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Linee ADSL al di sotto del 50%: il sondaggio AGCOM

Cresce l’uso di internet, cambiano le modalità di consumo, i dati viaggiano su binari sempre più veloci. Lo scenario digitale è insomma in continua evoluzione, e a mutare non sono solo le abitudini degli utenti, ma anche la tecnologia, che sviluppa soluzioni sempre più avanzate ed efficienti. A certificarlo sono i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni diffusi a gennaio dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), che restituiscono una fotografia abbastanza nitida del panorama italiano digitale.

Crescono gli accessi da rete mobile

Il primo dato in evidenza è il calo degli accessi da rete fissa. Tra luglio e settembre 2019 le connessioni internet casa si sono ridotte di circa 190 mila unità rispetto al trimestre precedente. La contrazione, rispetto allo stesso periodo del 2018 tocca quota -780 mila.  Di contro, aumentano i contratti di telefonia mobile e la crescita della banda larga mobile prosegue a ritmi accelerati, con oltre il 60% di accessi in più rispetto a settembre 2018: nel terzo trimestre del 2019 quasi il 7 sim ogni 10 – tra quelle usate sia per voce sia per traffico dati – è stata usata per la navigazione, con un consumo medio unitario di dati stimato in circa 6,3 gigabyte al mese.

Sim: avanti tutta le “m2m”

In stallo invece il mercato delle sim, o almeno di quelle “tradizionali”. Se da una parte l’Osservatorio rileva su base annua un aumento complessivo di 0,5 milioni di schede, il dato positivo è dovuto soprattutto alla rapida crescita delle sim “m2m”, sigla che sta per “machine to machine”. Si tratta delle sim esclusivamente dedicate al traffico dati, utilizzate per consentire ai dispositivi intelligenti di scambiare informazioni in entrata ed in uscita con altri dispositivi. Sono utilizzate prevalentemente nell’industria, ma anche in ambito domestico, installate su sistemi di allarme o altri dispositivi di smart home. In 12 mesi le m2m sono aumentate di 3,3 milioni di unità, a fronte di una riduzione significativa delle sim “solo voce” e “voce+dati”, che insieme registrano una flessione di 2,7 milioni di unità.

Il leader del mercato si conferma Tim, con il 30% di quota, seguito da Vodafone (28,8%) e Wind Tre (28,1%) mentre Iliad rappresenta il 4,4% del mercato. Come sottolinea però l’Agcom, se si prende in considerazione unicamente la quota di sim “human”, quelle che includono cioè il traffico voce (e si escludono le m2m), il panorama cambia. Il gestore francese raggiunge il 5,6%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 2,5 punti percentuali rispetto all’anno scorso, rimane il principale operatore con il 30,7% del mercato.

113 ore di navigazione a persona al mese

Che sia da fisso o da mobile, gli italiani trascorrono sempre più tempo “connessi”. A settembre 2019 si contano 41,6 milioni di utenti medi giornalieri, che hanno navigato in rete per un totale di 113 ore a persona: come dire quasi 5 giorni e 5 notti di fila su 30.

L’Osservatorio ha analizzato l’audience dei principali social network, confermando che Facebook, con 35,5 milioni di utenti unici, è ancora la piattaforma più frequentata, nonostante la lieve contrazione di traffico. I dati certificano inoltre il trend crescente per Instagram, oggi usato da 26,5 milioni di utenti unici, ben 4,1 milioni in più rispetto a settembre 2018). In positivo anche Linkedin e Pinterest, ciascuno dei quali ha raggiunto il traguardo di 3,2 milioni di utenti in più rispetto a settembre 2018. Anche Twitter segna +2,3 milioni di utenti unici sull’anno passato.

Meno rame, più tecnologie digitali

Ma a cambiare sono anche le tecnologie utilizzate per la trasmissione dei dati, dove la connessione in rame (ADSL) sembra già preistoria e sta lasciando gradualmente il posto a mezzi più efficienti. Nel giro di quattro anni si è assistito a una vera e propria rivoluzione:  se a settembre 2015 oltre il 90% degli accessi alla rete fissa era in rame, nell’ultima rilevazione del 2019 questi sono scesi a meno della metà, con una flessione di 8,69 milioni di linee. Sono cresciuti parallelamente gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori. L’Osservatorio cita la tecnologia FTTC (+6,62 milioni di unità), FTTH (+790 mila) e FWA (+ 610 mila). Inoltre, a fine settembre 2019 il peso delle linee broadband in tecnologia xDSL risulta pari al 43%.

La metamorfosi si è tradotta in un aumento della velocità di connessione: basti pensare che le linee con velocità pari o superiore a 30 Mbit/s sono schizzate dal 6,6 al 53,1% di quelle broadband e ultrabroadband, e parallelamente le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s sono scese dal 69,3% al 21%. È Tim il maggiore operatore con il 43,3%, seguito da Vodafone con il 16,3%, e da Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15%.

pubblicato da il 25 marzo 2020

Autore

Foto AutorePugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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