Crisi climatica, ecco come cambiano le assicurazioni

La crisi climatica sta cambiando il mercato assicurativo, aumentando i rischi per immobili, imprese e investimenti. Ondate di calore, alluvioni, siccità e tempeste impongono alle compagnie di ripensare premi e coperture, mentre per famiglie e aziende diventa fondamentale prevenire i danni. La sfida non è più soltanto risarcire le perdite, ma anticipare gli eventi e ridurre l'esposizione ai rischi.
Un albergo può perdere attrattività se le temperature estive diventano insostenibili, un'azienda agricola può vedere compromessi i raccolti da precipitazioni violente e un'infrastruttura può richiedere interventi aggiuntivi per resistere agli eventi estremi. Il cambiamento climatico incide così anche sulla redditività degli investimenti e sulla possibilità di assicurare determinati beni a condizioni sostenibili.
- L’aumento degli eventi meteo estremi rende fondamentale affiancare alla polizza investimenti concreti in prevenzione per proteggere beni, imprese e investimenti.
- Si affermano coperture innovative come le polizze parametriche con indennizzi automatici, ma cresce il pericolo che le zone più vulnerabili diventino non assicurabili.
- Quasi la metà degli italiani è pronta ad adeguare le proprie polizze per tutelare casa e veicoli da rischi emergenti come grandine e alluvioni.
Assicurazioni e cambiamento climatico: perché conta la prevenzione
Il modello assicurativo tradizionale si basa sul trasferimento del rischio attraverso una polizza che prevede un indennizzo in caso di evento coperto. L'aumento dell'incertezza climatica rende però più complessa la valutazione della frequenza e della gravità dei danni.
Occorre capire dove potrebbero verificarsi gli eventi, quali conseguenze produrrebbero e come limitarne gli effetti. Temperature fino a 44 gradi a Ferragosto possono ridurre la fruibilità delle spiagge e modificare i flussi turistici. In agricoltura, invece, rovesci improvvisi e intensi possono compromettere produzioni di qualità, come quella del pomodoro pachino.
La capacità di adattamento diventa quindi essenziale per evitare uno squilibrio strutturale tra costi e ricavi. L'assicurazione resta uno strumento fondamentale, ma deve essere affiancata da investimenti in prevenzione e resilienza.
La valutazione del rischio guida gli investimenti
Il primo passo consiste nel misurare l'esposizione ai rischi climatici, considerando le caratteristiche del territorio, la probabilità degli eventi e la vulnerabilità dei beni.
Le analisi possono riguardare terreni agricoli, allevamenti, infrastrutture, ecosistemi e amministrazioni pubbliche. I risultati consentono di individuare le aree più esposte e pianificare interventi mirati, dal miglioramento dei sistemi di drenaggio alla gestione delle riserve idriche.
Per gli investitori immobiliari, valutare il rischio significa anche capire se gli eventi estremi possano compromettere il valore di una proprietà, aumentarne i costi di gestione o limitarne l'assicurabilità. La gestione climatica entra così nelle decisioni finanziarie e può influenzare anche l'accesso al credito.
Polizze parametriche, come funzionano
Tra gli strumenti in evoluzione figurano le assicurazioni parametriche, che prevedono un pagamento al raggiungimento di parametri oggettivi stabiliti nel contratto. Le variabili possono comprendere velocità del vento, precipitazioni e temperature.
Quando viene superata la soglia concordata, scatta l'erogazione secondo le condizioni previste, senza dover necessariamente attendere una valutazione analitica dei danni. Questo meccanismo può accelerare l'accesso alle risorse dopo una catastrofe.
La copertura deve però essere progettata con attenzione: l'importo riconosciuto può differire dalle perdite effettive. La scelta dei parametri e l'affidabilità dei sistemi di misurazione sono quindi determinanti per ridurre il rischio di una protezione insufficiente.
Barriere coralline e uragani: il progetto nei Caraibi
Un esempio arriva dai Caraibi, dove Willis, società di Wtw, e il Caribbean Biodiversity Fund hanno annunciato un progetto pilota per proteggere le barriere coralline dagli uragani attraverso una copertura parametrica denominata «Dynamic Cat-in-Circle».
