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DL PNNR: i nuovi obblighi di trasparenza per le offerte Internet Fibra e Adsl

Pubblicato il 28-05-2026 | Aggiornato il 28-05-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
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Il nuovo decreto collegato al PNRR, approvato dal Governo italiano a inizio 2026, introduce nuovi obblighi di trasparenza per gli operatori di telecomunicazioni sui contratti Internet Fibra Ottica e Adsl

I provider, ad esempio, dovranno informare i clienti sulle migliori tecnologie disponibili al proprio indirizzo, indicando prestazioni e caratteristiche delle diverse reti di accesso. 

Quali novità prevede la normativa? Come cambieranno il rapporto tra compagnie telefoniche e utenti finali? Risponde Facile.it, leader nel confronto di soluzioni Internet per la casa.

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  • Il nuovo decreto collegato al PNRR rafforza gli obblighi di trasparenza per le offerte Internet casa e business.
  • Gli operatori dovranno indicare ai clienti quali tecnologie sono disponibili al proprio indirizzo e le relative prestazioni di rete.
  • La Broadband Map di Agcom diventa uno strumento centrale per verificare copertura, velocità e reale disponibilità della Fibra.
In si tesi

Sommario

Un nuovo decreto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: cambiano gli obblighi nel mercato delle telecomunicazioni

In Italia arrivano importanti novità nel settore delle telecomunicazioni, che interessano tanto i privati e le famiglie, quanto le aziende che si apprestano ad attivare offerte Internet business.

L’adozione di un decreto legge, collegato al PNRR e approvato dal Consiglio dei Ministri a inizio 2026, introduce specifiche regole per implementare i già esistenti obblighi di trasparenza nei contratti relativi ai servizi di fornitura Internet. 

Lo scopo del nuovo decreto, il 19/2926 - la cui emanazione si è resa necessaria per integrare la normativa - è quello di assicurare che i consumatori ricevano informazioni più chiare e complete, sulle tecnologie Internet disponibili presso il proprio indirizzo.

Le principali novità sono contenute nell’articolo 13 del provvedimento, dedicato alle comunicazioni elettroniche.

L’articolo riguarda, nel dettaglio, i servizi di accesso alla rete fissa, ovvero le connessioni Internet domestiche fornite tramite reti:

  • Fibra
  • FTTC (Fiber to the Cabinet, o Fibra fino all’armadio stradale)
  • FWA (Fixed Wireless Access o Fibra misto radio)
  • Adsl

In virtù della norma, gli operatori dovranno indicare ai consumatori quali tecnologie sono disponibili al loro civico, specificando anche le prestazioni ottenibili in termini di velocità e qualità della connessione (velocità di download e upload; ping e latenza ma anche banda minima garantita

Il provvedimento nasce anche per rispondere ad alcune criticità emerse negli ultimi anni nel mercato delle connessioni Internet. 

Nello specifico, in alcune zone sono state proposte offerte FTTC o miste rame-fibra anche quando, almeno sulla carta, sarebbe stata disponibile la fibra FTTH, più veloce e performante.

Il decreto, però, non obbliga i provider a fornire in automatico la tecnologia migliore disponibile. Introduce bensì un dovere di trasparenza: i provider devono informare in modo chiaro il cliente sulle diverse opzioni attivabili al suo indirizzo, così da permettere una scelta più consapevole.

Informare il cliente. Le regole su chiarezza e trasparenza nei contratti di servizi Internet

Con il DL PNRR approvato di recente, le questioni che gravitano attorno alla chiarezza e alla trasparenza dei contratti Internet casa assumono un peso maggiore.

Oggi, pertanto, gli operatori di telecomunicazioni sono tenuti a fornire informazioni precise e verificabili sulle tecnologie di rete disponibili, questo naturalmente prima della sottoscrizione del contratto. 

L’obbligo di chiarezza informativa e trasparenza non cambia in base al canale di vendita utilizzato: vale sia per i contratti conclusi nei negozi fisici che online o tramite call center.

