità, vediamo ora quali potrebbero essere le conseguenze per le compagnie, come vengono valutati i rischi climatici e cosa potrebbe cambiare per chi ha sottoscritto un'assicurazione vita o salute.
Infatti, gli effetti del clima sulle nostre vite non si limitano ai danni a case, automobili e infrastrutture provocati da eventi catastrofici come alluvioni, incendi o tempeste.
Anche le temperature sempre più elevate possono incidere anche sulla mortalità, sulla diffusione delle malattie e sull'aspettativa di vita. Tutti elementi fondamentali per le compagnie che offrono assicurazioni vita e salute.
Secondo The Guardian, noto quotidiano britannico, le ondate di calore che si sono verificate in Europa hanno provocato nel Continente oltre 35 mila vittime, una mortalità maggiore di “quanto ci si sarebbe normalmente aspettato”. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il bilancio peggiore si è verificato in Germania con 14 mila decessi dovuti al caldo, tra inizio aprile e inizio agosto. Ma il bilancio è provvisorio perché mancano ancora i dati completi di agosto ed è destinato ad aumentare.
Nel suo rapporto, l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali analizza proprio questo rischio emergente. Le conseguenze potrebbero riguardare sia le compagnie sia, nel lungo periodo, i consumatori.
Per ora l'impatto sulle assicurazioni è ancora limitato
Eiopa invita però a non confondere un rischio futuro con una situazione già presente sul mercato. Attualmente l'impatto del cambiamento climatico sulle assicurazioni vita e salute e sui fondi pensione non viene considerato materialmente significativo. Anche i dati sui sinistri non mostrano ancora aumenti rilevanti della mortalità o delle malattie direttamente riconducibili al cambiamento climatico e al riguardo esistono diverse spiegazioni.
Gli assicurati tendono, per esempio, ad appartenere a fasce di popolazione mediamente più giovani e con maggiori disponibilità economiche rispetto alla popolazione generale e possono avere un migliore accesso a strumenti di adattamento, come sistemi di raffrescamento.
È inoltre difficile stabilire con precisione quanti decessi o malattie siano direttamente attribuibili alle alte temperature. Per Eiopa, quindi, i dati storici non sono sufficienti per valutare ciò che potrebbe accadere in futuro.
Quali assicurazioni potrebbero essere più esposte
L'impatto del cambiamento climatico non sarebbe uguale per tutte le assicurazioni. Tra i rami potenzialmente più interessati Eiopa individua, nel settore danni, le assicurazioni per spese mediche, le coperture per la perdita di reddito e quelle relative agli infortuni e alle malattie professionali dei lavoratori.
Nel comparto vita sono invece considerate esposte alcune assicurazioni salute gestite secondo tecniche vita e altre assicurazioni vita senza partecipazione agli utili e la ragione è legata alla natura delle coperture.
Malattie e ricoveri potrebbero aumentare i sinistri sanitari
Eiopa prevede che il rischio di malattie legate al clima possa aumentare in modo significativo. Oltre agli effetti diretti delle alte temperature, il rapporto richiama l'attenzione sulle malattie trasmesse da vettori, la cui diffusione può essere favorita dal cambiamento delle temperature e dell'umidità.
Le ondate di calore possono aumentare malattie e ricoveri, soprattutto tra persone anziane e soggetti con patologie cardiovascolari, respiratorie, renali o altre malattie croniche. Un aumento della morbilità può quindi tradursi in un maggiore ricorso alle prestazioni sanitarie e, per le coperture interessate, in un aumento dei sinistri.
Ecco perché allora tra i rami potenzialmente più interessati, Eiopa individua, nel settore danni, le assicurazioni per le spese mediche, le coperture per la perdita di reddito e quelle relative agli infortuni e alle malattie professionali. Per le assicurazioni sanitarie questo potrebbe significare una crescita della frequenza e del costo dei sinistri, anche se Eiopa sottolinea che le conseguenze dipenderanno fortemente dalle caratteristiche delle singole polizze e dei portafogli assicurativi.
Il documento richiama anche un dato relativo all'inquinamento atmosferico: nel 2023, nell'Unione europea, l'esposizione al particolato fine PM2.5 è stata associata a oltre 180.000 morti premature, anche se viene precisato che l'inquinamento deriva da numerose fonti e che questa cifra non può essere attribuita esclusivamente agli incendi.
Un altro aspetto riguarda le attività professionali svolte all'aperto. Agricoltura, edilizia e altri lavori che comportano un'esposizione prolungata al caldo possono presentare maggiori rischi di stress termico, disidratazione e incidenti. Per le assicurazioni che coprono infortuni, malattie professionali e perdita di reddito, l'evoluzione di questi fenomeni potrebbe quindi richiedere una valutazione più approfondita dei rischi.
Le assicurazioni potrebbero diventare più costose?
È una delle conseguenze possibili individuate nel rapporto, ma non si tratta di un aumento dei premi già osservato o previsto con certezza. Se i rischi climatici dovessero determinare in futuro un aumento strutturale dei sinistri attesi, le compagnie potrebbero adattare le proprie politiche di sottoscrizione.
L’Autorità indica tra le possibili risposte l'aumento dei premi, la riduzione delle prestazioni oppure una limitazione delle coperture. Il rapporto segnala quindi un possibile problema di accessibilità economica: adeguando i premi a una maggiore frequenza dei sinistri, alcune coperture potrebbero diventare meno accessibili.
Potrebbe così aumentare il cosiddetto protection gap, cioè la distanza tra i rischi ai quali sono esposte le persone e quelli effettivamente coperti da un'assicurazione.
