Taglio accise sul gasolio fino al 17 settembre, si va verso ulteriore proroga?


Il taglio delle accise sul gasolio resta in vigore, ma stavolta il respiro è cortissimo: il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 10 settembre (il numero 157, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore l'11 settembre) ha prorogato lo sconto soltanto fino al 17 settembre, una settimana in più rispetto alla scadenza precedente.
Ma anche questa scadenza rischia di durare pochi giorni: il Governo torna a occuparsi del caro carburanti già domani, mercoledì 16 settembre, in un nuovo Consiglio dei Ministri che con ogni probabilità varerà l'ennesima proroga del taglio generalizzato, su cui in queste ore stanno lavorando i tecnici del ministero dell'Economia.
Le ipotesi circolate parlano di un'estensione di altri 7-10 giorni: quello che sarebbe il sedicesimo intervento di questo tipo dall'inizio della crisi energetica, per una spesa complessiva ormai vicina ai 2,7 miliardi di euro.
- Mercoledì 16 settembre, il Consiglio dei Ministri valuterà una nuova proroga di 7-10 giorni del taglio accise, la sedicesima dall'inizio della crisi.
- Dietro il rinvio c'è anche l'attesa dei dati Istat del 22 settembre su deficit e Pil, decisivi per l'uscita dell'Italia dalla procedura Ue.
- Il bonus benzina più mirato, promesso da mesi, resta bloccato: mancano le coperture e la maggioranza litiga su chi includere.
Sommario
Quanto vale davvero lo sconto
Il beneficio per chi fa rifornimento di gasolio si aggira sui 17 centesimi al litro: 14 centesimi derivano dalla riduzione diretta dell'accisa, portata a 532,90 euro per mille litri contro i 672,90 euro previsti in condizioni ordinarie, mentre i restanti centesimi arrivano dall'effetto indiretto sull'Iva, calcolata su un importo imponibile più basso.
La stessa riduzione si applica anche ai gasoli paraffinici di sintesi e al biodiesel usati come carburante. Per lo stesso periodo, resta in vigore anche il credito d'imposta a favore delle imprese di autotrasporto.
Perché lo sconto non basta a fermare i rincari
Nonostante la riduzione fiscale, i prezzi alla pompa restano su livelli elevati. Il motivo è che il costo del carburante non dipende solo dalle tasse, ma soprattutto dalla componente industriale legata alle quotazioni internazionali del petrolio: nelle ultime settimane le tensioni geopolitiche hanno riportato il Brent sopra i 109 dollari al barile e il WTI vicino ai 105 dollari, un livello che da solo vanifica buona parte del beneficio fiscale.
Ad oggi 15 settembre, il prezzo medio nazionale in modalità self si aggirava intorno ai 2,10 euro al litro per la benzina e ai 2,21 euro per il gasolio, con quotazioni ancora più alte lungo la rete autostradale.
La benzina resta fuori e ha già superato i 2 euro
Un aspetto che continua a pesare sul confronto tra i due carburanti è che lo sconto riguarda solo il gasolio: la benzina non beneficia di alcuna riduzione generalizzata delle accise e ha ormai stabilmente superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
La scelta di concentrare le risorse sul diesel riflette la volontà del Governo di intervenire sul carburante ritenuto più esposto ai rincari in questa fase, lasciando la benzina fuori dal perimetro dello sconto.
Perché si aspetta il 22 settembre
C'è una data precisa dietro i tempi di questa nuova proroga: il 22 settembre, giorno in cui l'Istat diffonderà i dati aggiornati su deficit e Pil del 2025. Sono numeri decisivi per l'uscita dell'Italia dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi e il Governo conta di capire solo dopo quella data quali margini finanziari avrà davvero a disposizione per passare dagli sconti generalizzati a una nuova fase di aiuti contro il caro energia.
Fino ad allora, prorogare ancora il taglio delle accise resta la soluzione più semplice da attuare, anche se le stesse fonti di Governo la descrivono come un anello ormai quasi infinito di rinvii successivi.
Il bonus benzina resta bloccato
Il motivo per cui non si riesce ancora a passare a una misura diversa è soprattutto di bilancio: mancano risorse adeguate per quest'anno, a meno di scelte politiche complesse per trovare nuove coperture. Su questo nodo si è arenato anche il progetto di un bonus benzina più mirato, annunciato da mesi dalla premier Giorgia Meloni: la misura è oggi schiacciata dalle richieste di allargarne la platea, con la Lega che chiede di includere le partite Iva e Forza Italia che spinge per estenderlo anche ai pensionati.
Un'alternativa allo studio riguarda uno sconto sul bollo auto, più consistente per le utilitarie e via via più leggero per le vetture di maggiori dimensioni: una soluzione che però potrebbe scattare solo dal 2027, perché il bollo 2026 è ormai già stato versato dalla quasi totalità degli automobilisti.
Troppo tardi, quindi, per una misura che avrebbe bisogno di dare risposte immediate come quelle offerte dallo sconto sulle accise, anche se la stessa Meloni ha riconosciuto che quest'ultimo finisce per aiutare anche "chi non ne ha bisogno o viene dalla Francia a fare benzina in Italia".
Cosa conviene fare, in attesa delle prossime mosse
In un quadro dove lo sconto sulle accise cambia scadenza quasi ogni settimana e il bonus benzina resta di fatto fermo al palo, tenere sotto controllo solo il prezzo alla pompa rischia di far perdere di vista l'altra voce di spesa legata all'auto: l'assicurazione RC, obbligatoria per tutti.
In vista del rinnovo della polizza, confrontare le diverse offerte di assicurazione auto disponibili sul mercato permette di verificare se esistono soluzioni più adatte alle proprie esigenze, mettendo a confronto premio, garanzie e condizioni contrattuali.
Chi invece sta valutando di cambiare auto proprio in un momento di incertezza su carburanti e bollo può anche guardare al noleggio a lungo termine, che permette di pianificare la spesa mensile con un canone fisso comprensivo di assicurazione e manutenzione, senza dover rincorrere ogni volta la prossima proroga o il prossimo rincaro.
Sono due strade diverse per arrivare allo stesso obiettivo: contenere la spesa complessiva della mobilità, senza dipendere dalle decisioni, spesso settimanali, del Governo sulle accise.





2022 - 27.250km
- 30.000 km inclusi
- Elettrica
- Automatico


2024 - 60.193km
- 20.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Manuale

1.2 Edition s&s 100cv
- 30.000 km inclusi
- Benzina
- Manuale

2023 - 58.133km
- 20.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Manuale

1.2 Business 100cv
- 30.000 km inclusi
- Benzina
- Manuale

1.0 tsi Your Way 115cv dsg
- 30.000 km inclusi
- Benzina
- Automatico

1.2 hybrid Business 110cv auto
- 30.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Automatico

1.2 tce Techno 115cv
- 30.000 km inclusi
- Benzina
- Manuale

1.5 hybrid+ Luxury auto
- 30.000 km inclusi
- Full Hybrid
- Automatico

1.2 hybrid Style 110cv e-dcs6
- 30.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Automatico

1.0 firefly hybrid Icon s&s 65cv
- 50.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Manuale

1.5H Trend E-CVT
- 30.000 km inclusi
- Full Hybrid
- Automatico

1.2 ibrida Sprint 145cv edct6
- 30.000 km inclusi
- Mild Hybrid
- Automatico
1.5 Hybrid 115 Icon
- 30.000 km inclusi
- Full Hybrid
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