Ma come si concretizzano tali obblighi? Semplice.

Gli operatori dovranno comunicare all’utente quali reti risultano disponibili presso il suo indirizzo e quali prestazioni possono offrire, indicando velocità espresse in Mbps o Gbps. 

Le informazioni, inoltre, dovranno basarsi sulla banca dati ufficiale di mappatura geografica prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche.

Spiegato in termini semplici, il decreto non obbliga gli operatori a vendere necessariamente la tecnologia più avanzata disponibile, ma vieta di omettere l’esistenza di soluzioni più performanti qualora risultino presenti nella mappatura ufficiale. 

A seguito dell’entrata in vigore del decreto, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) vigilerà sull’applicazione delle nuove disposizioni e potrà applicare eventuali sanzioni.

Tecnologie di accesso disponibili: Fibra e Adsl

È importante evidenziare che i nuovi obblighi informativi riguardano tutte le principali tecnologie di accesso alla rete Internet, dalle connessioni FTTH fino alle soluzioni FTTC, FWA e alle tradizionali ADSL.

Quando il provider comunica la migliore tecnologia disponibile, conoscere la differenza tra i diversi tipi di infrastrutture è fondamentale, poiché le prestazioni in termini di velocità e performance globali della connessione cambiano sensibilmente.

Ad esempio, le reti FTTH (Fiber to the Home), che portano la Fibra Ottica fin dentro le abitazioni, rappresentano oggi la soluzione più avanzata e rientrano pienamente nella categoria europea delle VHCN: le reti ad altissima capacità. Basti pensare che le offerte FTTH possono raggiungere velocità di 1 Gbps, 2,5 Gbps e in alcuni casi anche 10 Gbps.

Diverse sono le connessioni FTTC, che utilizzano ancora il rame nell’ultimo tratto dell’infrastruttura, risultando più limitate in termini di stabilità e velocità (quest’ultima è generalmente compresa tra 100 e 200 Mbps).

Una rete FWA può offrire buone prestazioni, ma essendo basata su collegamenti radio può essere meno stabile a causa della distanza, in ragione di interferenze e condizioni ambientali critiche.

Proprio per questo motivo, il decreto intende rendere più chiara la distinzione tra le diverse tecnologie utilizzabili, così da consentire agli utenti di confrontare meglio le offerte Internet per la casa e di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Copertura Internet teorica e reale: l’efficacia della Broadband Map

Al fine di verificare la copertura Internet, quindi la disponibilità delle diverse tecnologie di rete, il decreto fa riferimento alla Broadband Map di Agcom, la piattaforma ufficiale che permette di controllare la copertura Internet al proprio indirizzo.

Infatti, inserendo il proprio civico nel servizio online, è possibile visualizzare le reti disponibili, come FTTH o FTTC, e conoscere meglio le prestazioni raggiungibili.

Tuttavia esiste una differenza importante tra copertura teorica e disponibilità reale del servizio. 

La mappatura indica infatti la presenza dell’infrastruttura in prossimità dell’edificio, ma non garantisce che la Fibra sia già effettivamente collegata all’appartamento o al condominio. In molti casi manca ancora il cosiddetto “ultimo miglio”, cioè il collegamento finale necessario per attivare la connessione FTTH.

Questo aspetto dipende anche dal modello di sviluppo della rete italiana, dove operatori wholesale come FiberCop e Open Fiber gestiscono l’infrastruttura, mentre i provider retail si occupano dell’attivazione commerciale e dell’allaccio finale. Di conseguenza, un indirizzo può risultare coperto dalla fibra secondo i dati ufficiali, ma non essere ancora concretamente attivabile.

Nonostante questi limiti, la Broadband Map resta oggi uno strumento molto utile per garantire maggiore trasparenza nel mercato delle telecomunicazioni, come per aiutare i consumatori a verificare le reali opzioni disponibili per la connessione Internet di casa.

Autore
eleonora d angelo

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.

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