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assicurazioni guide come funziona e cosa serve il microchip per gatto
Le 3 cose da sapere:
  1. 1

    Il microchip per gatti non è obbligatorio ma può aiutare in caso di smarrimento

  2. 2

    Il microchip identifica l'animale ma non funziona come GPS

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Negli ultimi tempi si stanno sempre di più diffondendo in moltissime regioni italiane i dispositivi che consentono di rintracciare il proprio animale domestico nel malaugurato caso si dovesse smarrire.

Grazie al progresso scientifico e tecnologico, tuttavia, sono migliorate molto non solo le funzionalità di tali strumenti, ma anche i metodi per impiantarli sotto la cute degli animali, in modo tale da evitare che possano avvertire anche la minima percentuale di dolore.

Uno di questi strumenti è senza dubbio il microchip per i gatti: in questa guida ti forniremo tutte le informazioni di cui hai bisogno per sapere di cosa si tratta, come funziona e quanto costa.

Per proteggere ancora di più il tuo amico a 4 zampe, stipulare un'assicurazione gatto può aiutarti ad affrontare spese improvvise e danni causati dal tuo pelosetto.

Sommario

Il microchip per gatti è obbligatorio?

Innanzitutto è opportuno specificare l'esatta definizione di microchip per gatti: si tratta di un dispositivo corrispondente ad una capsula di vetro dalla grandezza simile a quella di un chicco di riso che possiede un codice di identificazione a 15 cifre che lo rende univoco e abbinato alle specifiche caratteristiche fisiche dell'animale nel quale è impiantato. Nello specifico, le prime 3 cifre del codice identificativo si riferiscono al Paese di origine del gatto, mentre le restanti 12 sono abbinate ai dati del gatto e a quelli del proprietario.

Non solo, le tecnologie che lo compongono lo rendono leggibile anche a distanza tramite un lettore a fibre ottiche utilizzato nella maggior parte dei casi da veterinari, polizia e autorità sanitarie locali.

Secondo alcuni dati, solo il 3% dei gatti è iscritto all'Anagrafe Nazionale Felina, la banca dati informatizzata che ha lo scopo di archiviare le generalità di ogni singolo gatto nel quale è stato impiantato il microchip.

A differenza di quanto avviene per i cani, la pratica di inoculazione del microchip in questi animali non è obbligatoria nel territorio nazionale; pertanto, è a discrezione unicamente del padrone la decisione di sottoporre il proprio gatto all'inoculazione del dispositivo.

In Lombardia il microchip è obbligatorio per tutti i gatti nati o adottati dal 1° gennaio 2020 in poi

A cosa serve il microchip e come si inserisce

L'innata natura dei felini li porta in modo del tutto automatico e inconscio ad esplorare il mondo che li circonda senza badare alle eventuali conseguenze alle quali potrebbero andare incontro. Pertanto, ogni giorno sono moltissimi i gatti che si smarriscono e che rischiano di non essere più trovati dai loro proprietari.

Ecco dove interviene il microchip: installando questo minuscolo dispositivo sotto la cute del gatto, il padrone potrà contare su possibilità decisamente più alte di ritrovare il suo animale domestico in caso di smarrimento.

A configurarsi come un potente alleato nel ritrovamento del gatto è proprio l'Anagrafe Nazionale Felina, la quale interviene nel rintracciare nel modo più veloce possibile il padrone di un gatto smarrito qualora un privato cittadino, un veterinario libero professionista, un ufficio veterinario A.S.L. o un ente protezionistico ritrovi l'animale.

Non solo, il microchip per gatti, insieme al passaporto europeo, rientra tra i requisiti fondamentali per poter espatriare l'animale al di fuori del territorio nazionale per qualsiasi ragione, allineandosi correttamente con quanto disposto dalla legislazione.

Nonostante l'inserimento del microchip per gatti non sia ancora obbligatorio, si pensa che l'Italia si stia realmente orientando verso l'obbligo di tale dispositivo per contrastare il sempre più radicato fenomeno dell'abbandono, triste a dirsi ancora estremamente diffuso indipendentemente dalla regione o dall'area geografica nella quale avviene.

Come si inserisce il microchip

Il dispositivo viene inoculato da un medico veterinario al di sotto della cute del gatto mediante una tecnica assolutamente indolore e non invasiva.

Il gatto, infatti, non necessita di una sedazione totale o parziale per sottoporsi all'iniezione, dato che l'impianto viene inserito nell'arco di circa 2 o 3 minuti per mezzo di una siringa.

Tuttavia, prima di procedere con la procedura effettiva, il veterinario ha cura di effettuare tutti i controlli del caso per verificare che il gatto non abbia impiantato nessun altro microchip.

Dopodiché, con l'utilizzo di una siringa speciale, egli introduce il dispositivo avente tutti i dati dell'animale sotto la cute del collo, nella sua porzione sinistra; una volta conclusa l'operazione, il professionista scansiona il microchip per assicurarsi che funzioni e che reagisca alle letture effettuate dagli scanner o da qualsiasi altro dispositivo abilitato.

Successivamente, il veterinario controlla anche che le informazioni che il microchip contiene siano effettivamente corrette e corrispondenti a quelle del gatto in questione, informando il proprietario della necessità di aggiornare i dati del dispositivo qualora si debbano effettuare delle modifiche.

Infine, il veterinario registra anche i dati dell'impianto all'Anagrafe Nazionale Felina, in modo tale che la banca dati sia sempre aggiornata nei minimi dettagli sulle informazioni di ogni gatto dotato di microchip.

Quanto costa il microchip per gatti?

In linea generale, è possibile affermare che il costo dell'operazione non è troppo elevato; una buona indicazione sulla spesa generale da sostenere la si può ricavare considerando il prezzo medio di una visita veterinaria.

Per cui, la tariffa per l'inserimento di un microchip per gatti potrebbe oscillare in un range che va dai 30 ai 50 euro totali.

Ad ogni modo, è bene sottolineare che esistono alcune associazioni che promuovono l'inoculazione del microchip mediante delle campagne di sensibilizzazione totalmente gratuite; pertanto, se si vuole contare sulla possibilità di effettuare questa procedura senza alcun costo, si potrebbe approfittare di tale opportunità informandosi sulle iniziative in programma in questo senso.

Il microchip è un GPS?

Il microchip non funziona come la scatola nera, quindi non è non è possibile geolocalizzare l'animale in un'area geografica ben specifica. Serve solamente ad individuare il proprietario dell'animale smarrito nel caso in cui qualcuno dovesse trovarlo.

I microchip, quindi, non possiedono alcun sistema GPS integrato e, pertanto, è impossibile la localizzazione in tempo reale dell'animale.

Inoltre, sono totalmente inutili se le informazioni di contatto non sono perfettamente aggiornate o se il lettore del chip non è disponibile.

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