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Imu e Tari, arriva lo sconto con addebito su conto corrente

Pubblicato il 07-11-2023 | Aggiornato il 09-05-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
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Un fisco più amico, che tende la mano ai contribuenti. E soprattutto pagamenti più semplici, più veloci, più digitalizzati per eliminare tutti quegli ostacoli, quelle lungaggini e quei passaggi burocratici troppo farraginosi. 

E’ questo lo scopo della nuova riforma fiscale la cui parola d’ordine è, appunto, semplificazione e che punta a rafforzare i canali telematici anche per il fisco locale.

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In quest’ottica si inserisce la novità che interessa la maggior parte di noi contribuenti e cioè quello sullo sconto su Imu e Tari a favore dei cittadini ‘virtuosi’ che pagano in modo puntuale e in tempi brevi addebitando i pagamenti su conto corrente.

Vediamo, allora, quali sono i punti principali di questa riforma fiscale che più interessano i cittadini, in particolare quelli che riguardano la prossima introduzione dello sconto su Imu e Tari.

L’addebito diretto di Imu e Tari sul conto corrente

L’articolo 30 della bozza del decreto legislativo di attuazione della riforma fiscale prevede che il contribuente che sceglie l’addebito diretto sul conto corrente bancario o postale (come già avviene, ad esempio, per le utenze domestiche), otterrà uno sconto del 5% dell’importo dovuto, fino a un massimo di mille euro.

Insomma, si sceglie di premiare chi opta per l’addebito diretto, vista l’immediatezza del pagamento.

L’obiettivo è chiaro: puntando ad incentivare il pagamento spontaneo dei cittadini, rendendolo anche più semplice attraverso la domiciliazione bancaria o gli strumenti di pagamento elettronici, si favorisce il corretto e puntuale pagamento dei tributi.

Molto spesso, infatti, tanti servizi locali, non vengono pagati in maniera puntuale. E questo accade non tanto per volontà di evadere, ma per dimenticanza o per la difficoltà di far fronte agli adempimenti stessi (perché ad esempio non si padroneggia l’home banking e bisogna, quindi, recarsi direttamente allo sportello bancario o postale).

Incentivare, quindi, i pagamenti spontanei potrebbe essere una soluzione ottimale insieme al pagamento semplificato come il Rid, appunto, o altri strumenti di pagamento elettronico.

La conferma si è avuta con le multe per violazione del codice della strada che prevedono uno sconto del 30% in caso di pagamento entro cinque giorni. Proprio lo sconto, infatti, ha portato molti automobilisti a pagare velocemente le sanzioni. Un’idea, dunque, vincente che potrebbe ottenere gli stessi risultati se applicata anche a Imu, Tari e altri tributi locali.

La delega va in questa direzione: premiare chi adempie tempestivamente al proprio dovere.

Ma che cos’è il Rid bancario?

Rid significa Rapporto interbancario diretto ed è una modalità di pagamento che permette di addebitare in maniera automatica sul proprio conto corrente una determinata somma da versare ad un creditore.

Generalmente, proprio per rendere più veloci e comode le operazioni, viene utilizzato per pagamenti ricorrenti piuttosto che per quelli singoli, come ad esempio nel caso di bollette, affitti, etc.

Ovviamente per autorizzare i pagamenti automatici con Rid bancario è necessario che il cliente dia espressamente, con una richiesta scritta firmata, la propria autorizzazione all’istituto di credito. In questo modo la banca scalerà la somma dovuta, nel giorno stabilito, in automatico, senza chiederne l’autorizzazione ogni volta. Insomma, un servizio molto comodo e veloce. È importante, però, accertarsi che vi sia sempre a disposizione sul proprio conto corrente la somma necessaria a coprire l’importo dovuto, per non rischiare di andare in rosso o di dover pagare la rata in ritardo con addebito di eventuali interessi di mora.

Il Rid bancario è generalmente gratuito, non prevede l’applicazione di imposte di bollo o l’emissione di ricevute a pagamento. E’ comunque sempre meglio verificare con la propria banca tutte le clausole contrattuali prima di attivarlo. Alcune banche, infatti, applicano una tariffa ( anche se minima) al servizio, mentre altre prevedono solo un certo numero di Rid gratuiti nel canone mensile del conto corrente.

Lo sconto non sarà automatico

Tornando alla riforma fiscale, anche se si attende ancora il testo ufficiale del decreto attuativo, bisogna sottolineare, in quanto già specificato nella bozza, che lo sconto Imu e Tari non sarà automatico. E questo perché dovranno essere i  singoli enti locali a poter disporre l’applicazione o meno della misura, mediante un apposito regolamento.

Toccherà ai Comuni, insomma, indicare gli importi per via telematica. A quel punto il contribuente sarà libero di scegliere. Ma solo se opterà per l’addebito diretto potrà ottenere lo sconto. Il meccanismo è dunque semplice. Sebbene sia ancora in fase di valutazione il nuovo sistema dei tributi locali sembrerebbe ormai certo, viste le intenzioni di andare sempre più verso la digitalizzazione e un maggior dialogo con il contribuente, con l’obiettivo finale della semplificazione.

Tra l’altro questa iniziativa punterebbe anche a ridurre i contenziosi legati a mancati riconoscimenti delle varie agevolazioni, proprio perché non sono state presentate comunicazioni diverse rispetto alla dichiarazione Imu ufficiale.

Non solo sconto su Imu e Tari

La bozza del decreto presenta un ampio ventaglio di norme che puntano alla logica della semplificazione nelle modalità di versamento dei tributi locali tra questi anche le compensazioni tra tributi locali diversi e le definizioni agevolate che potranno decidere con più autonomia i Comuni.

La bozza del decreto, all’articolo 3, infatti, prevede di dare il potere agli enti locali di introdurre autonome definizioni agevolate dei propri tributi, quindi di poter decidere autonomamente su eventuali sanatorie di cartelle e multe. In questo modo l’ente locale non dovrà per forza aspettare una norma nazionale per prevedere rottamazioni, saldi e stralci o altre metodologie per riscuotere parte dei debiti accumulati (o cancellarli del tutto quando non vale la pena riscuoterli).

Ovviamente i sindaci potranno agire, ma con dei limiti: “si dovranno verificare esigenza straordinarie – si legge nella bozza - per prevedere sanatorie a tempo limitato a livello locale, questo per non compromettere la normale attività di riscossione”.

Inoltre, in caso di sanatoria degli enti locali, non si potrà prevedere uno stralcio del debito senza il pagamento di un corrispettivo, come invece è avvenuto con la legge di bilancio 2023 che prevedeva lo stralcio automatico, senza alcuna richiesta da parte del contribuente, delle cartelle fino a mille euro, inclusi quelli derivanti da precedenti definizioni agevolate.

Per quanto riguarda le tasse automobilistiche è stato previsto di modificare il periodo tributario entro cui individuare i soggetti obbligati al pagamento. Mentre nessuna novità è stata prevista per gli importi delle tasse automobilistiche. E questo perché già da tempo alcune regioni, come ad esempio la Lombardia e la Campania, hanno deciso di applicare agevolazioni (con sconti dal 15 al 20%. ) per chi opta per la domiciliazione bancaria del tributo. L’ottica premiale è sempre la stessa che verrà applicata anche su Imu e Tari.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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