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Conti correnti 2026: giacenza media e ISEE, cosa sapere

11 feb 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

Ragazza al computer che fa calcoli

Nel calcolo dell’ISEE 2026, la giacenza media sui conti correnti gioca un ruolo fondamentale e spesso sottovalutato.

Eppure sapere come funziona il calcolo dell’indicatore e su cosa si basa è essenziale, perché anche un piccolo errore può incidere sull’accesso a bonus e agevolazioni, o addirittura impedirlo.

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Sommario

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Cos’è la giacenza media, cosa include e come si calcola sui conti correnti

La giacenza media - da non confondere con il saldo contabile del conto corrente -, rappresenta l’importo medio detenuto su conti correnti, libretti e carte prepagate (carte conto e carte senza iban) nel corso dell’anno. Ai fini del calcolo dell’ISEE 2026, si considera il dato al 31 dicembre 2024, inerente la liquidità di due anni prima.

Le giacenze medie dei conti correnti si calcolano sommando i saldi giornalieri dell’anno e dividendo il totale per 365 giorni (366 negli anni bisestili).

Ad esempio: nel caso in cui durante i primi quattro mesi dell’anno si sia detenuta una somma di 8.000 euro e nei restanti otto mesi 12.000 euro, la giacenza media si attesta intorno a 11.333 euro.

La maggior parte delle banche predispone il documento di giacenza media e inoltra al proprio cliente una notifica di disponibilità della relativa certificazione in download (dall’area clienti o via app). In alternativa, la certificazione può essere richiesta sempre tramite home banking o mobile banking, oppure direttamente allo sportello bancario o postale.

Incidenza della giacenza media sul calcolo dell’ISEE 2026

Considerata un vero e proprio specchio del patrimonio mobiliare, la giacenza media è un elemento chiave per il calcolo dell’ISEE. Insieme ai redditi della famiglia, infatti, definisce l’Indicatore della Situazione Patrimoniale (ISP), che a sua volta incide sul valore finale dell’ISEE.

Un contribuente con giacenza media elevata avrà un ISEE altrettanto elevato, il che impedisce, ovviamente, l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali riservate ai cittadini in condizioni di fragilità economica.

Per questo motivo, risulta fondamentale dichiarare correttamente tutti i rapporti economici e il loro ammontare, indicando la quota di competenza in modo preciso e senza errori.

Solo in questo modo, agendo in autotutela, ci si può assicurare che l’ISEE rifletta esattamente la propria situazione economica, preservando l’accesso a eventuali aiuti statali.

Errori comuni e consigli pratici per dichiarare correttamente i conti correnti

I contribuenti sottovalutano spesso l’importanza di dichiarare i rapporti finanziari nel loro complesso, intendendo anche quelli che, apparentemente, potrebbero sembrare trascurabili.

I conti correnti con saldo a con pochi euro, ad esempio, ma anche i libretti postali dormienti, le carte prepagate con IBAN usate per i piccoli acquisti, i conti chiusi durante l’anno e i conti correnti aperti all’estero.

Ebbene, tutti questi rapporti vanno considerati, indicando sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua. Anche immobili secondari, terreni, quote ereditarie o beni esteri devono essere inclusi, così come redditi minori o saltuari (borse di studio, assegni di mantenimento, compensi occasionali o rendite estere).

Altro errore frequente, commesso dai contribuenti, riguarda la confusione tra saldo e giacenza media. La legge infatti valuta entrambi i valori, poiché oggetto di calcoli differenti. Compilare male questa sezione può falsare l’indicatore e comportare rettifiche successive, con perdita di tempo evitabili e, soprattutto, revoche di bonus già ottenuti.

Non bisogna trascurare inoltre l’anno di riferimento. Per l’ISEE 2026 è necessario dichiarare i redditi e i patrimoni del 2024, non del 2025. 

In sostanza, nessuna voce va trascurata e la compilazione deve essere accurata, eventualmente con l’aiuto di un CAF o di un professionista qualificato. Per maggiori informazioni, sono disponibili le istruzioni per la compilazione ISEE sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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