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Come si fa a cambiare banca e quanto costa chiudere un conto

pubblicato da il 17 aprile 2019
Come si fa a cambiare banca e quanto costa chiudere un conto

Chiudere un conto corrente, qualunque sia la motivazione, è un’operazione gratuita secondo quanto stabilito nel 2006 dalla legge Bersani, che ha regolato la questione a favore di una maggiore libertà per il correntista, anche di recedere da un contratto bancario senza penali. Escluse quindi categoricamente le spese di estinzione, restano solo alcune spese correnti da regolare alla fine del contratto. Vediamo insieme quali.

La situazione attuale vede oggi un correntista avere la possibilità di chiudere un conto corrente in qualsiasi momento senza penali, e questo sia se sceglie di trasferire tutto a una nuova banca, sia se semplicemente decide di estinguere il rapporto bancario. Per facilitare il passaggio a una nuova banca, anche semplicemente perché al confronto offre condizioni più vantaggiose, la legge sulla portabilità dei conti correnti, che dal 2015 segue la direttiva europea in materia, prevede che il tutto debba avvenire gratuitamente, senza oneri a carico del cliente, e in tempi rapidi.

Entro 12 giorni dovrebbe infatti essere completato il trasferimento tra i due istituti di credito di tutte le attività aperte sul conto o ad esso collegate. Per cambiare banca non serve altro quindi che confrontare le migliori offerte di conto corrente, fare la propria scelta e richiedere al nuovo istituto di credito di avviare l’iter contestualmente alla chiusura del vecchio conto.

Per quanto riguarda i costi di chiusura, per quanto detto in precedenza le uniche spese derivano dalla necessità, ovvia, di regolare gli oneri di contratto fino al momento in cui si smette di usufruire del conto corrente. Sarà richiesto ad esempio di regolare l’imposta di bollo, il canone almeno fino alla data di chiusura, eventuali passività presenti sul conto e tutte quelle voci inerenti alla gestione ordinaria che devono essere sempre accuratamente descritte e motivate all’interno del contratto bancario. È quindi in sintesi possibile, e non deve stupire, che siano trattenute dal saldo alcune voci di spesa dovute all’effettivo utilizzo dei servizi fino alla data di estinzione, ma è giusto verificare che gli addebiti siano corretti e motivati dalle condizioni contrattuali e che non includano generici costi di estinzione che la legge esclude.

 

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