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8 giu 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

adsl expert speaks come navigare senza lasciare traccia

Proteggere la nostra privacy sul web. Dovremmo farlo ogni volta che accediamo a un browser, eppure per molti di noi non sembra un'urgenza. Non ci stupisce più immaginarci come lumache che lasciano in rete lascia, né ci allarma il fatto che le informazioni sui nostri gusti, interessi, preferenze e bisogni vengano tracciate e rivendute. Se però ormai pubblicità su misura e suggerimenti del motore di ricerca ci hanno assuefatti, dovrebbe smuoverci un interrogativo: non sappiamo realmente dove finiscono e cosa viene fatto dei nostri dati.

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Tantopiù che possiamo limitare il controllo sulle nostre attività con poco sforzo, usando per esempio tecniche e strumenti che i navigatori esperti conoscono da tempo, ma che noi utenti medi sfuggiamo per pigrizia. Ecco allora qualche consiglio.

Dei cookie abbiamo imparato molte cose. Sappiamo che ci semplificano la vita durante la navigazione, consentendo per esempio a un sito di ricordare le nostre scelte o "conservare" nel carrello gli acquisti non terminati, e abbiamo imparato che sono utili alle aziende per seguire i nostri spostamenti nel web a fini statistici e pubblicitari.

La normativa europea sulla privacy è venuta però in nostro aiuto, e da qualche tempo ogni volta che atterriamo su un portale mai visitato prima una finestra ci chiede il consenso all’utilizzo dei cookie.

Serve pazienza, perché l’istinto e la fretta ci porterebbe a cliccare subito su "Accetta tutti i cookie", anziché disabilitare le opzioni. In alcuni casi ci hanno pensato i gestori dei siti a facilitarci le cose, e nella finestra ci viene chiesto solo se accettare o rifiutare i cookie (lasciando eventualmente solo i necessari). In altri casi, invece, ci tocca selezionare le voci una per una. E' in queste occasioni che torna utile saper distinguere i cookie tecnici, che permettono al sito di funzionare correttamente, e statistici, che servono al gestore del sito per sapere in forma anonima quanti lo visitano, da dove, quali pagine preferiscono, dai cookie più insidiosi.

I cookie di profilazione, per esempio, servono a risalire ai nostri movimenti allo scopo di inviare messaggi pubblicitari su misura, mentre i cookie di terze parti sono utilizzati da soggetti diversi dal gestore del sito, e consentono loro di ricostruire le nostre attività su tutto il web, facendo di noi un profilo ancora più completo. Meglio quindi disattivarli.

Per spostarsi da un sito all’altro senza lasciare il segno si può anche navigare in modalità "incognita". È possibile farlo con tutti i principali browser, senza sforzo: già nella barra degli strumenti si può selezionare questa opzione. Quando viaggiamo in questa modalità le pagine aperte non vengono salvate nella cronologia o nell’archivio dei cookie, e qualcosa di simile accade per le ricerche fatte su Google.

Questo perché i cookie che vengono creati si distruggono alla chiusura della sessione di navigazione. Possiamo così evitare di far saper a quelli che usano il nostro device dopo di noi i luoghi che abbiamo visitato e le ricerche che abbiamo fatto.
Non è purtroppo una tutela a 360°, nel senso che l’indirizzo IP (il numero identificativo della nostra postazione) resta ben visibile ai provider, che continuano a sapere cosa abbiamo visto e quando.

La rete privata VPN

Ci sono anche strumenti più sofisticati per muoversi in incognito, e uno di questi è il VPN, acronimo di Virtual Private Network. Si tratta in pratica di una rete privata che consente all’utente di viaggiare su un canale chiuso al resto del mondo web. Installare una VPN sul proprio pc significa anche creare uno scudo contro i reati informatici e nascondere la propria posizione.

Anche questa tecnica però ha un limite, perché non ci permette di nasconderci dai nostri provider. Il punto di forza è invece che le VPN si installano direttamente dal web, si pagano in abbonamento ma hanno costi molto bassi, a partire da meno di 2 euro al mese.

Il Tor Browser

Per viaggiare in forma anonima si può scaricare anche un browser ad hoc, il Tor Browser. Averlo è semplice, perché si scarica dal sito ufficiale ed è gratuito e disponibile per tutti i sistemi operativi.

Non è altro che un browser che utilizza un sistema di comunicazione molto complesso, tanto da rendere difficile il tracciamento della navigazione: se ci serviamo di Tor nemmeno il nostro provider di servizi internet può vederci. L’unico difetto di questo browser è che l’apertura dei siti risulta un po’ più lenta. Inoltre, se desideriamo avere maggiore garanzia di sicurezza, è consigliabile abbinarlo a una VPN.

Occhio alle reti wi fi pubbliche

Per essere sicuri in rete è però anche necessario avere molta attenzione durante la navigazione specie quando non siamo a casa.

Per esempio, bisognerebbe evitare di usare le reti wi fi pubbliche e gratuite, perché, come non si stanca di segnalare anche la polizia postale, potrebbero non essere protette. Il fatto di essere "open" rende più facile alle persone non autorizzate intercettare i nostri movimenti, inclusa la digitazione di password, le e-mail private, messaggi e codici.

Meglio affidarsi -spiega la Polizia - delle sole connessioni che richiedono l’inserimento di una "chiave" complessa (non una semplice password, magari composta dal nome dell'albergo, ma una sequenza di numeri e lettere). Quando la rete è priva di protezione, poi, va assolutamente evitato di digitare codici e password.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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