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Il piano UE per attivare i risparmi fermi sui conti correnti

Pubblicato il 01-04-2025 | Aggiornato il 12-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
uomo usa la calcolatrice insieme al pc e fogli di lavoro

Negli ultimi anni, una grande parte dei risparmi degli europei è rimasta ferma sui conti correnti, accumulando pochi o addirittura nessun interesse.

Una cifra ‘monstre’ che ha attirato l’attenzione delle autorità europee, che ora stanno progettando un piano per incentivare l’utilizzo di questi risparmi, con l’obiettivo di stimolare l'economia e aiutare a migliorare il benessere finanziario dei cittadini.

Ma perché così tanti soldi restano inattivi sui conti correnti? E cosa vuole fare l’Unione Europea per risolvere questo problema? Vediamo il contesto di questa situazione, il piano dell’Ue per smuovere i risparmi fermi e come le nuove politiche potrebbero influire sui risparmiatori e sull’economia in generale.

Conti Correnti: trova il più vantaggioso
Conti Correnti: trova il più vantaggioso

Perché i risparmi sono fermi sui conti correnti?

I dati mostrano che una parte significativa dei risparmi degli europei rimane parcheggiata sui conti correnti, senza generare alcun rendimento. Bruxelles parla di risparmi europei per ben 10mila miliardi di euro oggi fermi in depositi bancari, “con rendimenti generalmente bassi” se non addirittura nulli. In pratica il 70% dei risparmi privati resta fermo, mentre solamente il restante 30% risulta effettivamente investito.

Questo fenomeno può essere attribuito a diversi fattori:

  • Tassi di interesse bassi: negli ultimi anni, i tassi di interesse bancari sono stati storicamente bassi, con molti conti correnti che offrono rendimenti quasi nulli. Con l’inflazione in aumento e i tassi di interesse di base delle banche centrali ridotti, i risparmiatori non hanno visto alcun incentivo a spostare i propri fondi in strumenti più redditizi come i fondi comuni, le azioni o i depositi a lungo termine.
  • Paura della volatilità del mercato: molti risparmiatori, specialmente quelli più conservatori, preferiscono lasciare i loro soldi sui conti correnti per evitare il rischio legato ai mercati finanziari. La paura di perdere denaro in investimenti rischiosi li porta a preferire la sicurezza di un conto bancario, anche se i ritorni sono praticamente nulli.
  • Mancanza di educazione finanziaria: non tutti i cittadini europei sono pienamente consapevoli delle opzioni di investimento alternative disponibili. In molti casi, la mancanza di conoscenza su come far fruttare i propri risparmi porta a una scelta più semplice: lasciare i soldi sul conto corrente.

Il Piano dell’Unione Europea in 19 azioni

La proposta europea, presentata lo scorso 19 marzo a Bruxelles, per la Savings and Investments Union (Siu) si articola in quattro grandi aree di intervento: cittadini e risparmi; investimenti e finanziamenti; integrazione e dimensione; supervisione efficiente e armonizzata.

Uno dei principali obiettivi dell’Ue è agevolare la partecipazione dei piccoli risparmiatori al mercato dei capitali. Lo strumento principale individuato dalla Commissione europea è il “conto di risparmio e investimento”, già sperimentato con successo in alcuni Paesi, grazie a piattaforme digitali semplici da usare, regole fiscali semplificate e rendimenti preferenziali, oltre alla possibilità di cambiare gestore con costi nulli o quasi.

Nello specifico, il primo provvedimento legislativo previsto nell’elenco di 19 azioni (di cui 14 di carattere normativo) pensate per realizzare, da qui alla fine del 2026, quella che è stata definita una “Unione dei risparmi e degli investimenti”, riguarderà le cartolarizzazioni. Entro giugno, infatti, Bruxelles presenterà proposte di revisione della due diligence, della trasparenza e dei requisiti prudenziali per banche e assicuratori con “un’ulteriore semplificazione” delle regole e probabilmente coinvolgendo anche la Banca Europea per gli Investimenti (Bei).

L’Ue, poi, sta lavorando a diverse misure per rimuovere le varie “barriere” transfrontaliere (anche fiscali) che ostacolano la libera circolazione dei capitali all’interno della Ue e raggiungere, così, l’obiettivo dell’Unione bancaria. I capitali europei devono potersi muovere liberamente, per permettere investimenti in tutti i Paesi senza limiti di nazionalità sulla provenienza dei capitali o sulle società che riceveranno i fondi.

Non solo, si lavora anche ad un modo per rendere più accessibili gli investimenti a lungo periodo. La proposta prevede una serie di incentivi fiscali per coloro che decidono di investire i propri risparmi in strumenti finanziari come fondi pensione, obbligazioni societarie o fondi comuni di investimento. Questi incentivi potrebbero includere deduzioni fiscali o sgravi sui guadagni derivanti da investimenti a lungo termine.

L'idea è quella di incoraggiare i risparmiatori a pensare oltre il breve termine, a favorire una crescita sostenibile e ad aumentare la capacità dell’Ue di attrarre capitale per finanziare competitività, innovazione, investimenti verdi, digitali e nel settore della difesa.

Ancora, un altro passo fondamentale del piano dell’Ue è, come accennato, la creazione di piattaforme digitali sicure e facili da usare che permettano ai risparmiatori di investire con pochi clic. Queste piattaforme potrebbero essere integrate con la possibilità di accedere a una gamma di strumenti finanziari diversificati e includere strumenti di educazione finanziaria, aiutando i cittadini a comprendere meglio le opportunità di investimento e i rischi associati.

Un'altra parte del piano dell’Ue mira anche a canalizzare i risparmi verso le start-up e le piccole e medie imprese (Pmi), che potrebbero beneficiare di capitali freschi per crescere e innovare. L’Ue ha proposto l’adozione di politiche che incentivino gli investimenti nelle Pmi attraverso sgravi fiscali e agevolazioni per gli investitori.

Infine, un altro ostacolo alla gestione dei risparmi è la mancanza di trasparenza nei prodotti finanziari. L’Ue sta, per questo, cercando di promuovere una maggiore trasparenza nelle offerte bancarie e nei prodotti d’investimento, affinché i risparmiatori possano capire facilmente i costi e i benefici dei diversi strumenti disponibili.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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