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IMU: quando è dovuta, scadenze e pagamenti in ritardo

28 giu 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

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L’IMU, ovvero l'imposta municipale propria, è dovuta per il possesso di fabbricati e viene pagata tramite F24 in due rate annuali. La scadenza per il pagamento della prima rata è stata lo scorso 17 giugno

Tuttavia, quest'imposta non è sempre dovuta. In alcuni casi infatti, non si deve effettuare alcun versamento. Come capire quando va pagata e cosa accade in caso di ritardo nei pagamenti

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Cos’è l'IMU

Prima di tutto va chiarito di cosa si tratta. Il tributo è stato istituito dal governo Monti nella manovra Salva-Italia del 2011, si paga a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari ed è operativo dal gennaio 2012. 

Fino al 2013 è stata valida anche sull’abitazione principale. Nel frattempo la normativa ha subito varie modifiche, l'ultima delle quali, con la Legge di Bilancio 2020, ha cancellato la TASI (imposta sui servizi indivisibili comunali, come illuminazione, interventi di manutenzione, eccetera), accorpandola di fatto all'IMU. Dunque, IMU e Tasi sono attualmente accorpate. Infine, nel 2023 è stata introdotta una nuova applicazione, diventata obbligatoria da quest'anno.

Casi in cui non è dovuta

L'IMU dunque è dovuta sugli immobili, ma esistono diverse eccezioni per le quali non è previsto alcun pagamento. Nello specifico:

  • abitazione principale: se si possiede un solo immobile, vi si risiede anagraficamente e si ha lì la dimora abituale
  • terreni agricoli: sono esenti i terreni agricoli, se non edificabili
  • fabbricati rurali strumentali: gli immobili rurali destinati ad attività agricole non sono soggetti all'IMU

Casi in cui è dovuta

Contrariamente, l'imposta dev'essere versata in tutti questi casi:

  • seconde case: sulle seconde case, ovunque siano situate, è sempre dovuta
  • aree fabbricabili: i terreni edificabili sono soggetti all'IMU
  • fabbricati diversi dall'abitazione principale: l'IMU si applica a tutti gli immobili non considerati abitazione principale, come ad esempio case di vacanza, immobili in ristrutturazione (anche se non abitabili)
  • aree comuni condominiali: l’imposta è dovuta sulle aree comuni dei condomini, come ad esempio il giardino o lo spazio giochi, in base ai millesimi
  • eredità: se si eredita un immobile, l'IMU è dovuta da tutti gli eredi in base alla loro quota di proprietà. L'erede che vi risiede anagraficamente e ha la dimora abituale è esentato

Come verificare se si deve pagare

Per verificare l'imposta deve essere versata, è possibile procedere consultando il proprio estratto conto IMU sul sito dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o Carta Nazionale dei Servizi. In alternativa, si può contattare direttamente il proprio Comune per avere informazioni sulla propria situazione.

Scadenze per il pagamento

L'IMU ha due scadenze principali per il pagamento, una per l'acconto e una per il saldo, fissate nelle seguenti date:

  • prima rata (acconto): il 16 giugno (se cade di domenica come accaduto quest'anno, il giorno successivo)
  • seconda rata (saldo): il 16 dicembre (anche in questo caso se cade di domenica, vale il giorno successivo)

Ritardo nei pagamenti

Cosa succede a chi paga in ritardo? Non versare l’imposta entro le date previste determina sanzioni per omesso versamento o per pagamento in ritardo. In questi casi è necessario versare quanto dovuto, approfittando del ravvedimento operoso per diminuire le sanzioni e gli interessi (conviene effettuare il versamento entro 90 giorni dalla scadenza per versare gli interessi più bassi). 

In alternativa, si può attendere la richiesta di versamento da parte del Comune. Anche in questo caso ci sono sanzioni e interessi, ma talvolta è consentito il pagamento a rate.

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