Deducibilità e detraibilità delle offerte di telefonia business: come scaricare l'Iva
2 mar 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

Vuoi risparmiare per la tua impresa? Come saprai, ci sono tante spese da scaricare ai fini fiscali, tra cui i costi relativi alle utenze di telefonia business, sia mobile che fissa.
Sai come scaricare l’Iva? Quanto puoi dedurre o detrarre di queste spese? Per avere un quadro chiaro del risparmio fiscale ottenibile leggi questa guida di Facile.it, leader nel confronto di offerte di telefonia business per piccole e grandi aziende e per liberi professionisti.
Ecco le fatture da conservare, i documenti da fornire al tuo commercialista e come ridurre le tasse in sede di dichiarazione dei redditi.
Sommario
La differenza tra deducibilità e detraibilità delle spese relative alle utenze telefoniche
Durante l’anno, le imprese di piccole, medio o grandi dimensioni, sostengono numerose spese di telefonia mobile, sia per l’acquisto di dispositivi come smartphone aziendali e tablet, che per i canoni delle offerte di telefonia.
Dati Internet, minuti ed sms, sia verso l’Italia che verso l’estero, hanno un peso non indifferente sull’economia aziendale, generano costi che possono variare sensibilmente in base alla mole di traffico generato e ai volumi complessivi di utilizzo.
Per questo motivo è importante, da un lato, scegliere, i pacchetti di telefonia business economici per le proprie esigenze, mentre dall’altro bisogna conoscere le modalità di deduzione e di detrazione dei costi legati alle offerte di telefonia mobile e ai devices: dall’attivazione al canone mensile, fino alle spese di acquisto e altri oneri extra.
Innanzitutto è fondamentale distinguere tra deducibilità e detraibilità, poiché alle due modalità di trattamento fiscale si applicano regole differenti e corrispondono regimi tributari distinti.
La deducibilità
La deducibilità consente di sottrarre le spese dal reddito imponibile dell’impresa, riducendo la base su cui si calcolano le imposte sui redditi.
Nel regime ordinario, ad esempio, le spese per telefonia mobile e fissa sono deducibili fino ad una certa percentuale dell’importo sostenuto (spesso l’80%), mentre l’acquisto di dispositivi di valore superiore a 516,46 euro, di norma, viene ammortizzato su più anni.
La detraibilità
La detraibilità, invece, riguarda l’IVA versata. Quando le utenze o i dispositivi sono utilizzati a scopo imprenditoriale, l’IVA può essere recuperata integralmente in sede fiscale. Al contrario, in caso di uso promiscuo (personale + imprenditoriale), la detrazione si riduce proporzionalmente all’utilizzo aziendale.
In sintesi, dedurre una spesa abbassa il reddito su cui si calcolano le imposte, mentre detrarre l’IVA riduce direttamente l’imposta da versare.
Una volta chiarita la differenze tra deducibilità e detraibilità, vediamo come funzionano le spese deducibili e quali regole si applicano per le linee mobili e i dispositivi aziendali.
Come funzionano le spese deducibili
La deducibilità delle spese relative all’acquisto di telefoni cellulari, tablet e altri dispositivi mobili, non corrisponde a quella della telefonia fissa, perché la normativa italiana stabilisce percentuali di deducibilità differenti. Nel dettaglio, secondo l’art. 102, comma 9, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR):
- per la telefonia mobile (cellulari, tablet con SIM, smartphone, traffico e abbonamenti mobili), i costi sono deducibili nella misura dell’80% per imprese e professionisti.
- per la telefonia fissa (linee fisse e traffico dati fisso), i costi sono deducibili al 100%, purché inerenti all’attività.
In generale, le spese telefoniche possono essere portate in deduzione quando risultano effettivamente collegate all’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, nel rispetto del principio di inerenza.
Risulta però essenziale tenere accuratamente la documentazione contabile, per poter dimostrare, in sede di dichiarazione dei redditi, la natura e la riferibilità dei costi sostenuti. A tal fine occorre conservare i contratti, gli abbonamenti e tutte le fatture intestate all’impresa (o al titolare della partita IVA) e regolarmente registrati in contabilità.
