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Cinture di sicurezza posteriori: sono obbligatorie?

Cinture di sicurezza posteriori: sono obbligatorie?
Le 3 cose da sapere:
  • La legge prescrive l'obbligo di usare le cinture di sicurezza su ogni macchina.
  • Lo scopo è quello di ridurre il numero delle vittime in caso di incidenti stradali.
  • Chi viene trovato senza cinture sarà soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa.

In linea generale le cinture di sicurezza, che oramai sono presenti obbligatoriamente su tutte le autovetture, servono a proteggere l'incolumità del conducente e dei passeggeri. Usare le cinture anteriori è diventata oramai una prassi, ma le persone che siedono sul lato posteriore molto spesso omettono o dimenticano di allacciare le cinture. Così facendo non si fa altro che violare una prescrizione normativa, ovvero l'articolo 172 del Codice della Strada.

Questa disposizione, più in particolare, prevede che conducente e passeggeri, sono obbligati a utilizzare le cinture di sicurezza, senza alcuna eccezione durante le fasi di marcia. Pertanto, il vincolo normativo si rivolge non solo a chi guida, ma anche a chi resta seduto dietro. Per quando riguarda invece i bambini con statura inferiore a 150 centimetri bisogna utilizzare gli appositi sistemi ologati di ritenuta.

Obbligo cinture sicurezza

La legge prescrive l'obbligo di usare le cinture di sicurezza su ogni macchina, a prescindere dal modello e dalla cilindrata, oltre che su quei veicoli adibiti al trasporto delle merci. Le cinture di sicurezza sono anche previste per su autobus e pullman scolastici di nuova immatricolazione, taxi e quadricicli leggeri, ad esempio le minicar provviste di carrozzeria chiusa. Sono tenuti all'indosso delle cinture i passeggeri dei mezzi a noleggio con conducente.

La automobili, specialmente quelle di nuova produzione, vengono oramai omologate con cinture di sicurezza su ciascun sedile, proprio per confermare l'obbligo vigente dal 2006, presente anche nel resto dell'Europa, che punta a prevenire, nonché a limitare, gli incidenti stradali. Nonostante le pene piuttosto severe per coloro che vengono trovati sprovvisti di cinture, molte persone continuano a non indossare quelle posteriori, spesso fingendo di non essere al corrente delle disposizione.

Chi non è obbligato a indossarle?

La stragrande maggioranza dei conducenti e passeggeri rischia di pagare sanzioni elevate se viene meno all'obbligo di indossare le cinture di sicurezza. Sono tuttavia previste delle eccezioni per determinate categorie, ovvero per gli istruttori di scuola guida, le forze armate, gli addetti ai servizi sanitari, di emergenza e del trasporto rifiuti. Non hanno l'obbligo di indossare la cintura di sicurezza anche coloro che svolgono servizi di vigilanza e scorta, oltre che i passeggeri delle autovetture d'epoca, purché immatricolate prima del 15 giugno 1976. Questi mezzi, infatti, non vantano gli attacchi per predisporre le cinture di sicurezza.

Sono inoltre previste tutta una serie di deroghe per soggetti che soffrono di patologie specifiche e per le donne in stato di gravidanza. In quest'ultimo caso sussistono rischi per la donna e il feto, per questo bisogna viaggiare con il certificato medico che attesta la pericolosità della cintura di sicurezza.

Al di fuori dei casi di esenzione, le cinture di sicurezza sono sempre da usare, non solo per evitare di incorrere in una violazione di legge, ma anche per preservare la propria incolumità quando si viaggia su strada.

Perché sono obbligatorie e perché indossarle?

L'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza è stato introdotto sul nostro territorio nazionale con il Decreto Legislativo n. 150 del 2016 in tema di sistemi di sicurezza stradali. L'intento del legislatore è stato quello di ridurre il numero degli incidenti. Gli studi a riguardo hanno messo in luce che i numerosi sinistri avrebbero registrato meno vittime qualora i passeggeri, anche quelli seduti sul lato posteriore, avessero indossato le cinture di sicurezza.

Grazie ai crash test si è potuto verificare quello che succede di fatto quando non vengono indossate le cinture di sicurezza obbligatorie. Più in particolare, passeggero e conducente, al momento dell'impatto, rischiano di venire sbalzati fuori dal mezzo a causa dell'eccessiva pressione. Il passeggero sul retro, privo di cintura, potrebbe anche provocare seri danni alla persona seduta davanti.

Dall'inizio del 2019 tutte le autovetture integrano un allarme sonoro anche per chi non allaccia le cinture dietro. Omettere l'indosso non può quindi essere considerato un semplice errore di valutazione o una distrazione, ma rappresenta un'infrazione sanzionata dal Codice della Strada che viene pesantemente sanzionata. La disposizione è unanime nel resto dell'Europa e finalizzata a contrastare il fenomeno delle vittime della strada.

Sanzioni per mancato uso cinture

Chi viene trovato senza cinture, salvo le eccezioni descritte, sarà soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa che parte da 81 euro e che può arrivare fino a 326,00 euro. A tutto ciò si aggiunge la sottrazione dei punti della patente. Quando senza cintura è un minore, della violazione risponde il conducente del mezzo o altri adulti che hanno la tutela del bambino e si trovano all'interno dell'autovettura durante la contestazione.

In caso di violazione reiterata nell'arco di un biennio sarà prevista la sanzione amministrativa accessoria che consiste nella sospensione della patente per un minimo di 15 giorni e fino a 2 mesi. Sono inoltre previste specifiche conseguenze per coloro che commercializzano dispositivi di sicurezza privi di regolare omologazione. In questo caso la multa ammonta da 849,00 euro a 3.396,00 euro, con relativi sequestro e confisca del dispositivo.

Bisogna ricordare che non basta indossare le cinture, ma è necessario allacciarle in maniera corretta, perché altrimenti si rischia la sanzione da 40,00 euro a 163,00 euro. Stesso vale anche in caso di volontaria alterazione del dispositivo, tale da compromettere il buon funzionamento.

Bambini e cinture di sicurezza posteriori

Merita una considerazione a parte il tema della sicurezza a bordo dei bambini, quindi dei sistemi idonei a salvaguardare la loro incolumità durante i viaggi su strada. Quando il minore ha una statura non superiore a 150 centimetri sarà necessario utilizzare dei dispositivi di ritenuta, adatti alla corporatura e provvisti di ganci omologati. In caso di bambini con altezza superiore a 150 centimetri è invece previsto l'uso di un idoneo rialzo da posizionare sul sedile, al quale poi allacciare in maniera stabile la cintura di sicurezza già presente nell'autovettura.

Il conducente sarà anche chiamato a verificare che il bambino indossi la cintura per tutta la durata del viaggio, perché diversamente risponderà di eventuali danni fisici. Nel caso in cui il mezzo fosse privo di seggiolini omologati il bambino con età inferiore a 3 anni non potrà salire a bordo. La legge prevede inoltre che il sistema di ritenuta non potrà essere posizionato in direzione contraria rispetto al senso di marcia, salvo disattivare temporaneamente l'airbag, ove presente.

Condizioni differenti sono previste per quei bambini che viaggiano a bordo di mezzi presi a noleggio oppure sui taxi. In questo caso i soggetti minori possono allacciare le cinture di sicurezza ma dovranno restare seduti dietro in compagnia di una persona con almeno 16 anni. Basta rispettare queste semplici regole stradali per poter viaggiare nel pieno rispetto della legge, senza rischiare di mettere in pericolo la vita dei minori e pesanti sanzioni.

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