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Conti deposito, ecco cosa cambia dopo il nuovo rialzo dei tassi della Bce

Pubblicato il 30-09-2026 | Aggiornato il 30-09-2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
Persona cerca offerte con interessi buoni a pc

I conti deposito tornano a offrire rendimenti più interessanti per i risparmiatori. Il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla Banca centrale europea il 10 settembre scorso ha, infatti, modificato nuovamente lo scenario per chi vuole mettere a rendimento la propria liquidità, senza lasciarla ferma sul conto corrente.

Il Consiglio direttivo della Bce ha aumentato di 25 punti base i principali tassi di riferimento. Il tasso sui depositi è passato dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una decisione, questa, in realtà attesa e arrivata dopo il precedente rialzo di giugno e la pausa di luglio, mentre non vengono esclusi ulteriori interventi entro la fine dell'anno.

A spingere Francoforte verso una nuova stretta è stato soprattutto il ritorno delle pressioni inflazionistiche. Ad agosto l'inflazione ha raggiunto il 3,3%, ai massimi dal settembre 2023, anche a causa dell'aumento dei prezzi di gas e petrolio legato alla guerra in Medio Oriente.

Conti Deposito: trova il più vantaggioso
Conti Deposito: trova il più vantaggioso
  • I rialzi dei tassi BCE spingono i rendimenti dei conti deposito, con offerte che arrivano fino al 3,90% lordo per i vincoli a 5 anni.
  • L'Italia si posiziona al quarto posto in Europa per rendimento medio sui depositi a lungo termine (2,84%), superando nettamente la media europea.
  • A differenza dei conti correnti, che offrono rendimenti quasi nulli, i conti deposito rappresentano lo strumento ideale per remunerare la liquidità.
In sintesi

Sommario

Tassi Bce in aumento: cosa cambia per i risparmiatori

Le decisioni della Bce hanno effetti che, con tempi e modalità differenti, arrivano anche a famiglie e imprese. Il costo del denaro influenza, infatti, il mercato del credito, ma anche le condizioni con cui le banche raccolgono liquidità.

Per i risparmiatori, uno degli effetti più interessanti riguarda proprio i conti deposito. Questi prodotti permettono di ottenere una remunerazione sulla liquidità depositata presso la banca e rappresentano quindi uno strumento diverso dal conto corrente, normalmente utilizzato per gestire pagamenti e spese quotidiane.

I conti deposito possono essere liberi o svincolabili, quando il cliente può ritirare il denaro secondo le condizioni previste dal contratto, oppure vincolati, quando le somme vengono lasciate in deposito per un periodo prestabilito in cambio, generalmente, di un rendimento maggiore.

Conti deposito, i rendimenti salgono dopo il rialzo della Bce

Il rialzo dei tassi può spingere le banche a rendere più remunerativi i propri prodotti di raccolta. Non si tratta però di un meccanismo automatico: ogni istituto decide autonomamente come modificare le condizioni offerte alla clientela, tenendo conto delle proprie esigenze di liquidità e della situazione del mercato.

Secondo una recente analisi di Facile.it_,_ dopo l'aumento dei tassi molti istituti, soprattutto quelli digitali, hanno rivisto al rialzo le condizioni dei conti deposito per attirare nuova liquidità.

Il risultato è una crescita dei rendimenti medi. Per i conti deposito vincolati a 12 mesi l'incremento è stato di circa 30 punti base, mentre per quelli con vincolo a cinque anni l'aumento è arrivato a circa 50 punti base.

Conto deposito vincolato o libero: cosa cambia

La scelta tra un conto deposito vincolato e uno libero dipende soprattutto dalla necessità di avere accesso al proprio denaro.

  • Il conto vincolato può offrire un rendimento superiore, ma richiede di lasciare le somme depositate per un periodo stabilito. In alcuni casi è possibile svincolare anticipatamente il capitale, ma secondo modalità e condizioni definite dalla banca.
  • Un conto libero o svincolabile offre invece maggiore flessibilità. Il rendimento può essere più contenuto, ma il risparmiatore mantiene una maggiore disponibilità delle proprie somme.

Anche la durata è un elemento importante. Le offerte a breve termine possono essere interessanti per chi vuole mantenere maggiore flessibilità, mentre un vincolo più lungo permette di fissare il rendimento per un periodo maggiore, aspetto che può assumere particolare rilevanza se in futuro i tassi dovessero tornare a scendere.

