Price cap carburanti prorogato fino al 31 dicembre: Eni tiene la benzina a 1,99 euro e il gasolio a 2,25, Q8 sceglie il tetto modulare


Il tetto ai prezzi dei carburanti resterà in vigore fino a fine anno su una parte importante della rete italiana. Eni ha confermato il proprio price cap fino al 31 dicembre 2026, con un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,25 euro per il gasolio, e a stretto giro è arrivata anche la proroga di Q8, che però non indica un prezzo unico per tutti gli impianti.
Per IP e Tamoil, invece, la scadenza comunicata resta per ora quella di fine ottobre. Nel frattempo i prezzi medi alla pompa rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy si sono stabilizzati, ma su livelli ancora superiori ai 2 euro al litro per entrambi i carburanti.
- Eni e Q8 prorogano il tetto ai prezzi fino al 31 dicembre 2026: Eni con un massimo di 1,99 €/l per la benzina e 2,25 €/l per il gasolio, Q8 con un sistema modulare.
- Entrambe le compagnie si riservano di rivedere i livelli in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti, mentre IP e Tamoil indicano per ora una scadenza a fine ottobre.
- A fine ottobre il prezzo medio self sulla rete stradale si aggira intorno a 2,02 €/l per la benzina e 2,26 €/l per il gasolio, secondo l’Osservatorio del Mimit.
Sommario
Price cap carburanti: chi lo applica e fino a quando
Il price cap non è una misura di legge, ma un’iniziativa commerciale delle compagnie petrolifere, avviata tra fine settembre e inizio ottobre su sollecitazione del governo. Proprio per questo ogni operatore lo applica con regole proprie: c’è chi fissa un prezzo massimo valido su tutta la rete e chi preferisce un approccio differenziato per impianto.
Il quadro delle principali compagnie che hanno aderito è il seguente.
| Compagnia | Tetto benzina | Tetto gasolio | Scadenza comunicata |
|---|---|---|---|
| Eni (rete Enilive) | 1,99 €/l | 2,25 €/l | 31 dicembre 2026 |
| Q8 | Modulare, nessun prezzo unico | Modulare, nessun prezzo unico | 31 dicembre 2026 |
| IP | 1,99 €/l (valore all’avvio) | 2,19 €/l (valore all’avvio) | Fine ottobre 2026 |
| Tamoil | Non indicato | Non indicato | Fine ottobre 2026 |
Eni: tetto fisso su tutta la rete Enilive
Eni è stata la prima compagnia a introdurre il tetto, in vigore dal 28 settembre sulla rete Enilive. All’avvio il gasolio era fissato a 2,19 euro al litro; con la scadenza del taglio delle accise sul diesel, all’inizio di ottobre, il massimo è stato portato a 2,25 euro, mentre per la benzina è rimasto a 1,99 euro.
Il punto di forza della formula Eni è la sua leggibilità: l’automobilista sa in anticipo qual è il prezzo massimo che troverà su un impianto della rete, fermo restando che il prezzo praticato può essere anche inferiore al tetto. Nel confermare la proroga, la compagnia ha precisato che continuerà a monitorare le dinamiche di mercato e le forniture disponibili per valutare il livello del tetto nel corso del periodo. Eni stima in circa 700 milioni di euro il costo delle misure di contenimento dei prezzi adottate da marzo a fine anno.
Q8: proroga con approccio modulare
Q8 applica il proprio tetto dal 1° ottobre e ha deciso di prorogarlo fino al 31 dicembre 2026, motivando la scelta con la situazione di emergenza nazionale e le richieste del governo. La prosecuzione avverrà “secondo un approccio modulare”, come si legge nella nota della compagnia.
In pratica, Q8 non indica un unico prezzo massimo valido in tutti gli impianti, ma modula la misura in base alle caratteristiche della propria rete. Questa impostazione consente alla compagnia di adattare lo sconto alle diverse realtà locali e di sostenere gestori e partner della filiera. Q8 si riserva inoltre di definire le modalità applicative tenendo conto dell’evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento: il tetto, quindi, potrebbe essere rivisto se lo scenario dovesse cambiare.
IP e Tamoil: per ora scadenza a fine ottobre
IP ha avviato il proprio price cap su una parte della rete, allineandosi all’avvio ai valori Eni di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Tamoil ha aderito all’iniziativa all’inizio di ottobre con misure di contenimento dei prezzi sulla propria rete, senza però indicare un valore massimo specifico. Per entrambe la scadenza comunicata resta quella di fine ottobre: eventuali proroghe non sono state ancora annunciate.
