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Come chiedere un rimborso per acquisti effettuati con carte di credito

13 ago 2021 | 2 min di lettura | Pubblicato da Salvatore Bruno

carta di credito expert speaks rimborsi per acquisti con carta di credito

La tracciabilità delle transazioni è uno dei vantaggi che offre l’uso della carta di credito o carta di debito. Ciò offre un’agevolazione nelle procedure di rimborso. Il consumatore può di solito attivare queste ultime se non ha ottenuto ciò per cui ha pagato, ha ricevuto qualcosa di difettoso, rotto, oppure (nel caso di acquisti online) ha ricevuto qualche cosa che è diverso da come è stato descritto.

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Cosa fare per chiedere un rimborso

Prima di contattare l’emittente della carta è sempre meglio provare a rivolgersi al venditore ed eventualmente attenersi alle procedure di reclamo di quest’ultimo. Procedure che sono di solito disponibili sul sito del commerciante. Se questi non fosse raggiungibile o non offrisse aiuto, allora bisogna contattare il gestore della carta o del sistema di pagamento tramite il quale si è conclusa la transazione.

È consigliabile tenere traccia delle comunicazioni intercorse con il venditore, con la società che ha emesso la carta ed eventualmente dell’intermediario di pagamento (Paypal, Stripe, Sofort o simili).

Tali riscontri potrebbero essere utili nel caso si verificassero contestazioni. Tuttavia è utile specificare che quando si verificano transazioni tra privati, anche con l’ausilio di piattaforme di intermediazione come eBay, è molto più complesso e difficile ottenere un rimborso.

Quanto tempo ho per chiedere un rimborso?

Le tempistiche variano secondo il commerciante. PayPal per esempio, come scritto sul sito dell’azienda, offre al consumatore 180 giorni di tempo dall’avvenuto pagamento per aprire una controversia. Per le carte di credito, queste scadenze variano in base agli emittenti.

Tipologie di rimborso

L’intestatario di una carta di credito o debito potrebbe chiedere il rimborso dei suoi soldi avanzando una richiesta di risarcimento per transazioni contestate o chargeback secondo le procedure dell’emittente. Anche in questo case è consigliabile chiedere per iscritto e tenere traccia delle corrispondenze.

Cosa fare in caso di contestazioni

Qualora il fornitore della carta accogliesse le richieste che il consumatore ha inoltrato, il commerciante potrebbe tuttavia contestare il rimborso, anche se questo fosse già avvenuto. Se poi il fornitore della carta negasse la richiesta di chargeback, l’acquirente può chiedere contezza di questa decisione. In alcuni casi specifici, il consumatore che lo ritenga opportuno può rivolgersi anche all’Arbitro Bancario e Finanziario, la camera arbitrale per la risoluzione di controversie che coinvolgono gli istituti di credito.

Autore
salvatore bruno

Giornalista finanziario che ha lavorato a Londra, Parigi e Milano presso il Gruppo Financial Times, Acuris (in precedenza Mergermarket), Euromoney ed altre testate specialistiche.

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