Il clima potrebbe entrare sempre di più nel calcolo dei rischi
Per determinare premi, riserve e capitale necessario, le compagnie utilizzano dati storici e modelli che stimano l'evoluzione futura dei rischi.
Secondo Eiopa, il cambiamento climatico rende sempre meno sufficiente basarsi esclusivamente sull'esperienza passata e così le compagnie potrebbero dover integrare nei propri modelli dati diversi, relativi a scenari climatici, andamento demografico e vulnerabilità delle popolazioni assicurate. Tra gli elementi da considerare ci sono anche età degli assicurati, distribuzione geografica, condizioni di salute, capacità di adattamento alle temperature e caratteristiche specifiche dei prodotti.
Non tutte le polizze reagiscono allo stesso modo
Un aumento della mortalità non produce necessariamente lo stesso effetto su tutti i prodotti assicurativi. Nelle coperture che prevedono il pagamento di un capitale in caso di morte, un incremento della mortalità può anticipare o aumentare le prestazioni pagate dalla compagnia.
Per i prodotti legati alla longevità, invece, una riduzione dell'aspettativa di vita può produrre l'effetto opposto, riducendo la durata di alcune prestazioni. Per questo Eiopa sottolinea che mortalità, morbilità e longevità possono avere conseguenze differenti e in parte compensarsi all'interno dei portafogli delle compagnie.
Anche durata della polizza, garanzie previste, possibilità di modificare il prezzo e caratteristiche delle coperture possono cambiare sensibilmente l'esposizione al rischio climatico.
Le compagnie stanno già valutando il rischio climatico?
L'attenzione sta aumentando, ma il livello di approfondimento non è ancora uniforme. Un'indagine riportata da Eiopa ha raccolto le risposte di 139 compagnie vita europee. L'analisi dettagliata ha riguardato 90 assicuratori che avevano valutato i rischi fisici, da soli oppure insieme a quelli di transizione, nell'ambito della propria valutazione interna dei rischi e della solvibilità, conosciuta come Orsa.
Tra questi 90 operatori, 71 avevano inserito uno scenario climatico di breve periodo e 67 uno scenario di lungo periodo. Le compagnie che avevano utilizzato entrambe le tipologie di scenario erano 57. Quanto ai metodi di valutazione, 38 assicuratori utilizzavano soltanto analisi qualitative, 8 esclusivamente quantitative e 44 combinavano entrambi gli approcci.
Nonostante questo, 68 compagnie su 90, pari a circa il 76%, consideravano ancora non materiali i rischi fisici climatici, mentre soltanto pochi operatori facevano esplicito riferimento ai rischi per le assicurazioni vita e salute. Per Eiopa rimangono quindi importanti lacune nei dati e nei modelli necessari per misurare con precisione l'impatto delle temperature sulla mortalità, sulle malattie e sui sinistri assicurativi.
Assicurazioni sanitarie: quanto pesa la spesa privata in Europa?
Per comprendere le possibili conseguenze sulle assicurazioni salute è importante considerare anche il funzionamento dei sistemi sanitari europei. Secondo i dati Ocse e della Commissione europea riportati nel documento Eiopa, i sistemi sanitari finanziati con risorse pubbliche sostengono mediamente circa l'80% della spesa sanitaria complessiva nell'Unione europea.
Le assicurazioni sanitarie private volontarie hanno invece un ruolo prevalentemente integrativo o complementare: in media finanziano circa il 3% della spesa sanitaria europea, con picchi leggermente superiori al 10% in Irlanda e in Slovenia.
Le famiglie sostengono direttamente, attraverso pagamenti di tasca propria, circa il 15% della spesa sanitaria nell'UE. In alcuni Paesi, tra cui Grecia, Bulgaria, Lettonia e Lituania, questa percentuale nel 2022 superava il 30%. Sono dati riferiti alla struttura del finanziamento sanitario, non alle conseguenze già misurate del cambiamento climatico, ma possono spiegare perché l'impatto dei rischi climatici sulle assicurazioni sanitarie private possa variare notevolmente da un Paese all'altro. Infatti, dove il sistema pubblico sostiene la maggior parte dei costi, l'esposizione diretta delle compagnie alle spese mediche potrebbe essere più contenuta.
Nel lungo periodo, tuttavia, l'aumento delle malattie croniche, delle disabilità e della necessità di assistenza potrebbe incidere anche sulle prestazioni assicurative.
Prevenzione e assicurazioni potrebbero diventare sempre più collegate
La risposta del settore assicurativo non deve necessariamente limitarsi all'aumento dei prezzi. Secondo l’Eiopa, prevenzione e adattamento possono contribuire a ridurre gli effetti del cambiamento climatico sulla salute e, di conseguenza, sui rischi assicurati.
Quali possono essere le soluzioni allora? Sistemi di allerta precoce, maggiore coinvolgimento degli assicurati, strumenti digitali per la salute e collaborazione tra settore pubblico e privato sono alcune delle possibilità da valutare per ridurre i rischi.
Cosa significa per chi ha un'assicurazione vita o salute
Il rapporto Eiopa non indica cambiamenti immediati delle polizze già sottoscritte né prevede aumenti generalizzati dei premi, ma descrive invece un rischio che potrebbe diventare più rilevante nel medio-lungo periodo. Questo significa per i consumatori che il cambiamento climatico potrebbe progressivamente entrare anche nella valutazione dei rischi legati a salute e aspettativa di vita, così come già avviene per i danni provocati dagli eventi naturali.
L'evoluzione dipenderà però dall'effettivo aumento dei sinistri, dalla capacità delle persone e dei sistemi sanitari di adattarsi e dalle caratteristiche delle singole coperture.
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