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"Fibra veloce fino a...", ma non sempre è così. Ecco come capirlo prima di abbonarsi

5 apr 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

adsl expert speaks come capire la velocita della fibra

Come si sceglie un’offerta per la fibra ottica? Un’indagine dell’associazione di consumatori Adiconsum, ha rivelato che non basta affidarsi al messaggio pubblicitario, mettendo a confronto prezzi e velocità promessa. Il perché è semplice e lo spiega Mauro Vergari, responsabile Ufficio studi, innovazioni e sostenibilità di Adiconsum: "Le offerte delle aziende non sono sempre chiare e trasparenti", dice, "ma dichiarano la velocità massima che può essere raggiunta, senza indicare quasi mai il minimo garantito, che è il dato che invece interessa il consumatore".

Fibra ottica: confronta le OFFERTE

Prima di abbonarsi, infatti, al cliente non viene comunicato il dato reale, e cioè l'effettiva velocità a cui viaggerà la sua connessione con quel determinato operatore. E, in questa situazione, gli è impossibile fare un confronto tra le diverse offerte.

L’indagine: troppe offerte "fino a…"

L’indagine di Adiconsum ha evidenziato che la stragrande maggioranza delle proposte pubblicizzate riportano la frase "fino a…", riferita alla fibra Ftth. In altre parole mettono in evidenza il dato più alto, vale a dire la velocità massima raggiunta nella migliore delle condizioni possibili, e cioè nei casi in cui la fibra arriva fino all’appartamento. Come sappiamo, però, l’infrastruttura non in tutti i comuni e in tutti quartieri ha una distribuzione così capillare. Spesso si ferma alla cabina che si trova in strada, nell’isolato (e in questo caso viene definita Fttc, "Fiber to the cabinet").

Il rischio per chi si affida a occhi chiusi

Il rischio, di conseguenza, è che non informandosi preventivamente il consumatore firmi un contratto e si ritrovi poi con una linea che viaggia a ritmi ben più lenti di quelli promessi. Tanto più che quasi mai gli operatori comunicano la velocità minima garantita nella pubblicità. È per questa ragione che Adiconsum ha fatto una segnalazione all’Autorità per le comunicazioni. L’associazione chiede maggiore trasparenza e chiarezza, la fine di messaggi pubblicitari che potrebbero essere fuorvianti, l’eliminazione di espressioni come "velocità fino a…" dalle proposte commerciali, e l’indicazione della velocità minima garantita, unico parametro riconosciuto da Misurainternet e che permette ai consumatori di presentare un reclamo per inadempienza contrattuale.

I passi da fare

Nel frattempo come può comportarsi il consumatore per evitare sorprese? La prima cosa da fare, va da sé, è capire quali performance potrà garantire la sua linea una volta firmato il contratto, con la consapevolezza che solo se l’infrastruttura arriva fino all’appartamento, quel "fino a…" sarà assicurato. Per capirlo si può fare una ricerca sui siti di Open fiber e di Fibercoop, le aziende che gestiscono le operazioni di cablatura nel nostro Paese, e in entrambi i portali digitare il proprio indirizzo (nelle home page ci sono finestre ad hoc per la ricerca, il risultato arriva nel giro di pochi secondi). Grazie a questa operazione è possibile sapere se la fibra raggiunge l’isolato o arriva sin dentro all’edificio.

Il ruolo dell'operatore

Non è finita, però, perché se si vuole conoscere con esattezza la velocità effettiva che la connessione toccherà al proprio domicilio è possibile chiedere all’operatore che ci sta proponendo l’offerta di darci questo dato prima della firma del contratto. Alcuni gestori telefonici offrono il servizio già sul proprio sito, in altri casi basta chiamare il servizio clienti. ma in quel caso sarebbe preferibile che lo mettessero per iscritto.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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