Regime fiscale ordinario e semplificato
Nel regime ordinario e in quello semplificato, le spese per i canoni delle offerte di telefonia mobile e per l’acquisto di dispositivi si possono dedurre fino all’80% per uso esclusivamente professionale, fino al 50% in caso di uso promiscuo.
L’unica eccezione riguarda le spese per dispositivi installati su veicoli adibiti a trasporto merci, che beneficiano di una deducibilità al 100%.
Regime fiscale dei minimi
Il regime dei minimi prevede regole diverse. Nei casi in cui il telefono, sia esso mobile o fisso, venga impiegato ad uso promiscuo promiscuo (aziendale e privato) si applica una deducibilità pari al 50% dei costi, come chiarito dalla Circolare n. 17 del 2012.
Va precisato che il regime dei minimi non si applica più da quando è entrato in vigore il regime forfettario. Ad oggi, si applica solo ai soggetti che vi rientravano prima.
Regime fiscale forfettario
Purtroppo, nel regime forfettario, non è deducibile alcuna spesa telefonica. Il forfettario infatti prevede molte agevolazioni e, secondo il legislatore, queste ultime sono sufficienti a coprire gli eventuali costi di acquisto dispositivi e offerte telefoniche.
È consigliabile però richiedere fattura per tutti gli acquisti legati alla professione. Questo perché, in caso di successivo passaggio a un diverso regime, la documentazione consentirà di beneficiare della deducibilità.
Come funzionano le spese detraibili
L’uso di linee telefoniche, sia mobili che fisse, consente di detrarre l’IVA al 100%. Questo, però, a patto che i costi sostenuti per l’acquisto di devices, per la loro manutenzione, e per le offerte di telefonia business, sia legato esclusivamente alle finalità aziendali o professionali.
L’uso imprenditoriale esclusivo (non promiscuo) va adeguatamente documentato, sempre avendo cura di conservare in contabilità ogni contratto di abbonamento, fornitura e ogni fattura.
Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa proprio in riferimento all’uso:
Uso esclusivo del telefono fisso o cellulare
Se la linea è impiegata esclusivamente ad uso imprenditoriale o professionale, l’IVA sulle spese è detraibile al 100%, sempre che tale utilizzo sia correttamente documentato e coerente con l’attività svolta.
Uso promiscuo del telefono fisso o cellulare
Quando la linea viene utilizzata ad uso promiscuo, quindi sia per esigenze lavorative che per finalità professionali, la detraibilità dell’IVA è limitata al 50%. Tuttavia, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2008 (§ 10.5) ha chiarito che il 50% non è un limite rigido: è una presunzione ordinaria.
Se il contribuente è in grado di dimostrare che l’utilizzo professionale è, ad esempio, pari al 70%, 80% o anche 100%, può applicare quella percentuale più elevata di detrazione.
Uso promiscuo con riaddebito al dipendente
Se l’impresa riaddebita al dipendente o al collaboratore la quota di costo riferibile all’uso personale della linea, l’operazione assume rilevanza ai fini IVA come “prestazione di servizi”, ai sensi dell’art. 3, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972. In questa ipotesi, il riaddebito permette all’impresa di detrarre al 100% l’IVA sulle spese telefoniche.
Credito d’imposta e Super Ammortamento
Per quanto riguardagli smartphone di costo superiore a 516,46 euro (IVA esclusa), che vengono considerati beni strumentali, si applica l’ammortamento ordinario in cinque anni, con deduzione progressiva delle quote annuali.
Anni fa, per questa tipologia di beni si poteva beneficiare del cosiddetto “Super Ammortamento” (entrato in vigore nel 2015), che permetteva di maggiorare fiscalmente il costo di acquisto del bene - inizialmente del 40% e successivamente del 30% - per poter dedurre quote più elevate rispetto alla spesa reale sostenuta.
Con la Legge di Bilancio 2021, il “Super Ammortamento” è stato sostituito dal sistema dei crediti d’imposta introdotti dal Piano Transizione 4.0, focalizzato sugli investimenti in beni funzionali, sulla trasformazione digitale e l’innovazione tecnologica.
I cellulari tradizionali, annoverati fra i beni strumentali ordinari, non rientrano quindi tra i beni attualmente agevolabili, salvo presentino specifiche caratteristiche tecnologiche richieste dalla normativa vigente.

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.
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