Contanti: dal 1 Gennaio 2022 in vigore le nuove regole

La strada era ormai segnata da tempo e con l’arrivo del nuovo anno sarà anche l’unica da seguire: stiamo parlando della stretta portata avanti nel nostro Paese sui pagamenti in contante.

D’altronde nell’epoca della moneta digitale l’uso del denaro contante sta passando sempre più in secondo piano. Non solo, l’obiettivo a cui si punta è quello di combattere l’evasione fiscale e contrastare il riciclaggio di denaro.

È per tutti questi motivi che dal 1 gennaio 2022 il tetto per i contanti è stato abbassato a mille euro, dai duemila in vigore fino a fine 2021.La stretta è stata prevista nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (decreto legge 124/2019, approvato dal governo Conte-bis) per rafforzare, appunto, la lotta al nero e portare l’Italia sempre più verso una strategia cashless.

Non si è trattato di un cambio repentino. Il provvedimento, infatti, aveva già previsto una graduale riduzione in due tappe:

  • la prima è scattata nel luglio di due anni fa e ha portato la soglia da 3.000 a 2.000 euro in vigore fino a dicembre scorso;
  • la seconda, scattata appunto il 1 gennaio 2022, ha ridotto ulteriormente questa soglia da 2.000 a 1.000 euro.

Una modifica questa che costituisce la quinta in 10 anni e la nona in 20 anni. La strada ormai è dunque aperta, tornando al livello che era già stato fissato oltre 10 anni fa, e, precisamente, nel 2011 con il decreto Salva Italia poi cambiato cinque anni dopo. Nulla dunque, che non fosse già previsto.

Una restrizione, questa, che è comunque tutta italiana e che potrebbe addirittura rischiare di andare in contrasto con le norme Ue che vogliono in materia il parere obbligatorio della Banca Centrale Europea.

I dettagli delle restrizioni

Ma vediamo nello specifico questa stretta in cosa consiste.

Saranno possibili pagamenti in contanti solo fino a 999 euro e 95 centesimi, per l’esattezza. Questa cifra viene fuori dal fatto che l’importo da pagare deve essere arrotondato per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini alla cifra dell’importo richiesto, per motivi legati alla produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi.

Questa soglia è valida sia per i pagamenti verso altre persone che per quelli verso le aziende. Ciò significa che sono vietate anche le donazioni e i prestiti tra parenti in contanti superiori a questa cifra.

Dunque, per poter effettuare un acquisto superiore a tale soglia sarà necessario effettuare un pagamento tracciabile. Vale la pena ricordare gli strumenti che potranno invece essere utilizzati necessariamente per importi superiori: bonifici postali e bancari, assegni, carte di credito o di debito, carte bancomat e prepagate; tutti mezzi questi, appunto, tracciabili.

Utilizzando questi strumenti saranno consentiti i cosiddetti pagamenti misti, cioè contanti più strumenti tracciabili, purché la parte in contante non superi sempre il limite dei mille euro. Ad esempio, per pagare un servizio pari a 1700 euro sarà possibile consegnare al professionista 900 euro in contanti e 800 euro con bonifico o assegno. L’importante è che la somma in contanti sia sempre al di sotto del limite dei 999,95 euro.

Ancora, a fronte di una fattura unica superiore ai mille euro per la vendita di un certo bene sarà possibile accettare denaro contante a titolo di caparra fino alla soglia dei 999,95 euro.

Vale la pena sottolineare che comunque cifre superiori ai mille euro potranno essere tenute in casa, ma potranno essere spesi un po' alla volta entro la soglia stabilita.

Vietati i pagamenti frazionati

Fatta la legge trovato l’inganno, si usa dire. In questo caso, però, la normativa antiriciclaggio ha preceduto i ‘furbetti’ dei pagamenti (visti i precedenti con il super cash back, ndr) vietando i pagamenti frazionati.

Non è, dunque, possibile effettuare più pagamenti inferiori alla soglia per superare appunto il limite dei mille euro, effettuati in diversi momenti e nell’arco di una settimana. Tali trasferimenti, infatti, potranno essere eseguiti solo tramite banca o poste. Le sanzioni vanno da mille a 50mila euro.

Eccezioni: quando si può superare il limite

I cambiavalute

Il decreto legge 146 del 2021 ha, però, previsto delle eccezioni: la nuova soglia dei mille euro non riguarda le attività dei cambiavalute iscritti nell’apposito registro tenuto dall’Autorità prevista dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. In questi casi si applicherà infatti la soglia dei tremila euro prevista dal decreto legislativo 231 del 2007.

Gli stranieri

Una deroga è prevista anche per gli stranieri che spendono in Italia. È quanto prevede l’articolo 3 del Dl 16/2012, convertito nella legge 44/2012 che disciplina che per l’acquisto di beni e servizi legati al turismo effettuato da persone straniere che abbiano residenza fuori dai confini nazionali l’asticella del tetto dei contanti è alzata a ben 15mila euro. È previsto, però, che il venditore debba inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’applicazione della deroga e il deposito dell’incasso entro le 24 ore presso la banca o le poste.

Il proprio conto corrente

Si può superare la soglia dei mille euro per versare o prelevare sul proprio conto corrente o libretto di risparmio perché si tratta di transazioni effettuate dallo stesso soggetto e non, dunque, di un trasferimento di denaro ad altre persone. Se riceviamo, ad esempio, per la nostra attività prima 400 euro, poi 600 euro e successivamente altri 500, potremo versare tranquillamente 1500 euro tutti insieme sul nostro conto corrente.

Lavoro autonomo occasionale e PA

Sono consentite le transazioni in contante oltre i mille euro per attività di lavoro autonomo occasionale, come ad esempio possono essere i pagamenti effettuati ai collaboratori domestici con contratto regolare o in favore della Pubblica amministrazione.

Le sanzioni

Per chi non rispetta la regola (sia chi paga sia chi riceve la somma) scatteranno delle sanzioni amministrative con multe che possono andare da mille a 50mila euro. Somma che può essere quintuplicata se parliamo di violazioni che si riferiscono a cifre oltre i 250mila euro. Viene punita anche l’omessa segnalazione alle direzioni territoriali con multe che vanno dai 3mila a 15mila euro. La soglia minima della sanzione partirà dai tremila euro, quindi pari al triplo rispetto a quella di chi commette la violazione, per i professionisti.

Sia chi trasgredisce il limite della soglia dei mille euro sia chi omette di comunicare l’irregolarità potrà beneficiare dell’oblazione, anche se differenziata. Di cosa si tratta? Con l'oblazione attraverso il pagamento allo Stato di una somma di denaro prestabilita, verrà estinto il reato. In questo caso per chi commette l’infrazione si passerà da una sanzione che andrà da un minimo di 4mila a 2mila euro. Chi invece non ha comunicato l’irregolarità continuerà a pagare un minimo di 5mila euro, pari ad un terzo del massimo.

pubblicato da il 2 febbraio 2022

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Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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