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Assicurazioni auto: cosa prevede la direttiva europea 2021/2118 e cosa cambia in Italia

29 gen 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Alessandro da Rin Betta

persone sedute con modellini di auto sul tavolo

Il quadro normativo europeo in materia di assicurazioni auto è stato aggiornato con l’approvazione della direttiva europea (UE) 2021/2118, che modifica la precedente direttiva 2009/103/CE sull’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli. L’obiettivo è rafforzare la tutela delle vittime di incidenti stradali, chiarire l’obbligo assicurativo e adattare la normativa ai cambiamenti della mobilità. Il recepimento in Italia introduce importanti novità che incidono sia sugli automobilisti sia sulle compagnie assicurative.

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Sommario

La direttiva 2021/2118: obiettivi e principi generali

La direttiva europea 2021/2118 nasce per garantire una protezione più uniforme delle vittime di incidenti stradali in tutta l’Unione Europea. Il legislatore europeo ha voluto colmare alcune lacune emerse nell’applicazione della normativa precedente, soprattutto in relazione ai veicoli non utilizzati su strada, ai nuovi mezzi di trasporto e ai casi di insolvenza delle compagnie assicurative. Al centro del provvedimento c’è il principio secondo cui chi subisce un danno deve poter ottenere un risarcimento adeguato, indipendentemente dallo Stato membro in cui avviene il sinistro.

Cosa si intende per “veicolo” ai fini dell’assicurazione

Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda la definizione di veicolo. La direttiva stabilisce che l’obbligo di assicurazione RC Auto riguarda i mezzi destinati alla circolazione su strada e azionati da una forza meccanica, indipendentemente dal fatto che siano effettivamente in movimento o utilizzati in quel momento. Questo approccio mira a ridurre le aree di incertezza interpretativa e a garantire una copertura più ampia dei danni causati dai veicoli.

Nuove tutele per le vittime di incidenti stradali

Uno dei pilastri della direttiva europea 2021/2118 è il rafforzamento della tutela delle vittime di incidenti stradali, con l’obiettivo di garantire un risarcimento più certo, rapido e uniforme in tutti gli Stati membri. 

La normativa stabilisce che i massimali minimi di copertura RC Auto debbano essere periodicamente aggiornati in base all’andamento dell’inflazione, per evitare che l’aumento del costo della vita riduca nel tempo il valore reale dei risarcimenti. In questo modo si assicura che i danni alla persona e alle cose siano indennizzati in misura adeguata, anche a distanza di anni.

La direttiva rafforza inoltre il ruolo degli organismi di indennizzo nazionali, chiamati a intervenire nei casi in cui l’assicuratore del veicolo responsabile sia insolvente o non sia in grado di adempiere ai propri obblighi. In tali situazioni, la vittima non deve subire ritardi o incertezze nel risarcimento, che viene garantito attraverso meccanismi di solidarietà a livello nazionale ed europeo.

Un ulteriore elemento di tutela riguarda gli incidenti transfrontalieri. La direttiva migliora la cooperazione tra i fondi di garanzia dei diversi Paesi dell’Unione, semplificando le procedure di risarcimento per chi subisce un sinistro in uno Stato diverso da quello di residenza. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un contesto di mobilità sempre più internazionale.

Infine, la normativa europea mira a ridurre le zone grigie che in passato potevano lasciare le vittime senza protezione, chiarendo l’obbligo assicurativo e rafforzando i diritti dei danneggiati anche nei casi complessi. Il risultato è un sistema più solido, pensato per mettere al centro la persona e garantire una tutela effettiva in ogni circostanza.

Cosa cambia per gli automobilisti

Il recepimento della direttiva europea 2021/2118 ha comportato un aggiornamento significativo del Codice delle Assicurazioni Private, con l’obiettivo di allineare la normativa italiana ai nuovi standard europei in materia di assicurazioni auto. 

Uno degli interventi principali riguarda la ridefinizione dei concetti di veicolo e circolazione

Per veicolo si intende qualsiasi mezzo azionato esclusivamente da una forza meccanica e destinato alla circolazione su strada, con una velocità massima di progetto superiore a 25 km/h oppure, se più pesante di 25 chilogrammi, con una velocità superiore a 14 km/h. 

