Assicurazione auto 2026: cosa cambia per le auto d’epoca e i veicoli non utilizzabili
30 mar 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Giusy Iorlano

Il 2026 segna un punto di svolta nel panorama delle assicurazioni auto in Italia grazie all’introduzione di nuove norme che recepiscono la direttiva europea 2021/2118. Le nuove disposizioni normative introducono cambiamenti significativi che riguardano non solo gli automobilisti “tradizionali”, ma anche categorie specifiche come i proprietari di auto d’epoca e di veicoli non utilizzabili. L’obiettivo principale del legislatore è duplice: da un lato garantire una maggiore equità nel sistema assicurativo, dall’altro assicurare maggiore chiarezza e uniformità tra i vari Paesi membri dell’Ue. In questo contesto, le novità non mancano e avranno un impatto concreto su molti cittadini.
Sommario
Auto d’epoca: tra valorizzazione e nuove regole
Le auto d’epoca rappresentano un patrimonio culturale e storico importante in Italia. Basti pensare che nel 2025 i veicoli in possesso del certificato di rilevanza storica e collezionistica registrati in Motorizzazione Civile risultano essere 309.899, di cui 219.456 auto e 90.443 moto. Con le nuove regole del 2026, quello che cambia è innanzitutto la definizione di veicolo storico. Non sarà più sufficiente che un’auto abbia superato una certa età per essere considerata tale: sarà necessario dimostrare il suo valore storico attraverso l’iscrizione a registri ufficiali riconosciuti.
Questo passaggio è fondamentale perché consente di distinguere meglio tra veicoli realmente storici e auto semplicemente vecchie.
Solo i primi potranno beneficiare delle agevolazioni assicurative, che rimangono comunque uno degli aspetti più interessanti per i collezionisti. Le polizze dedicate alle auto d’epoca continueranno a essere più convenienti rispetto a quelle standard, ma saranno accompagnate da condizioni più precise.
Ad esempio, sarà sempre più frequente l’introduzione di limiti di utilizzo, come il divieto di impiego quotidiano o restrizioni sul chilometraggio annuo. Inoltre, le compagnie assicurative potranno richiedere che il veicolo sia custodito in garage o in spazi protetti, al fine di ridurre il rischio di danni o furti. Queste misure, se da un lato possono sembrare restrittive, dall’altro garantiscono maggiore tutela sia per l’assicurato sia per l’assicuratore.
Più nello specifico: sarà obbligatorio indicare separatamente il premio per il rischio di stazionamento (rischio statico, cioè quando il mezzo è esposto, fermo in garage o museo) per i veicoli iscritti nei registri storici (come l’ASI), e quello per il rischio di movimento, ossia durante la circolazione su strada.
I premi rimangono sensibilmente inferiori rispetto alle polizze standard grazie al minor rischio statistico e all'uso saltuario.
Per le auto dai 20 ai 29 anni con certificato di rilevanza storica è prevista, inoltre, una riduzione del bollo del 50%, mentre l’esenzione è totale dai 30 anni in su.
Polizze più trasparenti e personalizzate
Un altro elemento centrale della riforma riguarda la trasparenza delle polizze. Negli anni passati, molti proprietari di auto d’epoca si sono trovati di fronte a contratti poco chiari o con clausole ambigue. Dal 2026, invece, le compagnie saranno obbligate a fornire informazioni più dettagliate e comprensibili, specificando in modo esplicito cosa è coperto e cosa no.
Questo porterà anche a una maggiore personalizzazione delle polizze. I clienti potranno scegliere coperture su misura, in base all’effettivo utilizzo del veicolo. Ad esempio, chi utilizza l’auto solo per raduni o eventi potrà optare per formule più limitate e quindi meno costose. Al contrario, chi desidera una copertura più ampia potrà aggiungere garanzie specifiche, come la tutela del valore storico del mezzo.
Le nuove polizze infra-annuali e stagionali introducono maggiore flessibilità rispetto all’obbligo precedente di copertura RCA annuale. Sarà possibile stipulare assicurazioni di durata inferiore ai 12 mesi, soprattutto per veicoli usati solo in determinati periodi (come moto, auto da vacanza o natanti).
Veicoli non utilizzabili: una svolta attesa da anni
Se le novità per le auto d’epoca sono importanti, quelle relative ai veicoli non utilizzabili rappresentano una vera e propria rivoluzione. Fino ad oggi, infatti, la normativa prevedeva che tutti i veicoli immatricolati dovessero essere assicurati, indipendentemente dal loro utilizzo. Questo ha generato numerose polemiche, soprattutto tra coloro che possedevano auto ferme da anni o non più funzionanti.
Con le nuove regole del 2026, sarà finalmente possibile sospendere l’obbligo assicurativo per i veicoli non utilizzabili, previa comunicazione alla compagnia.
Tuttavia, questa possibilità sarà subordinata a precise condizioni. In primo luogo, il veicolo dovrà essere dichiarato ufficialmente non idoneo alla circolazione (ad esempio privi di motore o pezzi fondamentali). Il veicolo, pertanto, dovrà essere oggettivamente inidoneo e non più facilmente ripristinabile nella sua funzione originaria. La deroga non opera invece per i veicoli privi di elementi facilmente inseribili nella macchina, come le ruote o le batterie.
In caso di sinistro provocato da un veicolo esentato, il risarcimento delle vittime è garantito dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada della Consap.
Inoltre, non potrà essere parcheggiato su suolo pubblico, ma dovrà trovarsi in un’area privata, come un garage o un cortile.
Questa misura consente di eliminare una situazione considerata da molti ingiusta, permettendo ai proprietari di risparmiare su costi inutili. Allo stesso tempo, introduce un sistema più coerente, in cui l’obbligo assicurativo è legato all’effettivo utilizzo del mezzo.
Sospensione e riattivazione: come funzionerà
Un aspetto particolarmente interessante riguarda le modalità di sospensione e riattivazione della polizza. Grazie alla digitalizzazione, queste operazioni potranno essere effettuate in modo semplice e veloce, spesso direttamente online. I proprietari avranno quindi maggiore controllo sulla gestione della propria assicurazione, potendo attivarla solo nei periodi di effettivo utilizzo del veicolo. La durata della sospensione può essere soggetta a limiti massimi annuali definiti dal contratto e dalle nuove disposizioni del Codice delle Assicurazioni Private.
Questo sistema è particolarmente utile per chi utilizza l’auto in modo saltuario, ad esempio solo in determinati periodi dell’anno. Tuttavia, sarà fondamentale rispettare le regole: circolare con un veicolo non assicurato, anche per brevi tragitti, continuerà a comportare sanzioni molto severe.
Impatti economici e sociali
Le novità introdotte nel 2026 avranno, dunque, effetti anche dal punto di vista economico. Da un lato, i proprietari di veicoli non utilizzabili potranno beneficiare di un risparmio significativo. Dall’altro, le compagnie assicurative dovranno adattarsi a un sistema più flessibile, con potenziali cambiamenti nei modelli di business. Inoltre, le nuove norme non comportano costi aggiuntivi per lo Stato: saranno attuate utilizzando le risorse già disponibili, garantendo così l’equilibrio dei conti pubblici.

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.
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