Italia quarta in Europa per rendimento dei conti deposito

Il rialzo dei rendimenti non riguarda soltanto l'Italia. Il fenomeno era già emerso dopo la decisione della Bce di giugno e ha interessato diversi Paesi europei.

Secondo i dati analizzati da Facile.it sulla base delle informazioni ufficiali Eurostat aggiornate a luglio 2026, considerando i conti deposito con vincolo superiore a due anni, i rendimenti medi più elevati si registrano soprattutto nei Paesi baltici.

  • La Lituania raggiunge un indice medio annuo lordo del 3,34%, seguita dall'Estonia con il 3,08% e dalla Lettonia con il 2,99%.
  • Al quarto posto si trova l'Italia, con un rendimento medio lordo del 2,84%. Seguono Paesi Bassi e Slovacchia, entrambi al 2,75%.
  • La media europea si ferma invece al 2,57%, mentre tra i principali Paesi europei la Francia registra un rendimento medio del 2,73% e la Germania del 2,70%. Più indietro l'Irlanda, al 2,05%.
  • In fondo alla classifica si trovano Spagna e Croazia, rispettivamente con l'1,62% e lo 0,96%.

Conti correnti, rendimenti molto più bassi

Il confronto con i conti correnti evidenzia una differenza significativa.

A luglio 2026 il rendimento lordo medio dei conti correnti in Europa era appena dello 0,28% annuo. L'Italia si fermava allo 0,19%, mentre il Lussemburgo registrava il dato più elevato, pari allo 0,60%. In alcuni Paesi, come Grecia, Croazia e Portogallo, i tassi erano invece vicini allo zero.

Il conto corrente nasce infatti principalmente per gestire la liquidità e le spese quotidiane, non per ottenere un rendimento sui risparmi. Tuttavia esistono anche conti correnti remunerati, soprattutto tra le banche online, con offerte che in alcuni casi possono arrivare fino al 4% lordo annuo.

Cosa può succedere ai conti deposito nei prossimi mesi

Il nuovo rialzo dei tassi Bce potrebbe quindi tradursi in ulteriori opportunità per chi cerca un rendimento sulla liquidità. L'effetto, però, non è necessariamente immediato e non riguarda allo stesso modo tutti gli istituti.

In particolare, bisogna distinguere tra nuove offerte e conti deposito già sottoscritti. Un eventuale aumento dei tassi viene generalmente applicato alle nuove condizioni commerciali, mentre chi ha già aperto un deposito vincolato mantiene la remunerazione prevista dal contratto fino alla scadenza del vincolo, salvo condizioni specifiche.

Inoltre, l'incertezza sull'inflazione e sull'evoluzione dei tassi rende difficile stabilire quale sarà il livello dei rendimenti nei prossimi mesi. Le proiezioni della Bce indicano per il 2026 un'inflazione al 3%, con una crescita economica attesa dello 0,9%. Per il 2027 l'inflazione è prevista al 2,5%, mentre nel 2028 dovrebbe avvicinarsi al 2,1%.

Si tratta comunque di stime soggette a variazioni, soprattutto in relazione all'evoluzione dello shock energetico e dello scenario geopolitico.

Come scegliere un conto deposito

Prima di scegliere un conto deposito è quindi importante non guardare soltanto al tasso pubblicizzato.

I principali elementi da confrontare sono rendimento, durata del vincolo e possibilità di svincolare le somme. Un rendimento più elevato può infatti comportare una minore disponibilità del capitale, mentre una soluzione libera può offrire maggiore flessibilità a fronte di un tasso più basso.

Per chi vuole massimizzare la remunerazione della liquidità, sul mercato si possono trovare offerte che arrivano fino al 4% lordo annuo. Prima di sottoscrivere un prodotto è però opportuno verificare tutte le condizioni contrattuali, la durata del vincolo, le modalità di svincolo e il rendimento effettivamente riconosciuto.

Il nuovo rialzo dei tassi Bce sta dunque riaccendendo l'interesse sui conti deposito. Per i risparmiatori, il momento può rappresentare un'occasione per confrontare le offerte disponibili e valutare come remunerare la liquidità, tenendo conto non solo del rendimento promesso, ma anche della flessibilità e dell'orizzonte temporale dell'investimento.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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