Previsioni sui tassi BCE nel 2026: cosa cambia per conti deposito e mutui


La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse a settembre 2026 di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%. La decisione è arrivata in un contesto caratterizzato da nuove pressioni inflazionistiche legate soprattutto all'aumento dei prezzi dell'energia e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Per i risparmiatori italiani, l'andamento dei tassi BCE nel 2026 può avere conseguenze sia sulla remunerazione della liquidità sia sul costo dei finanziamenti. I tassi di mercato influenzano infatti, con modalità e tempi differenti, conti deposito, mutui a tasso variabile e altri prodotti bancari.
La BCE, nelle proiezioni di settembre, prevede un'inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. Per il PIL dell'Eurozona le stime indicano invece una crescita dello 0,9% nel 2026, dell'1,4% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028. Ma come si traduce, tutto questo, nella nostra vita quotidiana? Scopriamolo insieme.
- Tassi BCE al 2,50%: il rialzo di settembre cambia lo scenario per mutui, prestiti e risparmi.
- Conti deposito sotto i riflettori: alcune banche offrono ancora rendimenti lordi interessanti, ma condizioni e durata fanno la differenza.
- Cosa succederà nei prossimi mesi? Le nuove mosse BCE restano incerte: ecco cosa dicono inflazione, Euribor e previsioni per il 2026.
Sommario
Decisioni BCE di settembre 2026: i nuovi tassi di interesse
Il 10 settembre 2026 il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di aumentare di 25 punti base tutti e tre i principali tassi di riferimento. Le nuove condizioni sono entrate in vigore il 16 settembre 2026.
| Tasso BCE | Prima del rialzo | Dal 16 settembre 2026 |
|---|---|---|
| Tasso sui depositi | 2,25% | 2,50% |
| Operazioni di rifinanziamento principali | 2,40% | 2,65% |
| Operazioni di rifinanziamento marginale | 2,65% | 2,90% |
Il rialzo è stato motivato dalla necessità di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% nel medio periodo. La BCE ha evidenziato in particolare le nuove pressioni sui prezzi legate allo shock energetico e al conflitto in Medio Oriente.
Perché la BCE ha alzato i tassi?
L'aumento dei prezzi dell'energia rappresenta uno dei principali fattori alla base delle nuove pressioni inflazionistiche nell'Eurozona.
Nelle proiezioni di settembre 2026, la BCE prevede un'inflazione complessiva media del 3,0% nel 2026, superiore all'obiettivo del 2%. L'inflazione dovrebbe poi scendere al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.
La banca centrale continua quindi a valutare le proprie decisioni sulla base dei dati economici e finanziari disponibili, senza vincolarsi a un percorso prestabilito per i prossimi mesi.
Previsioni tassi BCE 2026 e 2027
Le previsioni sui tassi BCE nel 2026 sono particolarmente incerte a causa dell'evoluzione dei prezzi dell'energia e delle tensioni geopolitiche.
Le proiezioni ufficiali della BCE non rappresentano una previsione automatica dei prossimi tassi di interesse: le decisioni future saranno determinate dall'evoluzione dell'inflazione, dell'economia e dei rischi per la stabilità dei prezzi.
Le ultime proiezioni macroeconomiche disponibili sono le seguenti.
| Indicatore | 2026 | 2027 | 2028 |
|---|---|---|---|
| Inflazione | 3,0% | 2,5% | 2,1% |
| Crescita del PIL | 0,9% | 1,4% | 1,5% |
Le stime sulla crescita sono state riviste al rialzo rispetto alle proiezioni di giugno, mentre quelle sull'inflazione sono state confermate per il 2026 e riviste al rialzo per il 2027 e il 2028.
Ci saranno altri rialzi dei tassi BCE nel 2026?
