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Tim e bollette a 28 giorni: come richiedere il rimborso

3 dic 2021 | 3 min di lettura | Pubblicato da Giorgia Nardelli

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I vecchi clienti Tim hanno diritto al rimborso per le tariffe a 28 giorni, anche a distanza di anni. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Milano, dopo una denuncia del Movimento Consumatori. È la seconda di questo tipo: già a luglio lo stesso Tribunale ha condannato Wind 3, per le stesse ragioni. Entrambe le società sono tenute a restituire ai consumatori i soldi trattenuti illegittimamente sulle bollette di telefonia e Adsl per i periodi in cui le compagnie decisero di accorciare la durata delle offerte tariffarie da un mese a 28 giorni.

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Rimborsi anche agli ex clienti, per periodi più lunghi

Il Tribunale ha anche retrodatato il diritto al rimborso rispetto a quanto già stabilito da una delibera dell’Agcom, che già impegnava le aziende a restituire le somme richieste indebitamente. Anziché da giugno del 2017, momento in cui è entrata in vigore le delibera dell’Agcom, lo ha fissato a partire da aprile 2017 per Tim, e dal 2016 per WindTre. Inoltre, in entrambi i casi il giudice ha sancito che anche gli ex utenti, quelli passati nel frattempo a un altro operatore, hanno diritto a chiedere i rimborsi. Per far sì che l’informazione arrivi al maggior numero possibile di clienti, il giudice di Milano ha chiesto che Tim informi i consumatori pubblicando un avviso sul proprio sito e su alcuni quotidiani nazionali. Dovrà poi aggiungere un’informativa dettagliata in fattura, e inviare una lettera agli ex clienti.

No ai versamenti automatici

Gli interessati riceveranno quindi un avviso in cui saranno spiegate le modalità per fare richiesta. Una volta arrivata, l’operatore dovrà accogliere le domande entro 30 giorni. I clienti delle due società non possono però ancora inviare le domande con riferimento alle sentenze e per i periodi indicati dai giudici, perché Tim, come Wind 3 prima di lei, ha fatto ricorso contro la sentenza in Corte d’Appello. Cosa devono fare nel frattempo? "Purtroppo i giudici non hanno accolto la richiesta di rimborsare le somme in automatico", spiega l'avvocato Corrado Pinna, che ha seguito la vicenda per il Movimento Consumatori. "I consumatori possono però agire in altro modo".

Chi può fare domanda e come

Chi è ancora cliente delle compagnie può infatti già richiedere al proprio gestore i rimborsi per i periodi tra giugno 2017 e il 31 marzo 2018, chiamando il servizio clienti o entrando nell’area riservata del sito. Entrambe le compagnie hanno sul loro portale una pagina informativa che spiega nel dettaglio come fare. "Quanto agli ex clienti, le compagnie non ancora riconoscono questo diritto, ma in attesa della sentenza di Appello si può inviare un richiesta formale via pec o raccomandata. Questa azione non avrà nell'immediato l'effetto di riavere le somme richieste, ma interromperà i tempi di prescrizione, anche nel caso in cui la sentenza di conferma arrivasse tardi. Non si tratta di grandi cifre, all’incirca 30 euro, ma si tratta comunque di denaro preso illegittimamente". Secondo le associazioni dei consumatori, fino a oggi appena il 5% dei clienti ha inviato domanda di rimborso.

Autore
giorgia nardelli

Pugliese trapiantata in Emilia, giornalista professionista dal 2005, laurea in filologia romanza e master in giornalismo all’Università di Bologna.

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