La nozione di circolazione viene invece ampliata e non si limita più alla sola marcia su strada pubblica: rientra nella circolazione anche l’utilizzo del veicolo in aree private o quando è fermo, parcheggiato o temporaneamente inutilizzato, purché conforme alla sua funzione abituale. Questo chiarimento rafforza l’obbligo assicurativo e riduce le aree di incertezza interpretativa.

Parallelamente, la direttiva ha imposto l’adeguamento dei massimali minimi di copertura RC Auto, che devono essere periodicamente aggiornati in base all’inflazione per garantire un risarcimento effettivo e adeguato alle vittime di incidenti stradali. In Italia i massimali minimi sono oggi allineati agli standard europei e fissati a 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per i danni alle cose, per ciascun sinistro. L’aggiornamento automatico di queste soglie assicura una tutela più solida nei casi di danni gravi o plurimi, evitando che l’aumento dei costi sanitari e risarcitori riduca la protezione effettiva dei danneggiati.

Infine, il recepimento ha rafforzato i meccanismi di intervento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, chiamato a garantire il risarcimento nei casi in cui il veicolo responsabile non sia assicurato, non sia identificato o sia coperto da una compagnia insolvente. La normativa europea migliora il coordinamento tra i fondi di garanzia nazionali, soprattutto nei sinistri transfrontalieri, e rafforza il principio secondo cui la vittima non deve subire ritardi o incertezze nel risarcimento a causa delle difficoltà dell’assicuratore. Il risultato è un sistema più moderno, coerente e orientato alla massima tutela dei cittadini.

Per chi guida, le modifiche non comportano rivoluzioni immediate, ma introducono maggiore chiarezza sugli obblighi assicurativi. L’assicurazione RC Auto resta obbligatoria, ma la normativa aggiornata riduce i casi di incertezza su quando la copertura è necessaria. Inoltre, le nuove regole garantiscono una maggiore tutela in caso di incidente, soprattutto quando il responsabile non è assicurato o l’assicuratore non è in grado di risarcire.

È ancora possibile sospendere l’assicurazione?

La direttiva non elimina la possibilità di sospendere l’assicurazione, ma chiarisce quando l’obbligo assicurativo continua a sussistere.

La direttiva 2021/2118 stabilisce che l’assicurazione RC Auto è obbligatoria per i veicoli che sono “destinati alla circolazione” e che possono essere utilizzati secondo la loro funzione abituale, anche se temporaneamente fermi o parcheggiati. Questo serve a evitare che un veicolo formalmente non in uso, ma comunque idoneo a circolare, possa causare danni senza copertura.

Tuttavia, il recepimento italiano ha mantenuto la possibilità di sospendere la polizza, a condizione che il veicolo:

  • sia formalmente ritirato dalla circolazione;
  • non sia in grado di circolare né di essere utilizzato;
  • sia custodito in modo tale da non poter causare danni a terzi.

Nel caso delle moto, ad esempio, resta possibile sospendere l’assicurazione durante i mesi di inutilizzo stagionale, se il mezzo è effettivamente fermo e non utilizzato. La sospensione, però, non è automatica: deve essere prevista dal contratto e comunicata all’assicuratore secondo le modalità stabilite.

In sintesi, la direttiva non impone di assicurare ogni veicolo fermo, ma riduce le zone grigie. Se un veicolo è solo “parcheggiato” ma pronto a circolare, l’obbligo resta; se invece è realmente fuori uso o ritirato dalla circolazione, la sospensione è ancora possibile.

Impatto sulle compagnie assicurative

Le imprese assicurative sono chiamate ad adeguare i propri prodotti e processi alle nuove disposizioni europee. Questo significa aggiornare le condizioni di polizza, assicurare il rispetto dei massimali minimi e rafforzare la cooperazione con gli organismi di garanzia. L’obiettivo è rendere il mercato più solido e affidabile, aumentando la fiducia dei consumatori nel sistema assicurativo.

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