Ad oggi, non è possibile considerare certo un ulteriore rialzo dei tassi BCE entro la fine dell'anno. Le aspettative del mercato sono cambiate rapidamente dopo l'aumento dei prezzi energetici. Alcune analisi hanno ipotizzato un ulteriore rialzo a dicembre, mentre altri commenti hanno evidenziato la possibilità che la BCE proceda con maggiore cautela.
Per questo motivo è più corretto parlare di scenari sui tassi BCE piuttosto che di un percorso già definito per il 2027.
Andamento dei tassi di interesse: effetti sui mutui
Le variazioni dei tassi BCE possono avere conseguenze anche sul mercato dei mutui, soprattutto per i finanziamenti a tasso variabile indicizzati a parametri come l'Euribor.
L'effetto, tuttavia, potrebbe non essere immediato e non esiste una corrispondenza automatica tra variazione del tasso BCE e variazione della rata: molto dipende dall'indice utilizzato dal contratto, dallo spread applicato dalla banca e dalla frequenza di revisione del tasso.
Euribor a 12 mesi sopra il 3,30%
A settembre 2026, l'Euribor a 12 mesi ha superato il 3,30%. Il 23 settembre il valore pubblicato era pari al 3,331%, dopo il 3,374% del 16 settembre.
| Data | Euribor 12 mesi |
|---|---|
| 1 settembre 2026 | 3,029% |
| 10 settembre 2026 | 3,138% |
| 16 settembre 2026 | 3,374% |
| 23 settembre 2026 | 3,331% |
L'aumento dell'Euribor può determinare una rata più elevata per chi ha un mutuo a tasso variabile, ma l'impatto effettivo deve essere calcolato sulla base delle condizioni specifiche del finanziamento.
Mutuo variabile: valutare la surroga
Chi ha un mutuo a tasso variabile e vuole ridurre l'esposizione alle variazioni future dei tassi può valutare diverse alternative, tra cui la surroga del mutuo.
La surroga consente di trasferire il finanziamento presso un'altra banca modificando, secondo le condizioni offerte dal nuovo istituto, elementi come il tasso e la durata.
Prima di procedere, è importante confrontare:
- tasso fisso proposto dalla nuova banca;
- durata residua del mutuo;
- capitale ancora da rimborsare;
- importo della nuova rata;
- costo complessivo degli interessi;
- eventuali condizioni accessorie.
Conti deposito 2026: perché può convenire bloccare oggi il rendimento
L'attuale scenario dei tassi di interesse rende particolarmente interessanti i conti deposito vincolati. Dopo il rialzo dei tassi BCE di settembre, alcune banche continuano infatti a proporre rendimenti lordi superiori al 3%, permettendo ai risparmiatori di bloccare oggi un rendimento noto per tutta la durata del vincolo.
Per chi dispone di liquidità che non prevede di utilizzare nel breve periodo, bloccare oggi un conto deposito può essere conveniente soprattutto in uno scenario in cui i tassi di mercato dovessero successivamente diminuire. Il vantaggio è quello di fissare le condizioni del deposito al momento della sottoscrizione, senza esporsi alle eventuali riduzioni dei rendimenti sulle nuove offerte.
Naturalmente, il vincolo comporta una minore disponibilità del capitale e le condizioni di svincolo variano da banca a banca. Per questo è importante confrontare non soltanto il tasso, ma anche durata, possibilità di ritiro anticipato, tassazione e tutela dei depositi.
Le 5 offerte di conto deposito da valutare oggi
Le offerte di conto deposito disponibili mostrano rendimenti lordi fino al 3,65% tra le proposte selezionate. Ecco alcune delle soluzioni più interessanti.
| Banca | Conto deposito | Vincolo | Tasso lordo |
|---|---|---|---|
| illimity | Conto Deposito Non Svincolabile | 24 mesi | 3,65% |
| Banca Progetto | Conto Key Non Svincolabile | 24 mesi | 3,50% |
| Solution Bank | Conto Yes | 24 mesi | 3,40% |
| Banca CF+ | Conto Deposito Vincolato Non Svincolabile | 24 mesi | 3,40% |
| Achmea Bank | Deposito vincolato | 24 mesi | 3,35% |
Inoltre, puoi approfittare anche di Facile.it Deposit per far rendere i tuoi risparmi con i conti deposito delle banche europee. Trovi qui le nuove offerte disponibili a settembre.
