Monopattini con targa obbligatoria dal 16 maggio 2026: caos richieste, multe fino a 400 euro e ritardi nelle consegne


L’Italia è entrata ufficialmente nella nuova era dei monopattini elettrici con targa obbligatoria. Dal 16 maggio 2026 chi circola senza il cosiddetto “targhino” rischia infatti sanzioni amministrative fino a 400 euro, mentre dal 16 luglio scatterà anche l’obbligo di assicurazione RC. In queste prime 48 ore dall’entrata in vigore della norma stanno emergendo però anche le prime criticità: utenti in attesa del contrassegno, Motorizzazioni sotto pressione e richieste di proroga da parte delle associazioni dei consumatori.
Sommario
- Dal 16 maggio 2026 è diventato obbligatorio il targhino identificativo per tutti i monopattini elettrici privati in Italia; mentre dal 16 luglio scatterà anche l’obbligo di assicurazione RC.
- Nei primi giorni dopo l’entrata in vigore della norma sono emersi ritardi nelle consegne delle targhe e richieste di maggiore flessibilità nei controlli.
- Chi circola senza contrassegno rischia multe fino a 400 euro.
Cosa è cambiato dal 16 maggio 2026 per chi usa il monopattino elettrico
La novità principale è l’introduzione del contrassegno identificativo obbligatorio il quale, come spiegato da Il Portale dell'Automobilista, riguarda tutti i monopattini elettrici privati. Si tratta di una mini targa adesiva collegata al proprietario del mezzo e non direttamente al veicolo.
Il sistema è stato introdotto per aumentare la tracciabilità dei monopattini, facilitare i controlli e ridurre i problemi legati agli incidenti e alla circolazione irregolare nelle città italiane. Il targhino deve essere richiesto tramite la piattaforma della Motorizzazione accedendo con SPID o CIE.
Secondo le prime indicazioni diffuse dopo l’avvio dell’obbligo, il costo per ottenere il contrassegno si aggira intorno ai 30-35 euro, mentre tramite agenzie private può superare anche gli 80 euro.
Cosa sta succedendo dopo l’entrata in vigore dell’obbligo
Nei due giorni successivi all’entrata in vigore della misura, uno dei temi principali è diventato quello dei ritardi nella consegna dei contrassegni. Diverse testate hanno riportato problemi legati alle richieste accumulate presso le Motorizzazioni provinciali, con molti utenti che hanno già presentato domanda ma non hanno ancora ricevuto fisicamente la targa adesiva.
Il Ministero dei Trasporti aveva spiegato nelle settimane precedenti all’avvio della norma che erano stati distribuiti oltre 200 mila contrassegni e che eventuali rallentamenti sarebbero stati legati alla fase iniziale del sistema.
Proprio per questo motivo associazioni come Codacons e Federconsumatori hanno chiesto controlli equilibrati e maggiore tolleranza nei confronti di chi può dimostrare di aver già avviato la procedura di richiesta del targhino.
Sono partiti i controlli: cosa rischia chi circola senza targa
Dal weekend successivo all’entrata in vigore dell’obbligo sono iniziati anche i primi controlli da parte delle forze dell’ordine nelle grandi città. Chi viene fermato senza contrassegno identificativo rischia una multa compresa tra 100 e 400 euro, oltre al possibile fermo del mezzo nei casi più gravi.
Il tema sicurezza è tornato al centro del dibattito dopo l’aumento degli incidenti che hanno coinvolto monopattini negli ultimi anni. Il nuovo pacchetto normativo è stato introdotto proprio per rendere più semplice identificare i responsabili in caso di sinistri o violazioni del Codice della Strada.
Restano inoltre già in vigore altri obblighi introdotti negli ultimi mesi, come quello del casco obbligatorio anche per i maggiorenni.
Requisiti tecnici del mezzo per la circolazione
Oltre al nuovo obbligo del contrassegno identificativo, chi utilizza un monopattino elettrico deve già rispettare una serie di requisiti tecnici previsti dal Codice della Strada. Proprio durante i primi controlli avviati nelle grandi città, l’attenzione delle forze dell’ordine si sta concentrando anche sulle caratteristiche dei mezzi, che devono essere conformi alle norme già in vigore per poter circolare regolarmente.
Tra gli obblighi principali previsti per i monopattini elettrici ci sono:
- potenza massima del motore pari a 500W;
- presenza della marchiatura CE;
- obbligo di frecce luminose e doppio sistema frenante;
- limite di velocità fissato a 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali;
- utilizzo di giubbotto o bretelle retroriflettenti nelle ore serali o in condizioni di scarsa visibilità;
- obbligo del casco anche per i maggiorenni.
Dal 16 luglio arriverà anche l’assicurazione obbligatoria
Dal 16 luglio arriverà anche la seconda novità prevista dal pacchetto normativo: scatterà infatti l’obbligo di assicurazione RC per i monopattini elettrici. In questa fase, le compagnie assicurative stanno già adeguando le proprie offerte per introdurre polizze dedicate a questa tipologia di veicoli, che saranno strettamente collegate al contrassegno identificativo.
Le coperture dovranno garantire la tutela per i danni causati a terzi e rispettare i requisiti previsti dalla normativa sulla responsabilità civile, in linea con il sistema già adottato per gli altri mezzi a motore. Una misura che completa il percorso di regolamentazione dei monopattini elettrici, dopo l’introduzione della targa obbligatoria entrata in vigore a metà maggio.
Le reazioni degli utenti dopo i primi giorni di obbligo
Sui social e nei forum dedicati alla mobilità urbana il nuovo obbligo sta già generando reazioni contrastanti. Da una parte c’è chi considera la misura necessaria per aumentare la sicurezza stradale e ridurre l’utilizzo irregolare dei monopattini; dall’altra molti utenti criticano costi, burocrazia e tempi di rilascio troppo lunghi.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sistema riuscirà a reggere l’elevato numero di richieste e se il Governo interverrà con ulteriori chiarimenti. Nel frattempo, dopo il 16 maggio, chi utilizza un monopattino elettrico in Italia deve già fare i conti con regole molto più rigide rispetto al passato.
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