RC Auto 2025: meno incidenti ma risarcimenti più cari. Cosa cambia per gli automobilisti italiani
25 mar 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Alessandro da Rin Betta

Buone e cattive notizie per chi guida in Italia. Il 2025 ha portato una significativa riduzione degli incidenti stradali — la frequenza sinistri è scesa al 4,32%, con un calo del 2,9% rispetto al 2024 — ma i costi medi dei risarcimenti hanno continuato a salire, toccando quota 2.269 euro per sinistro. È la fotografia scattata dall'ANIA, l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, nel suo rapporto annuale sul ramo RC Auto, basato su oltre 36 milioni di assicurati e 1,6 milioni di sinistri rilevati da 28 compagnie che coprono il 94% del mercato.
Sommario
Meno incidenti sulle strade italiane: perché?
Il calo della frequenza sinistri non è un fatto isolato: rappresenta una tendenza strutturale ormai consolidata. Rispetto al 2019 — ultimo anno pre-pandemico di riferimento — gli incidenti si sono ridotti di circa il 18%. E i consumi stabili di carburante nel 2025 escludono che dipenda da una contrazione della mobilità privata.
I fattori in gioco sono molteplici e convergenti
Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore a dicembre 2024 e pienamente operativo nel 2025, ha inasprito controlli e sanzioni. L'espansione delle Zone 30 nelle aree urbane e la crescente diffusione di micromobilità — monopattini, bike sharing — hanno abbassato le velocità medie. Parallelamente, i sistemi ADAS (frenata automatica d'emergenza, cruise control adattivo, mantenimento della corsia) si stanno diffondendo rapidamente nel parco circolante, riducendo gli incidenti evitabili. A completare il quadro, la telematica assicurativa con i modelli "Pay As You Drive" e "Pay How You Drive" premia i comportamenti virtuosi al volante, e la stabilizzazione dello smart working continua a distribuire meglio i flussi di traffico nelle ore di punta.
Il miglioramento ha riguardato quasi tutti i veicoli: le autovetture private hanno segnato un -2,8%, gli autocarri pesanti un -4,5%. Fanno eccezione i motocicli ad uso privato, la cui frequenza sinistri è invece cresciuta dello 0,4% — una tendenza in atto da anni, che conferma la maggiore esposizione al rischio di questa categoria.
Il caro-sinistri: l'inflazione pesa sui risarcimenti
Se sulla frequenza i dati sorridono, sul fronte dei costi la musica cambia. Il costo medio per sinistro liquidato nel 2025 è aumento del 2,8% rispetto ai 2.207 euro del 2024, attestandosi a 2.269 euro. La causa principale è l'inflazione strutturale accumulata dal 2022: nel triennio 2022-2025, i pezzi di ricambio sono rincarati del 16,4%, mentre i risarcimenti per danno biologico di lieve entità — quelli fino a nove punti di invalidità permanente — sono aumentati complessivamente di oltre il 18%, in linea con l'inflazione generale (+17,2%).
Crescono i costi sia nella gestione CARD (il sistema di risarcimento diretto tra compagnie che permette all'automobilista non responsabile di rivolgersi direttamente alla propria compagnia per ottenere il rimborso): le partite CID — che coprono danni al veicolo e danni fisici lievi — sono aumentate del 3,5%, mentre le partite CTT — danni alle cose e ai trasportati — segnano un incremento più marcato del 12%. Aumenta anche il costo medio dei sinistri gestiti fuori convenzione (NO-CARD), su del 3,2%.
Per i motoveicoli si registra una dinamica particolare: i motocicli mostrano una riduzione del costo medio (-1,7%), mentre i ciclomotori segnano un forte aumento (+8,1%), riportando il settore delle due ruote a sostanziale stabilità complessiva.
Il sistema CARD: 84% dei sinistri gestiti in risarcimento diretto
Nel 2025 l'84% dei sinistri è rientrato nel sistema CARD. Un dato stabile rispetto al 2024 e al 2023, anno in cui era cresciuto di quasi tre punti percentuali in seguito all'estensione dell'obbligo anche alle imprese assicurative estere operanti in Italia.
La percentuale varia per tipologia di veicolo: per le autovetture private si attesta all'86,6%, per i motocicli all'85,2%, mentre per gli autocarri si ferma al 69,5% — valore più basso spiegato dalla maggiore complessità e gravità dei sinistri che coinvolgono i mezzi pesanti.
I tempi di liquidazione si allungano leggermente
Un segnale da monitorare riguarda la velocità di liquidazione dei sinistri: nel 2025 il 73,2% dei sinistri è stato chiuso entro il primo anno di osservazione, in lieve calo rispetto al 73,9% del 2024 e ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (75% nel 2019-2020). Il rallentamento interessa sia i sinistri CARD (dal 78,5% al 77,9%) sia quelli NO-CARD (dal 53,1% al 51,9%), dove i tempi sono strutturalmente più lunghi per la presenza di danni fisici gravi che richiedono valutazioni medico-legali più complesse.
Cosa significa per il tuo premio RC Auto?
Il quadro complessivo racconta di un settore in chiaroscuro: meno sinistri, ma più costosi da risarcire. La riduzione della frequenza incoraggia l'idea di strade più sicure, ma l'aumento dei costi medi — trascinato dall'inflazione e dai rincari sui materiali — continua a fare pressione sui premi assicurativi.
In questo contesto, comparare le offerte delle polizze RC Auto prima del rinnovo diventa ancora più importante per trovare la soluzione più adatta al proprio profilo di guida, al tipo di veicolo e alle proprie esigenze di copertura.
- Incidenti in calo: nel 2025 la frequenza sinistri RC Auto è scesa al 4,32%, grazie a Codice della Strada, ADAS, telematica e smart working; -18% rispetto al 2019.
- Risarcimenti più costosi: il costo medio per sinistro è salito a €2.269, spinto da rincari su ricambi e danno biologico, con pressione sui premi.
- ADAS in crescita: sistemi come frenata automatica e cruise control adattivo riducono gli incidenti; obbligo su nuovi veicoli dal 2024 ne aumenterà l’impatto su sinistri e premi.
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