Il programma interessa circa 1.800 chilometri quadrati di barriera corallina lungo le coste di Repubblica Dominicana, Giamaica, Saint Lucia e Saint Vincent e Grenadine. L'obiettivo è rendere disponibili risorse per il ripristino degli ecosistemi dopo eventi estremi.
Nelle coperture tradizionali Cat-in-Circle, il pagamento è legato a un'area geografica prestabilita. Il modello dinamico modifica invece l'area assicurata in funzione delle caratteristiche del ciclone, in particolare del raggio dei venti massimi.
Il progetto mostra come l'assicurazione possa proteggere anche ecosistemi dai quali dipendono turismo, pesca e attività economiche locali. Le barriere coralline contribuiscono inoltre alla protezione delle coste, rendendo la loro conservazione importante anche sul piano finanziario.
Dalle Alpi a Venezia, le applicazioni in Italia
La misurazione preventiva del rischio può trovare applicazione anche in Italia. Le aree alpine sono esposte a fenomeni atmosferici intensi, mentre le zone costiere e lagunari, come Venezia, devono affrontare rischi legati all'acqua e alla vulnerabilità delle infrastrutture.
Anche il settore agricolo deve adattarsi a siccità prolungate, ondate di calore e precipitazioni violente, fenomeni che possono compromettere i raccolti e rendere più instabili i ricavi.
La strategia prevede tre passaggi:
- valutare l'esposizione;
- ridurre il rischio attraverso interventi mirati;
- trasferire al mercato assicurativo la quota residua.
Gli enti pubblici hanno un ruolo importante nella pianificazione territoriale, nella manutenzione delle infrastrutture e nella gestione delle risorse idriche.
Rischio climatico, cresce il pericolo di restare senza copertura
L'aumento dei danni potenziali può spingere le compagnie a rivedere premi, franchigie, massimali ed esclusioni, fino a ridurre l'offerta nelle aree più esposte. Una parte crescente delle perdite potrebbe così ricadere direttamente su famiglie, imprese e amministrazioni.
Il rapporto Sounding the Alarm di Inside Track, basato sulle testimonianze di circa 24 professionisti senior del settore assicurativo e riassicurativo nel Regno Unito e in Europa, richiama l'attenzione sul progressivo ritiro delle coperture e sull'aumento delle perdite non assicurate.
Il fenomeno è già osservabile negli Stati Uniti, dove alcune compagnie hanno ridotto determinate coperture contro gli incendi boschivi in California e gli uragani in Florida e Louisiana. Nel Regno Unito preoccupano invece le difficoltà assicurative per alcune abitazioni esposte alle alluvioni.
In Europa, secondo i dati richiamati dall'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), soltanto un quarto delle perdite economiche provocate dalle catastrofi naturali risulta coperto dalle assicurazioni.
Le conseguenze possono estendersi al mercato immobiliare e al credito: una proprietà difficile da assicurare potrebbe perdere attrattività e diventare più complicata da finanziare. Inoltre, la valutazione dei rischi fisici richiede modelli capaci di considerare scenari climatici di lungo periodo, oltre alla durata annuale delle polizze.
Italiani più attenti alle polizze contro gli eventi atmosferici
La crescente esposizione al maltempo influenza anche le scelte delle famiglie italiane. Secondo un'indagine Nielsen pubblicata il 21 ottobre 2026, il 47,9% degli italiani ha già modificato o è pronto a modificare il proprio approccio assicurativo in risposta all'aumento dei rischi climatici.
Il 22% degli intervistati ha sottoscritto negli ultimi tre anni una polizza casa, auto o moto con coperture specifiche contro determinati eventi atmosferici. Un ulteriore 25,9% è più preoccupato rispetto al passato e intende valutare una protezione.
Per scegliere una polizza è importante verificare garanzie, massimali, franchigie ed esclusioni. La responsabilità civile auto, per esempio, non copre automaticamente i danni causati al proprio veicolo da grandine o alluvioni: servono garanzie accessorie specifiche. Anche per le abitazioni occorre controllare quali eventi siano effettivamente inclusi nel contratto.
Il costo del premio va confrontato con il valore dei beni, l'esposizione territoriale e la capacità di sostenere eventuali spese impreviste.

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.
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