Perché bloccare oggi un conto deposito?
Il vantaggio principale di un deposito vincolato è la possibilità di fissare il rendimento per una determinata durata. In questo momento può essere una soluzione interessante per chi teme che, dopo l'attuale fase di rialzo, i rendimenti delle nuove offerte possano diminuire nei prossimi mesi.
La scelta è particolarmente adatta a chi ha una somma che non serve nel breve periodo e vuole ottenere un rendimento predeterminato, accettando di rinunciare alla disponibilità immediata del capitale.
Prima di sottoscrivere un'offerta è comunque importante verificare:
- tasso lordo e rendimento netto;
- durata del vincolo;
- possibilità e condizioni dello svincolo anticipato;
- eventuali importi minimi o massimi;
- imposta di bollo;
- copertura del sistema di garanzia dei depositi applicabile.
In altre parole, con i rendimenti attualmente disponibili, bloccare oggi un conto deposito può permettere di mettere al sicuro un tasso interessante prima di eventuali future riduzioni dei rendimenti. La convenienza dipende però dalla durata per la quale si è disposti a lasciare il capitale vincolato e dalle condizioni specifiche dell'offerta.
Tassazione dei conti deposito: quanto resta netto?
Gli interessi maturati su un conto deposito sono soggetti alla tassazione del 26%. Per esempio, ipotizzando un capitale di 10.000 euro remunerato al 4% lordo per un anno:
- interessi lordi: 400 euro;
- ritenuta fiscale del 26%: 104 euro;
- interessi dopo la ritenuta: 296 euro.
Il rendimento effettivo deve essere valutato considerando anche l'eventuale imposta di bollo, le condizioni contrattuali e il periodo effettivo di giacenza o vincolo.
Conti deposito e garanzia dei depositi
Un altro elemento da verificare prima di scegliere un conto deposito è il sistema di garanzia applicabile alla banca.
Per le banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, la copertura arriva fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca. La garanzia riguarda anche i conti deposito, compresi quelli vincolati.
Questo limite va considerato quando si decide come distribuire somme di importo elevato tra più istituti.
Previsioni tassi BCE 2026: cosa significa per risparmiatori e mutuatari
Il rialzo di settembre ha portato il tasso sui depositi BCE al 2,50%, mentre le nuove proiezioni indicano un'inflazione ancora superiore al target nel 2026 e nel 2027.
Per i consumatori, gli effetti possono essere diversi:
- chi ha un mutuo a tasso variabile può risentire dell'aumento dei parametri di mercato;
- chi deve richiedere un nuovo finanziamento dovrebbe confrontare attentamente le condizioni offerte;
- chi dispone di liquidità può valutare conti deposito e altre forme di risparmio remunerato;
- chi sceglie un deposito vincolato dovrebbe considerare anche la durata e la disponibilità del capitale.
Non esiste invece una certezza sull'evoluzione dei tassi BCE nei prossimi trimestri. Le future decisioni dipenderanno soprattutto dall'andamento dell'inflazione, dei prezzi energetici e dell'economia dell'Eurozona.
Le offerte e le tariffe sono aggiornate alla data di pubblicazione di questa news. Scorri per vedere le offerte e le tariffe in tempo reale.
Conti Deposito a Confronto

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Apertura con SPID

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- Banca Progetto
- Prodotto
- Conto Key Svincolabile
- Tasso lordo
- %[duration.rate]%
- Imposta di bollo
- 0,20% annuo sul totale
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- Italia
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Interessi accreditati trimestralmente
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