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Da Luglio è vietato l'uso del denaro contante sopra i 2000 euro

8 lug 2020 | 3 min di lettura | Pubblicato da Marco Brando

conti news da luglio vietato l uso del denaro contante sopra i 2000 euro

Ammesso, e non concesso, che ci siano in giro frotte di cittadini con le tasche piene di euro in contanti, dall’inizio di Luglio bisogna fare attenzione: volendo, potete imbottirvi di banconote, però siete autorizzati a spenderne soltanto meno di 2.000 per volta. Dall’1 di questo mese infatti, in base all'articolo 18 del Decreto fiscale per il 2020, il massimo pagabile con moneta sonante, cioè senza mezzi rintracciabili dal Fisco, scende da 3.000 e 2.000 euro.

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Una specie di allenamento per il prossimo passo, cioè la soglia dei 1.000: salvo contrordini, dovrebbe entrare in vigore dall’1 Gennaio 2022. In caso di sforamento, le modalità di pagamento o trasferimento di denaro permesse sono quelle che assicurano la tracciabilità: bancomat o carte di debito, carte di credito, prepagate, assegni bancari e circolari, bonifici.

Vale anche per i regali

Intanto però - se per caso dovesse venirvi la tentazione di presentarvi a concessionario di auto con una valigetta piena di banconote - sappiate che non potere farlo. La sanzione, nel caso foste beccati, può toccare i 50.000 euro per transazione fino a 250.000 euro, per entrambe le parti (chi paga e chi riceve); per transazioni più cospicue si arriva fino a 250.000 euro di sanzioni. Se vogliamo essere precisi, va chiarito che, a causa di quel limite, fino alla spesa di 1.999,99 euro potrete pagare in contanti un artigiano, un commerciante o un’azienda; questo limite vale anche nel caso vogliate regalare un tot di soldi a un familiare. Da 2.000 in su dovrete usare sistemi controllabili e tracciabili.

La tentazione c'è...

A dire il vero, la barriera del migliaio di euro c’è già stata. Da una ventina di anni a questa parte questo genere di provvedimento - concepito nel tentativo di scoraggiare evasione ed elusione fiscale - è stato introdotto e poi modificato parecchie volte: nove. Dal 2011 al 2015 è stata applicata la norma varata dal Governo Monti, in base alla quale il limite era proprio 1.000. Tra 2008 e 2010 l’asticella era generosa e arrivava a 12.500 euro, ma nel 2008, per soltanto 60 giorni, era scesa a 2.500. Insomma, i sistemi concepiti per combattere la cosiddetta economia sommersa - cioè gli incassi e i versamenti in nero - è stata altalenante. È capitato in base agli umori e alle cautele dei vari governi; questi sono e sono stati consapevoli del fatto che quel tipo di economia anti-tasse muove anche un sacco di consensi elettorali, considerando che la tentazione di chiedere un pagamento cospicuo senza ricevuta in Italia non è affatto rara, con gravi danni per l’economia dello Stato.

Se l'economia è sommersa

Difficile stabilire quanto l’evasione fiscale pesi, perché - essendo nascosta per definizione - può essere valutata soltanto in modo indiretto, in base ai consumi effettivi. L’Istat, l'Istituto nazionale di statistica, ritiene che l'economia sommersa si aggiri oggi intorno al 12% del Pil (prodotto interno lordo. E a quanto pare le fluttuazioni del sommerso non sembrano risentire delle restrizioni più o meno rigide sull’uso dei contanti. Infatti - tanto per proporre un esempio - quel tipo di economia fuorilegge sarebbe salita dall’11,4% del 2011 all’11,7 dell’anno successivo, nonostante i provvedimenti del premier Monti. Insomma, per contrastare il business delle transazioni in nero ci vuole probabilmente un’azione più vasta; anche perché non si capisce con quali mezzi lo Stato pensi di cogliere sul fatto chi si passa una piccola busta contenente, per fare un esempio, 30 banconote da 100 euro: una sopra l’altra sono spesse meno di mezzo centimetro (4,8 mm). In ogni caso, se siete un po’ ansiosi, munitevi almeno di una carta bancomat o di una di credito, qualora non le possediate già.

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