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Cambiare piano tariffario con lo stesso operatore: come fare?

21 mar 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

adsl expert speaks cambiare piano tariffario con stesso operatore

Non c’è niente di più comodo che restare legati allo stesso operatore, senza dover fare altro che pagare le fatture mensili. Ma la fedeltà in tempi di libero mercato non paga. Chi si accontenta di mantenere un vecchio abbonamento prima o poi scopre che il suo piano tariffario ha un costo ben più alto delle medie di mercato. Negli ultimi anni, infatti, il settore della telefonia ha registrato un allineamento al ribasso delle tariffe medie, fenomeno che ha riguardato sia il settore delle linee fisse quanto quello delle mobili.

Internet casa: confronta le tariffe

Lo studio Mediobanca: pacchetti al ribasso

Non è solo nella percezione del consumatore: a certificare quello che è ormai un dato di fatto ci sono i numeri di un recente studio di Mediobanca, che ha esaminato i conti economici degli operatori del settore, mostrando come i bilanci delle aziende di telecomunicazioni siano stati gravati, tra le altre cose, proprio dall’appiattimento dei ricavi favorito dall’ampia diffusione delle offerte a pacchetto.

Il fenomeno si è fatto ancora più evidente negli ultimi anni, e nonostante nel 2020 il settore abbia vissuto un’esplosione senza precedenti del traffico dati, i principali operatori di telefonia fissa hanno abbassato progressivamente i rispettivi piani tariffari, complice anche l’irruzione di nuovi operatori.

Così, se a dicembre 2019 il pacchetto base della fibra arrivava a 36 euro al mese, ad agosto 2021 la quasi totalità degli operatori si attestava sui 25 euro.

Un passaggio non sempre gratuito

Come possiamo approfittarne noi consumatori? L’operazione più vantaggiosa, in termini di spreco di energie, è quella di restare con il proprio operatore, e chiedere a lui una tariffa più conveniente.

Non è detto però che questa sia sempre la soluzione più economica. Il passaggio potrebbe infatti comportare dei costi per la disattivazione dell’offerta attuale o per l’attivazione di quella nuova, a cui si potrebbero aggiungere rate da pagare, nel caso in cui il vecchio piano includesse dispositivi e apparecchiature in comodato.

"Purtroppo nessuna norma stabilisce che il consumatore ha diritto di cambiare tariffa gratuitamente: se il cambio avviene all'interno della stessa azienda, il costo è intorno ai 20 euro", conferma Mauro Vergari, direttore Ufficio studi, ricerche e innovazioni di Adiconsum. "Su questo aspetto le aziende hanno libertà di scelta, e tutto dipende dalle politiche commerciali interne. Fino a poco tempo fa, l'unica possibilità per cambiare a zero spese era quella di "uscire", cioè chiedere il trasferimento a un’altra compagnia, e poi aspettare la telefonata del servizio clienti del vecchio gestore, che in questo casi ritelefonava all'utente facendogli la sua controproposta, generalmente ancora più appetibile. Va detto che ora non è più sempre così. Negli ultimi tempi le società di telefonia hanno messo in atto strategie che tendono il più possibile a trattenere i clienti, e alcune offrono il passaggio gratuitamente, altre riservano questa possibilità ad alcuni piani tariffari".

Come scegliere: i passi da fare

La prima cosa da fare, dunque, è armarsi di pazienza e contattare il servizio clienti del proprio gestore, per verificare cosa prevede il proprio contratto in caso di cambio tariffario.

È importante, a questo proposito, informarsi sui costi di disattivazione della vecchia linea (che si pagano anche in caso di passaggio a un altro operatore), e su quelli di attivazione, che invece in caso di migrazione a un’altra compagnia vengono coperti dalla nuova società, in forma di benvenuto nei confronti del nuovo cliente.

Una volta appurato questo, se restare con il proprio fornitore conviene, il passaggio può essere fatto direttamente tramite servizio clienti, o dalla App del proprio gestore.

Il passaggio a costo zero: quando apprifittarne?

C'è solo un'eventualità in cui è possibile saltare tutti i passaggi e modificare il piano tariffario a costo zero, e questa si verifica quando la propria compagnia opera una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali.

Quando accade, la legge prescrive alle compagnie di avvertire il cliente entro un determinato margine di tempo, e di lasciargli il diritto di passare a un'altra tariffa o a un altro operatore senza alcun onere. Ed è questo il momento giusto per guardarsi attorno e scegliere il piano che fa per noi.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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