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Conto corrente remunerato, cos’è e come funziona

26 gen 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giusy Iorlano

uomo controlla movimenti conto corrente

Negli ultimi anni il conto corrente è tornato al centro dell’attenzione dei risparmiatori italiani. Dopo un lungo periodo in cui i tassi di interesse prossimi allo zero avevano di fatto azzerato qualsiasi forma di remunerazione della liquidità, il cambio di scenario monetario ha riaperto una domanda che sembrava archiviata: è possibile far fruttare i soldi parcheggiati sul conto senza rinunciare alla libertà di utilizzo? In questo contesto si inserisce il conto corrente remunerato, uno strumento che unisce le caratteristiche operative del conto tradizionale a una forma di rendimento sul saldo disponibile.

Conti Correnti: trova il più vantaggioso
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Sommario

Per comprendere appieno cosa sia un conto corrente remunerato è utile partire dalla sua definizione. Si tratta di un conto bancario che, oltre a consentire le normali operazioni di pagamento, incasso e gestione del denaro, riconosce un interesse sulle somme depositate. A differenza dei conti correnti classici, che per anni non hanno offerto alcun rendimento o lo hanno limitato a percentuali simboliche, il conto remunerato prevede un tasso di interesse esplicito, spesso legato alle condizioni di mercato e alla politica monetaria della Banca centrale europea.

Come funziona la remunerazione delle somme depositate

Il funzionamento di base non si discosta da quello di un normale conto corrente. Il cliente può accreditare lo stipendio o la pensione, effettuare bonifici, utilizzare carte di debito o di credito, domiciliare le utenze e prelevare contante. La differenza sostanziale sta nel fatto che la banca riconosce periodicamente un interesse calcolato sul saldo del conto, secondo modalità che variano da istituto a istituto. In alcuni casi il tasso è applicato sull’intera giacenza, in altri solo entro una determinata soglia o su specifiche somme vincolate.

Uno degli aspetti centrali del conto corrente remunerato riguarda proprio il meccanismo di calcolo degli interessi. Generalmente il tasso è espresso in termini annui e gli interessi maturano giorno per giorno sulla base del saldo disponibile. La liquidazione può avvenire su base trimestrale, semestrale o annuale e l’importo riconosciuto viene accreditato direttamente sul conto, andando ad aumentare la giacenza. È importante sottolineare che gli interessi sono soggetti a tassazione, come avviene per tutte le rendite finanziarie, e al momento dell’accredito la banca applica automaticamente l’imposta prevista dalla normativa vigente.

Tra conto corrente tradizionale e conto deposito

Nel panorama bancario italiano il conto corrente remunerato si colloca a metà strada tra il conto tradizionale e il conto deposito. Quest’ultimo, infatti, offre in genere rendimenti più elevati, ma a fronte di vincoli temporali e di una minore flessibilità nell’utilizzo delle somme. Il conto remunerato, invece, punta sulla liquidità immediata, permettendo al cliente di disporre del denaro in qualsiasi momento senza penali, pur riconoscendo un interesse che, seppur inferiore a quello dei depositi vincolati, risulta comunque significativo rispetto allo zero del passato.

Dal punto di vista delle banche, la diffusione dei conti correnti remunerati risponde a diverse esigenze. In un contesto di maggiore competizione e di crescente attenzione da parte dei clienti ai costi e ai rendimenti, offrire una remunerazione sulla liquidità rappresenta uno strumento di fidelizzazione e di acquisizione di nuova clientela. Inoltre, in una fase di tassi più elevati, la raccolta di liquidità attraverso i conti correnti torna ad avere un valore strategico per gli istituti, che possono impiegarla in modo profittevole.

Per i risparmiatori, invece, il conto corrente remunerato risponde a un’esigenza concreta: evitare che il denaro fermo sul conto perda valore a causa dell’inflazione. Pur non potendo essere considerato uno strumento di investimento in senso stretto, il conto remunerato consente di attenuare l’erosione del potere d’acquisto, soprattutto per quelle somme destinate alle spese correnti o a una riserva di emergenza. In questo senso, rappresenta una soluzione intermedia tra la liquidità pura e gli strumenti finanziari più strutturati.

Tassi, condizioni e offerte: cosa cambia da banca a banca

Un altro elemento da considerare è la trasparenza delle condizioni. Le offerte di conti correnti remunerati possono differire sensibilmente tra loro, sia per quanto riguarda il tasso riconosciuto sia per le modalità di applicazione. Alcune banche prevedono un tasso promozionale valido per un periodo limitato, altre legano la remunerazione a determinate condizioni, come l’accredito dello stipendio o un saldo minimo. In altri casi ancora il tasso è variabile e segue l’andamento dei tassi di riferimento di mercato, con la possibilità di aumentare o diminuire nel tempo.

La scelta di un conto corrente remunerato richiede quindi un’analisi attenta non solo del rendimento promesso, ma anche dei costi complessivi. Canone mensile, spese di gestione, costi per le operazioni e per le carte possono incidere in modo significativo sul beneficio finale. Un tasso di interesse apparentemente interessante potrebbe essere in parte o del tutto compensato da costi elevati, rendendo l’offerta meno conveniente di quanto sembri a prima vista. Per questo motivo è fondamentale valutare il conto nel suo complesso, considerando il proprio profilo di utilizzo.

Le tutele per i depositi e il profilo di sicurezza

Dal punto di vista normativo, il conto corrente remunerato gode delle stesse tutele previste per gli altri conti bancari. Le somme depositate sono protette dal Fondo interbancario di tutela dei depositi entro i limiti stabiliti dalla legge, offrendo una garanzia importante per i risparmiatori. Questo aspetto contribuisce a rendere il conto remunerato uno strumento percepito come sicuro, soprattutto se confrontato con forme di investimento più esposte alla volatilità dei mercati finanziari.

Negli ultimi tempi, il ritorno dei tassi positivi ha favorito una crescente attenzione verso questo tipo di prodotto, anche da parte di una clientela tradizionalmente poco interessata agli strumenti finanziari. Famiglie, piccoli risparmiatori e lavoratori autonomi vedono nel conto corrente remunerato una risposta semplice e immediata alla necessità di valorizzare la liquidità senza assumere rischi aggiuntivi o impegnarsi in scelte complesse.

Va però chiarito che il conto corrente remunerato non sostituisce una corretta pianificazione finanziaria. La liquidità, per sua natura, svolge una funzione specifica all’interno del patrimonio di una famiglia o di un’impresa, e mantenerne una quota adeguata è essenziale per far fronte agli imprevisti. Tuttavia, affidare tutte le proprie risorse a un conto, per quanto remunerato, significa rinunciare a opportunità di rendimento potenzialmente superiori offerte da altri strumenti, compatibilmente con il proprio profilo di rischio.

In prospettiva, il futuro dei conti correnti remunerati dipenderà in larga misura dall’evoluzione del contesto macroeconomico e delle politiche monetarie. Se i tassi dovessero mantenersi su livelli relativamente elevati, è probabile che le banche continuino a competere anche sul fronte della remunerazione della liquidità, ampliando e diversificando le offerte. In caso contrario, il rischio è di assistere a un nuovo ridimensionamento dei rendimenti, come già avvenuto in passato.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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