Prezzi alla pompa: dove si trovano oggi benzina e gasolio
Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, a fine ottobre il prezzo medio in modalità self sulla rete stradale si attesta intorno a 2,02 euro al litro per la benzina e a 2,26 euro per il gasolio. In autostrada i valori salgono a circa 2,04 euro per la benzina e 2,30 euro per il gasolio.
Per dare una misura concreta del tetto, si può confrontare il costo di un pieno da 50 litri ai prezzi medi nazionali con quello calcolato ai prezzi massimi Eni.
| Carburante | Pieno a prezzo medio self Mimit | Pieno al tetto Eni |
|---|---|---|
| Benzina | 100,90 € (2,018 €/l × 50) | 99,50 € (1,99 €/l × 50) |
| Gasolio | 113,05 € (2,261 €/l × 50) | 112,50 € (2,25 €/l × 50) |
Si tratta di un calcolo nominale basato sul prezzo massimo: il prezzo effettivamente praticato dai singoli distributori della rete può essere inferiore al tetto, così come quello degli impianti non aderenti può discostarsi dalla media nazionale, in un senso o nell’altro.
Gasolio e benzina, due andamenti diversi
Il caro carburanti non ha colpito i due prodotti allo stesso modo. Secondo Unem, l’associazione delle aziende della filiera dei carburanti, a settembre le quotazioni internazionali del gasolio sono salite di circa 16 centesimi al litro, toccando il massimo storico a metà mese, contro un aumento di circa 8 centesimi per la benzina.
L’effetto si è visto anche sui consumi. Sempre secondo Unem, a settembre il gasolio per autotrazione ha registrato un calo del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre la benzina è cresciuta del 4,9%, raggiungendo i volumi più alti per un mese di settembre degli ultimi sedici anni. Nello stesso mese i prezzi medi al consumo sono stati pari a 2,102 euro al litro per la benzina e a 2,248 euro per il gasolio, con quest’ultimo che risentiva della progressiva riduzione del taglio delle accise, poi scaduto all’inizio di ottobre.
Quanto pesa il caro carburanti sul bilancio degli automobilisti
Secondo l’analisi di Facile.it, a settembre gli automobilisti italiani hanno speso, a parità di consumi, oltre 1,3 miliardi di euro in più per il carburante rispetto a dodici mesi prima. L’aumento più marcato ha riguardato il diesel, con una spesa extra superiore a 950 milioni di euro (+38% su base annua), mentre per la benzina l’aggravio ha superato i 400 milioni (+23%).
Sulla base dei prezzi di fine settembre e di una percorrenza annua di 10.000 km, le stime di Facile.it indicano una spesa di circa 1.403 euro all’anno per un’auto a benzina, 285 euro in più rispetto all’anno precedente, e di circa 1.284 euro per un’auto diesel, con un aumento di 392 euro. La stessa analisi stimava che il tetto ai prezzi introdotto dalle compagnie avrebbe potuto far risparmiare agli automobilisti oltre 100 milioni di euro nel mese di ottobre.
A metà ottobre, dopo la fine dello sconto sulle accise, un’ulteriore analisi di Facile.it sui dati del Mimit, condotta su oltre 19.500 distributori della rete stradale che avevano aggiornato i prezzi in modalità self, rilevava che il 52% degli impianti vendeva la benzina sotto i 2 euro al litro, mentre per il gasolio la quota di distributori sotto i 2,20 euro scendeva al 26%. Le Marche erano la regione con la quota più alta di impianti sotto questa soglia per il diesel (38%), seguite dall’Abruzzo (36%).
Cosa può succedere nei prossimi mesi
La proroga di Eni e Q8 offre un orizzonte più lungo rispetto alle scadenze mensili delle settimane scorse, ma entrambe le compagnie hanno lasciato aperta la possibilità di rivedere i livelli del tetto in base al mercato. Per IP e Tamoil, invece, resta da capire se le misure proseguiranno oltre ottobre.
Il tema è anche al centro del dibattito sulla prossima Manovra. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva dichiarato a metà ottobre che il governo stava lavorando affinché il price cap fosse prorogato anche nei mesi successivi. Le associazioni dei gestori Faib-Confesercenti e Fegica hanno invece proposto un tetto stabilito dallo Stato, temporaneo e uguale per tutti gli operatori, calcolato su indicatori di mercato. Nell’analisi di Sky TG24, se il contributo delle compagnie dovesse venire meno, lo Stato potrebbe valutare un nuovo intervento sulle accise, sostenuto dal maggior gettito Iva legato a prezzi più alti di quelli stimati a inizio anno.
Per chi fa rifornimento, nel frattempo, i prezzi praticati dai singoli impianti restano consultabili sull’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, dove ogni distributore è tenuto a comunicare i propri listini: un riferimento utile per confrontare le stazioni della propria zona, anche alla luce delle differenze tra modalità self e servito e tra rete stradale e autostradale.

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